Accenni sulla teoria del colore

Pagine correlate: Colori – Azzurro – Bruno – Bianco – Giallo – Nero – Rosso – Verde – Violetto – Teoria del colore – Trementina – Olio

SENSAZIONI ED EMOZIONI

Se ci si addentra nello studio della percezione dei colori si viene a conoscenza che il nostro occhio ha degli automatismi contro gli sbalzi di intensità di luce e di colore. Sappiamo tutti, che se siamo di fronte ad una forte fonte di luce, le nostre pupille si chiudono per ricevere un’immagine a giusta intensità, che non danneggi la retina. Non tutti però sanno che, se siamo di fronte ad un intenso rosso porpora, il nostro occhio, non volendolo pienamente ricevere (perché troppo intenso), crea un colore opposto ad esso, che lo attenua, rendendolo un po’ più accettabile, cioè gli ” butta addosso” una dose di verde. A ciascuno di noi sarà capitato di trovarsi, per un certo periodo di tempo, dentro un bosco verdissimo. In quei momenti, i nostri occhi si caricano di rosso per poter contrastare l’intenso verde intorno a noi, e, quando ne usciamo fuori all’improvviso, tutto il paesaggio che ci troviamo di fronte, risulta influenzato dal complementare del verde (rosso porpora), per un tempo relativamente lungo (trattasi di qualche minuto). Due colori complementari, accostati l’uno all’altro (es. rosso e verde), vibrano fastidiosamente nella linea di accostamento, perché il nostro occhio forma un rosso da gettare sul verde ed un verde da gettare sul rosso, aumentando esageratamente l’intensità dei colori che si percepiscono.

Esiste un sistema pratico ed infallibile per la ricerca di un colore complementare. Basta prendere un foglio di carta bianca, macchiarlo con il colore di cui si vuol riconoscerne il complementare e, alla luce del sole, fissarlo per circa un minuto. Passato il minuto, bisogna togliere dalla nostra vista il foglio di carta macchiato e sostituirlo immediatamente con uno pulito. Continuando ancora a fissare nella stessa direzione sul nuovo foglio, ci si accorgerà che comparirà il colore complementare, quello cioè che il nostro automatismo ha creato, per attenuare il colore che per un intero minuto é stato sotto i nostri occhi.

I nostri occhi reagiscono sempre quando percepiscono i colori e, a seconda di quello che percepiscono, configurano il loro lavoro e creano in noi diverse sensazioni. Il lavoro degli occhi, per reagire ai colori che gli si pongono davanti é continuo, molte volte semplice, altre volte faticoso, ma può essere anche piacevole o fastidioso. Di fronte ad un quadro ben equilibrato, il lavoro dei nostri occhi é gradevole e noi questo lo percepiamo. Gli occhi, senza che noi ce ne accorgiamo, ricercano tutti i complementari dei colori che sono in esso e li accostano nelle zone limitrofe. Questo continuo giocare degli occhi sui colori del quadro, che é automatico, é un incessante e gradito esercizio per essi. Quando questo esercizio viene fatto su un quadro, con colori sbilanciati o colori che sono accostati male ad altri colori e con molti complementari, esso diventa pesante e fastidioso, tanto che il nostro cervello, ad un certo punto, si rifiuta di continuare l’osservazione. È come far sentire alle nostre orecchie musica di prima qualità oppure musica stonata, o addirittura rumori stridenti. La pittura é musica. Le gamme cromatiche dei colori sono soggette ad alcune leggi, come lo sono le note musicali. L’armonia del colore, non si ottiene soltanto accostando colori seguendo le sue specifiche leggi, ma anche e soprattutto, seguendo i nostri istinti interiori. Dobbiamo imparare a tradurre i nostri sentimenti in colore. 

L’ARTISTA, NOBILE INGANNATORE

I migliori accostamenti di colore sono quelli naturali, cioè quelli provenienti dagli oggetti reali del mondo tridimensionale, perché le gamme cromatiche in essi contenute, si pongono sull’oggetto automaticamente. Sulla tela, le stesse gamme le dobbiamo studiare e creare noi, per dargli quel senso di realtà. Mi spiego meglio. La tela é piatta e noi su di essa dobbiamo creare un inganno. Più grande é l’inganno, migliore é la rappresentazione degli oggetti in essa raffigurati. Prendiamo il caso di una sfera di un ben definito colore rosso; osservandola dal vivo, noi la vedremo tutta rossa. Tutta rossa? Ne siamo certi? Proviamo allora a dipingerla su di una tela con l’aiuto del solo rosso. Otterremo non una sfera, ma un disco piatto. Proviamo a riguardarla più attentamente dal vivo e vedremo che, da una parte é illuminata, dall’altra parte é scura. Ma non solo questo! Aguzziamo i nostri sensi visivi ed osserviamo di nuovo il reale; vedremo che la parte scura non si scurisce di colpo, ma gradatamente e, che il colore della parte illuminata è, non solo più chiaro della parte in ombra, ma anche diverso come tono. Osserveremo che tra il rosso di maggior chiarezza e il rosso di maggior oscurità, ci sono altri colori interposti, addirittura diversi dal rosso e che la parte scura, è influenzata dal colore del piano che si riflette in essa. Quante altre cose potremmo trovarci in questa sfera? Se la luce é quella solare, avremo delle gamme intermedie di un certo tipo, se la luce é quella di una fiamma, avremo altri colori, se la luce é quella artificiale di un neon, avremo altre gamme e così via. Ritornando all’inganno che dobbiamo simulare sulla tela, proviamo ad incominciare con lo scurire il disco rosso con il colore nero, degradandolo via via nella parte non illuminata.

Vedremo che la sfera inizia a prendere forma. La tela non é più piatta. Però non siamo ancora soddisfatti dell’inganno, perché la degradazione non é stata eseguita in maniera opportuna. Per poter degradare verso lo scuro, il colore deve passare attraverso ben specifiche gamme cromatiche, come quelle che vediamo (ma non osserviamo) nella realtà. Le gamme cromatiche che vediamo nella realtà tridimensionale sono automatiche, mentre quelle che dobbiamo apporre sulla tela, sono dettate dal tipo di inganno da costruire, perché applicate ad una tela che è piatta. Quindi, per poter dare l’impressione di avere sulla tela un oggetto colore rosso, noi dobbiamo interporre tra il chiaro e lo scuro, dei colori che sono diversi dal rosso. La cosa più difficile, nell’esecuzione di un quadro realistico, é proprio l’inganno da creare sulla tela, mentre la cosa più facile é quella di essere ingannati noi stessi, dal colore percepito da ciò che ci circonda. Una collina verde vista da lontano, (facciamo attenzione!) ci inganna, perché non dobbiamo adoperare il verde di cui é composta, ma il verde che la collina ci riflette, quel verde attenuato dalla lontananza e dal passaggio attraverso l’atmosfera, che sulla tela deve diventare grigio. Perciò quando dipingiamo, siamo in pieno gioco, tra i colori che percepiamo ed i colori che diamo per scontati appartenere agli oggetti da rappresentare. Molto spesso ci dimentichiamo di essere gli ingannatori! 

Nel parlare della collina , abbiamo accennato alla prospettiva del colore, cioè che, per dare l’impressione che la collina sia lontana e che sia verde, noi dobbiamo adoperare un colore che verde non é. Se noi avessimo messo sulla tela il verde (non quello che percepiamo ma il verde di cui essa é formata), ce la vedremmo avvicinare a tal punto che le cose verdi in primo piano si confonderebbero con essa. Saremo allora costretti a caricare e rendere più intenso il verde in primo piano, ma si arriverebbe al punto in cui diventerebbe impossibile aumentarne l’intensità.

Per quanto riguarda la prospettiva delle forme, vale lo stesso ragionamento dell’inganno che dobbiamo creare sulla tela, per dare l’idea della realtà.

Non mi soffermo sulla prospettiva, perché questo non é un trattato di pittura in genere (o specifico di disegno), ma vorrei insistere sul modo di ingannare l’occhio dell’osservatore della tela. Prendiamo due oggetti perfettamente uguali ed accostiamoli l’uno all’altro. Proviamo a disegnarli e ci accorgeremo che , dal momento che sono della stessa dimensione e che li abbiamo disegnati con le stesse dimensioni, essi risulteranno delle stesse dimensioni. Mettiamoli ad una certa distanza l’uno dall’altro e proviamo a disegnarli di nuovo. Dal momento che sono uguali come dimensioni, li disegniamo con le identiche dimensioni. Sorpresa! L’oggetto in secondo piano diventa gigantesco! Siamo stati ingannati dalla prospettiva delle forme! Ma non siamo noi quelli che devono ingannare? Allora cosa facciamo? Ecco il ragionamento che ha fatto il nostro inconscio nel leggere la tela: dal momento che l’altro oggetto si trova in secondo piano, cioè più lontano, e dal momento che io vedo, sulla tela, un oggetto con la stessa dimensione di quello in primo piano, significa che quello in secondo piano é molto più grosso di quello in primo piano. Allora, se vogliamo noi ingannare l’osservatore della tela disegnando degli alberi, per poter dare l’impressione che il secondo albero sia grande quanto il primo, dobbiamo disegnarlo più piccolo. La prospettiva delle forme, non esiste soltanto nel paesaggio, ma in tutto ciò che é natura.

Ad esempio, nel dipingere un volto in tre quarti, cioè non frontale e neanche di profilo, ma in una posizione intermedia, per poter dare l’idea che i due occhi siano della stessa dimensione, occorre fare l’occhio, che si trova dietro il naso, leggermente più piccolo.

Riassumendo, riguardo la prospettiva del colore e delle forme, possiamo dire in generale che, più i piani si allontanano da noi più i colori diventano grigi, più le forme perdono nitidezza e contrasto, più gli oggetti diventano piccoli, più vengono confusi i colori degli oggetti con i colori dei campi che li contengono, più tutto l’insieme si avvicina alla linea dell’orizzonte, fino a diventare un unico colore ed un’unica forma, più il tutto diventa sfocato e grigio.

Avvicinandosi ai primi piani, avviene l’inverso di tutto quello preso in considerazione appena sopra.

L’infinito, cioè l’orizzonte, é sempre di una tonalità grigia. Avvicinandosi via via verso i primi piani, i colori si rafforzano e si fanno più nitidi, le tonalità si fanno più marcate, le gamme cromatiche si fanno più nette, il chiaro diventa sempre più chiaro dell’orizzonte e lo scuro diventa più scuro dell’orizzonte, le forme diventano più grandi ed i loro contorni più nitidi e netti. Tutto si allontana radialmente dal punto più lontano del quadro cioè dal punto dell’orizzonte, come tanti cerchi concentrici.

Tutto quello appena riportato é una buona regola, che sembra di facilissima applicazione, invece quando siamo alle prese con una tela, la dimentichiamo facilmente e spaziamo in essa, liberi da ogni vincolo. Ebbene, ricordiamoci che è giusto che sia anche così: i quadri, quelli che sprigionano i messaggi più forti, vengono proprio quando la nostra mente si libera automaticamente dalle regole e spazia in tutte le direzioni , senza che la ragione intervenga in ogni momento a correggere la rotta intrapresa. Le correzioni di rotta, purtroppo, vengono percepite dall’occhio, molto spesso inconsciamente e non accettate da esso, e non ci vengono neppure indicate. Quando queste correzioni di rotta (da non confondere con le correzioni di lavoro), si fanno numerose, il quadro é perduto. La correzione di lavoro, cioè il ripassare il colore sopra un qualcosa che si vuole cambiare, se é suggerita dalla nostra libertà di spaziare, é sempre giusta, un po’ meno giusta é quando interviene la nostra ragione, del tutto sbagliata quando interviene una ragione dettata da una mente esterna alla nostra.

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Chiese Cattedrali e duomi internazionali

Chiese Cattedrali e duomi internazionali

10 - Firenze - Basilica di San Miniato al Monte
  • Opera:  Basilica di San. Miniato al Monte
    • Città: Firenze
    • Arte: Romanico Italiano
    • Anno di costruzione:
    • Costruita da: Iniziata nel 1013 sotto il vescovo Alibrando e continuata sotto l’Imperatore Enrico II.
    • Un frammento sulla configurazione generale:  La basilica è posta in un punto che domina la città. Il corpo della chiesa si divide in tre parti principali: inferiore, mediana e superiore. Lungo la facciata principale corrono due trabeazioni in pietra. La facciata, forse iniziata nel secolo  XI, è caratterizzata da archi (cinque in tutto) sorretti da colonne, con basi e capitelli di marmo bianco stile corinzio. All’interno ha una decorazione falso-antica dell’Ottocento.
9 Modena - Duomo
  • Opera: Duomo di Modena  
    • Città: Modena
    • Arte: Romanico italiano
    • Anno di costruzione: Iniziata da Lanfranco nel 1099 e terminata nel 1184 da Anselmi da Campione, mentre la copertura della navata mediana è stata rifatta completamente nel XV secolo per celare le capriate lignee
    • Costruito da: Iniziata da Lanfranco e Anselmi da Campione
    • Un frammento sulla configurazione generale: La facciata è formata a salienti, tripartita da robusti contrafforti fatti a spigolo vivo. Un loggiato scorre lungo la parte mediana. La Cattedrale ostenta, specialmente nelle sculture, un evidente progetto teologico.  ….. ecc.   per saperne di più cliccare su   http://www.duomodimodena.it/
 13 Trani - Cattedrale
  • Opera: Cattedrale di Trani    
    • Città: Trani
    • Arte: Romanico italiano
    • Anno di costruzione: Inizio costruzione nel 1099, ma portata a termine nel 1186 grazie ai lavori del periodo 1159-1186.
    • Fatta costruire da: L’Arcivescovo di Bisanzio in onore al giovane pellegrino Nicola.
    • Un frammento sulla configurazione generale:  Considerata come la regina delle chiese pugliesi. Del bellissimo campanile viene iniziata la costruzione nel Trecento intorno agli anni Trenta e viene portata a termine oltre cento anni più tardi. Dal Transetto si staccano i tre semicilindri delle alte absidi dalle quali emerge quella centrale corredata da una monumentale finestra. Al lato oriente capeggia la grande finestra absidale, mentre al lato sud il rosone monumentale. La facciata ha una altezza inferiore rispetto alle altre pareti, ha un’ottima luminosità per l’impiego di un caratteristico tipo di pietra (marmo di Trani) ….. ecc.  per saperne di più cliccare su  http://www.trani.biz/cattedrale.html
11 Bari - Chiesa di San Nicola
  • Opera: Basilica di San Nicola di Bari
    • Città: Bari
    • Arte: Romanico Italiano (pugliese)
    • Anno di costruzione: La sua costruzione risale al 1087 durante la dominazione normanna.
    • Un frammento sulla configurazione generale: La facciata principale segue il modello lombardo -emiliano. Questa è ripartita in tre zone che corrispondono alle navate, dove quella centrale è leggermente sopraelevata. Gli spioventi sono alquanto ripidi con decorazioni realizzate da architetti.
12 - Verona Chiesa di San Zeno Maggiore
  • Opera: Basilica di San Zeno Maggiore di Verona
    • Città: Verona
    • Arte: Romanico italiano
    • Anno di costruzione: Innalzata nel IX secolo, subisce un consistente rifacimento intorno agli anni 1120-1138 e viene ampliata ulteriormente nei secoli XIII e XIV. Il campanile al suo fianco risale al 1045.
    • Un frammento sulla configurazione generale: Sulla facciata della Basilica si evidenzia il rosone di Brioloto o “Ruota della Fortuna”. Il grande portale ligneo è rivestito con 48 bellissime formelle di bronzo. A ridosso della Basilica c’è una tomba romana, forse di re Pipino. All’interno ci sono tre navate divise da colonne e pilastri. Gli affreschi sono del XIII e XIV secolo e, c’è anche un trittico del Mantegna che raffigura la Madonna in Trono tra santi. Il soffitto, che risale al Trecento, è a carena di navi.   ….. ecc.
15 Arles - Cathedrals Saint Trophime
  • Opera: Cattedrale Saint Trophime di Arles
    • Città: Arles
    • Arte: Romanico francese (provenzale)
    • Anno di costruzione: Nel X secolo, dove era posta la Basilica di Santo Stefano dal V secolo. Completata soltanto nel periodo gotico.
    • Un frammento sulla configurazione generale: Sulla spoglia facciata a salienti, si evidenzia la verticalità del complesso e l’immane portale. Sui lati del portale poggiano le statue degli apostoli tra una colonna e l’altra. Il chiostro che risulta essere il più bello della Francia meridionale, costruito tra il periodo romanico e quello gotico, è composto da una serie di colonne binate con capitelli nei quali si alternano scene a soggetto figurativo e floreale. ……. per saperne di più cliccare http://www.archart.it
14 Lucca - Duomo
  • Opera: Duomo di Lucca (intitolato a San Martino)
    • Città: Lucca
    • Arte: Romanico italiano
    • Anno di costruzione: Le prime fondamenta risalgono al VI secolo e furono fatte da San Frediano; ricostruito nel 1060, ristrutturato completamente tra il XII ed il XIV secolo.
    • Fatto costruire da: Il Vescovo della città Anselmo da Baggio (papa AlessandroII)
    • Costruito da:  La facciata è firmata da Guidetto da Como (1204)
    • Un frammento sulla configurazione generale: la facciata risente delle influenze del duomo pisano, ma è più ricca di elementi originali ed autonomi, caratteristici del romanico lucchese. Al piano terreno si apre un lungo porticato a tre vaste arcate sopportate da robusti e compositi pilastri di stile lombardo, con sculture romaniche: di notevole rilievo è il gruppo di San Martino ed il povero; sopra stanno tre ordini di loggette richiamanti lo stesso motivo della facciata principale.  …. per saperne di più cliccare su  http://www.toscanaviva.com
16 Caen - Eglise de la Trinité
  • Opera: Eglise de la Trinité  (Chiesa della Trinità di Caen)
    • Città: Caen
    • Arte: Romanico francese
    • Anno di costruzione: Portata a compimento nel 1130 (alcune fonti l’anticipano al 1110).
    • Un frammento sulla configurazione generale: Il rigido equilibrio geometrico e l’intransigente rigore nella strutturazione, chiariscono le tendenze più caratteristiche dell’arte romanica francese.



Jean-Baptiste-Siméon Chardin

La pittura di Chardin, il pittore del silenzio

Autoritratto con l'abat-jour, cm. 46 x 38, Louvre, Parigi.
Autoritratto con l’abat-jour, cm. 46 x 38, Louvre, Parigi.

Jean-Baptiste-Siméon Chardin (Parigi, 1699-1779), figlio di un fabbricante di biliardi, è il pittore che nella grande Parigi del suo periodo trascorre la vita nel suo piccolo ma elegante ambiente, intimo e fatto di mobiletti di un “comfort” ogni volta diverso.

Lo studio approfondito di questo piccolo mondo, a cui si legano modesti personaggi e cose che hanno a che fare con il reale e la geometrica grazia (anche nelle splendide nature morte), è concretizzato in una semplice ma efficace serie di gamme cromatiche, i cui accostamenti esprimono tenerezza, e di sfumature rosate che echeggiano il tepore della luce.

La fontana di rame, cm. 28 x 23, Louvre, Parigi.
La fontana di rame, cm. 28 x 23, Louvre, Parigi.

Tutto questo a dispetto delle caratteristiche del secolo in cui egli vive, nel quale manca la misura sentimentale e la stravagante creatività.

“Il castello di carte”, “Il bambino con la trottola”, “La fontana di rame”, “La dispensiera” e “Il buffet” ci danno modo di percorrere a ritroso il corso della sua vita artistica fatta di una ricerca costantemente priva di contraddizioni. L’Autoritratto realizzato in vecchiaia rispecchia la sua raffinatezza e lo mostra ben più elegante del suo maestro Jean-Baptiste van Loo. Molto tempo dopo, nel Novecento, un famoso scenografo come il costumista Aleksandr Benois fece dei quadri di Chardin il suo punto di riferimento per le opere ed i balletti ambientati nel mondo settecentesco.

Le opere di Chardin

Bibliografia:

“La pittura barocca: due secoli di meraviglie alle soglie della pittura moderna”,  AA.VV., da pagina 296 a pagina 301, Electa, Milano, 1999.




Opere di Otto Dix

Opere di Otto Dix (Gera, 2 dicembre 1891 – Singen, 25 luglio 1969)

Alcuni dipinti di Otto dix

Le opere raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Notte in città
Notte in città, anno 1913, olio su carta incollata su cartone, 70 x 52 cm., Collezione privata, Roma. 
Ragazza e morte
Ragazza e morte, anno 1919, olio su cartone, 68 x 48 cm., Collezione privata, Milano.
Testa d'uomo
Testa d’uomo, anno 1919, olio su tela, 60 x 50 cm., Galerie der Stadt Stuttgart, Stoccarda.
Autoritratto
Autoritratto
Autoritratto
Autoritratto
Paesaggio di devastazione bellica
Paesaggio di devastazione bellica,  1836 
Il pasto nelle trincee
Il pasto nelle trincee, 1924/24
Trionfo della morte
Trionfo della morte,  1934, tecnica mista su legno, 180 x 178 c.
I sette peccati capitali
I sette peccati capitali,  1833, tecnica mista su legno, 179 x 120 cm.
Trittico della guerra
Trittico della guerra (come si presenta), 1929-32 
Trittico della guerra - pannello sinistro
Trittico della guerra – pannello sinistro
Trittico della guerra - pannello alto centrale
Trittico della guerra – pannello alto centrale
Trittico della guerra - pannello basso centrale
Trittico della guerra – pannello basso centrale
Trittico della guerra - pannello destro
Trittico della guerra – pannello destro

Opere di George Grosz

George Grosz (Berlino, 26 luglio 1893 – Berlino, 6 luglio 1959)

Alcuni dipinti di George Grosz

Le opere raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Il ricercato
Il ricercato
scena di strada
Scena di strada, anno 1916, inchiostro, 31 x 20 cm., Fondazione Antonio Mazzotta, Milano.
lo sfruttatore di ragazze
Lo sfruttatore di ragazze, anno 1918, Acquerello e inchiostro, 31,7 x 23,8 cm., Hessisches Landesmuseum, Darmstad.
Whisky
Whisky, anno 1918, Acquerello e inchiostro, 58,4 x 33,6, cm., Wilhelm-Hack-Museum, Ludwigshafen am Rhein.
Fine della strada
Fine della strada, anno 1913
L'eroe
L’eroe, anno 1914
Caféhaus
Caféhaus, anno 1915
L'aggressione
L’aggressione, anno 1915
Cafè
Cafè, anno 1915
La città
La città, anno 1916
Lovesick
Lovesick, anno 1916
L'esplosione
L’esplosione, anno 1917
A Oskar Paniza
A Oskar Paniza, anno 1917
Germania, favola d'inverno
Germania, favola d’inverno, anno 1917
Assassino sessuale
Assassino sessuale, anno 1918
Schiavista bianco
Schiavista bianco, anno 1918
Dallas
Dallas, 1953
Il naso
Il naso
Hitler all'inferno
Hitler all’inferno, anno 1944
Autoritratto con Akt
Autoritratto con Akt, 1937
Il sopravvissuto
Il sopravvissuto, anno 1944
Beauty thee will I praise
Beauty thee will I praise, anno 1919

Opere di Ludwig Meidner

(Bernstadt, Slesia, 18 aprile 1884 – Darmstadt, 14 maggio 1966)

Alcuni dipinti di Ludwig Meidner

Le opere raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico.

Apocalyptic Landscape
Apokalyptische Landschaft, anno 1913, olio su tela, 67.3 x 80 cm, (retro of Landschaft), Formerly in the Marvin & Janet Fishman Collection, Milwaukee. 
Brennende Stadt (Burning city)
Brennende Stadt (Burning city) (Città che brucia), anno 1912-13, olio su tela, 68.5 x 80.5cm., The Saint Louis Art Museum, bequest of Morton D. May. (recto della tela sotto raffigurata) 
the burning city
Brennende Stadt (Burning city) (Città che brucia), anno 1912-13, olio su tela, 68.5 x 80.5cm., The Saint Louis Art Museum, bequest of Morton D. May. (retro della tela sopra raffigurata)
The corner hause (L'angolo della casa)
The corner hause (L’angolo della casa).
La fabbrica incendiata
La fabbrica incendiata, anno 1912, olio su tela, 46 x 50 cm. Tel Aviv, Museum of Art, Tel Aviv.
Strada in costruzione a Berlino-Wilmersodorf
Strada in costruzione a Berlino-Wilmersodorf, anno 1911, olio su tela, 67 x 80 cm., Stiftung Stadtmuseum Berlin, Berlino.
La chiesa del buon pastore in piazza Friedrich-Wilhelm a Friedenau
La chiesa del buon pastore in piazza Friedrich-Wilhelm a Friedenau, anno 1913, Stiftung Stadtmuseum Berlin, Berlino
Apokalyptische Vision
Apokalyptische Vision (Apocalyptic Vision) (Visione apocalittica), anno 1912, olio su tela, 72.5 x 88.5 cm,. Leicestershire Museums and Art Galleries, Leicester.
Apokalyptische Landschaft
Apokalyptische Landschaft (Apocalyptic Landscape)  (Paesaggio apocalittico), anno 1912, olio su tela, 94 x 109 cm., Collezione privata.
Apokalyptische Landschaft
Apokalyptische Landschaft 
Apokalyptische Landschaft
Apokalyptische Landschaft (Apocalyptic Landscape) (Paesaggio apocalittico), anno 1913, olio su tela, 79 x 119 cm., Westfalisches Landesmuseum fur Kunst und Kulturgeschichte, Munster.

Opere di Lyonel Feininger

Lyonel Feininger (New York, 17 luglio 1871 – New York, 13 gennaio 1956)

Alcuni dipinti di Lyonel Feininger

Le opere raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Ponte II
Ponte II, anno 1914,15, olio su tela, 81,4 x 101 cm., Collezione privata, Courtesy Art Focus, Zurigo.
Ponte IV (Ponte a Weimar)
Ponte IV (Ponte a Weimar), anno 1918, olio su tela, 63 x 90 cm., Kirchner Museum Davos, Stiftung Baumgart Möller.
Tramonto nel villaggio
Tramonto nel villaggio, Acquerello ed inchiostro di china, 22,5 x 29,9, Collezione privata, Trento.
Umpferstedt II
Umpferstedt  II, anno 1916, inchiostro e carboncino, 30 x 24, Sprengel-Museum, Hannover.
Jesuiten III (Jesuits III)
Jesuiten III (Jesuits III), anno 1915, American Academy of Arts and Letters.

Opere di Emil Nolde

Nolde, presso Burkhall, 7 agosto 1867 – Seebüll, 13 aprile 1956)

Amburgo, nave nel porto
Amburgo, nave nel porto, anno 1910, incisione, 43,4 x 52 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.

Pagine correlate: Cenni biografici sull’artista – Espressionismo – Pittori dell’Espressionismo – Esponenti autonomi dell’Espressionismo – Die Brücke e la grafica a stampa – Blaue Reiter – Fauvisti, Die Brücke e Astrattismo – Fine dell’Espressionismo – Impressionisti Post-Impressionisti Arte contemporanea

Alcuni dipinti di Emil Nolde

Le opere raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Battello a vela e tre piccole navi a vapore
Battello a vela e tre piccole navi a vapore, anno 1910, incisione, 44,8 x 62,2 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.
Amburgo - porto interno
Amburgo – porto interno, anno 1910, 44,5 x 53,3 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.
Lago interno
Lago interno, anno 1910, tecnica a olio su tela, 69 x 89,5 cm., Kunsthalle zu Kiel, Kiel.
Quattro maschere
Quattro maschere, anno 1910, xilografia, 5,1 x 10,6 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Testa femminile
Testa femminile, anno 1912, xilografia, 39,5 x 33 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.
Profeta
Profeta, anno 1912, xilografia, 29,8/32,1 x 22,1/22,3 cm., Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett, Berlino.
Cavalli sulla spiaggia
Cavalli sulla spiaggia, anno 1911, tecnica a olio su tela, 73 x 88 cm., Sammlung Deutsche Bank, Francoforte.
La disputa
La disputa, anno 1913, litografia a colori, 74 x 54,5 cm., Collezione privata, Amburgo.
Giovane coppia
Giovane coppia, anno 1903, litografia a colori, 62 x 50,5 cm., Collezione privata, Amburgo.
Giovane danese
Giovane danese, anno 1913, litografia a colori, 68 x 57 cm., Kunsthalle, Stigtung Henri un Eske Nannen und Schenkung Otto de Loo, Emden.
Danzatrice
Danzatrice, anno 1913, litografia a colori, 53,5 x 68,8 cm., Collezione privata.
Possidenti siberiani
Possidenti siberiani, anno 1918, incisione, 30 x 25 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Le monete del tributo
Le monete del tributo, anno 1915, olio su tela, 117 x 87 cm., Kunsthalle zu Kiel, Kiel.
Vento caldo
Vento caldo, anno 1915, tecnica a olio su tela, 72,5 x 89 cm., Museum am Ostwall, Dortmund.

Opere di Max Pechstein

(Zwickau, 31 dicembre 1881 – Berlino, 26 giugno 1955)

La Senna, ponte chiatte
La Senna, ponte e chiatte, anno 1908, tecnica a olio su tela, 32,9 x 46 cm., Knsthaus Lempertz, Colonia

Alcuni dipinti di Max Pechstein

Le opere raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Doppio ritratto
Doppio ritratto, anno 1910, tecnica a olio su tela, 89,5 x 89,5 cm. Staatliche Museen zu Berlin, Neue Nationalgalerie, Berlino.
Scena nel bosco,
Scena nel bosco, anno 1909, tecnica a olio su tela, 68 x 79,5 cm., Collezione privata.
Donna nuda che riposa sotto una tenda rossa
Donna nuda che riposa sotto una tenda rossa, anno 1911, tecnica a olio su tela, 70 x 80 cm., Collezione privata, Milano.
Nudo disteso di schiena
Nudo disteso di schiena, anno 1911, tecnica a olio su tela, 100 x 100 cm., Leopold-Hoesch-Museum, Düren.
Alba (Paesaggio a Nidden)
Alba (Paesaggio a Nidden), anno 1911, tecnica a olio su tela, 50 x 56 cm., Courtesy Galerie Utermann, Dortmund
Mattino presto
Mattino presto, tecnica a olio su tela, 75 x 100 cm., Collezione privata.
Casa nuova
Casa nuova, anno 1919, tecnica a olio su tela, 100 x 80 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Testa di pescatore VII
Testa di pescatore VII, anno 1911, tecnica xilografica, 29,2 x 24 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Barche a vela
Barche a vela, anno 1912, tecnica xilografica, 21 x 22 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Autoritratto di Max Pechstein
Autoritratto, anno 1917, tecnica di incisione, 17 x 14 cm.,  Brücke-Museum, Berlino.
Ragazza malata
Ragazza malata, anno 1918, tecnica xilografica e colori stesi a mano, 40 x 29,7 cm., Brücke-Museum, Berlino.

Opere di Karl Schmidt-Rottluff

(Rottluff, 1º dicembre 1884 – Berlino, 10 agosto 1976)

Pomeriggio luminoso
Pomeriggio luminoso, tecnica a olio su tela, anno 1906, 48,5 x 77,5, Brücke-Museum, Berlino, prestito da collezione privata.

Pagine correlate: Biografia dell’artista – EspressionismoPittori dell’Espressionismo – Esponenti autonomi  dell’Espressionismo – Die Brücke e la grafica a stampa – Blaue Reiter – Fauvisti, Die Brücke e Astrattismo – Fine dell’Espressionismo – Impressionisti  – Post-Impressionisti – Arte contemporanea

Alcuni dipinti di Karl Schmidt-Rottluff

Le opere raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Inverno
Inverno, anno 1906, tecnica a olio su cartone, 71 x 53,5 cm., Brücke-Museum, Berlino, prestito da collezione privata.
Torre rossa nel parco (o Casa nel parco)
Torre rossa nel parco (o Casa nel parco), anno 1910, tecnica a olio su tela, 76 x 84 cm., Collezione privata..
Primavera precoce
Primavera precoce, anno 1911, tecnica a olio su tela, 76,3 x 84 cm.., Museum am Ostwall, Dortmund.
Ragazza allo specchio
Ragazza allo specchio, anno 1915, tecnica a olio su tela, 101 x 87 cm., Staatliche Nationalgalerie, Berlino.
Ragazza che si pettina
Ragazza che si pettina, anno 1919, tecnica a olio su tela, 90 x 76 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Sofferente
Sofferente, anno 1920, scultura in legno, h. 20 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Sera blu
Sera blu, anno 1920, tecnica a olio su tela, 75,5 x 89 cm., Brücke-Museum, Berlino. 
Studio di donna
Studio di donna, anno 1909, Cartolina postale, 14 x 9 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Due ragazze nude sedute
Due ragazze nude sedute, anno 1911, tecnica a gessetti colorati, 42,9 x 32,8 cm.,  Brücke-Museum, Berlino.
Da Rabenstein
Da Rabenstein, anno 1910, tecnica xilografica, 31,2 x 40,7 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Navi nel porto
Navi nel porto, anno 1913, tecnica xilografica, 28,7 x 32,2 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Uomo e donna
Uomo e donna, anno 1912, tecnica xilografica, 25,5 x 30,1 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Donna con capelli sciolti
Donna con capelli sciolti, anno 1913, tecnica xilografica, 36 x 30 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Tre donne al tavolo
Tre donne al tavolo, anno 1914, tecnica xilografica, 50 x 40 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Cristo
Cristo, anno 1918, tecnica xilografica, 50,1 x 39,1 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Paesaggio al sole
Paesaggio al sole, anno 1916, tecnica xilografica, 29,8 x 36,2 cm., Brücke-Museum, Berlino.