Futurismo

Il movimento futurista

Il movimento futurista si propone principalmente, con le sue opere, di intervenire e quindi di modificare qualsiasi aspetto della vita ambientale e sociale, molto spesso sollecitandola con la forza del linguaggio a tutto campo, in alcuni casi anche violenta.

Più che uno stile, il futurismo è un indirizzo, una sollecitazione a determinare forti situazioni emotive da sempre inesplorate, a  provocare atti comportamentali eccentrici.

Il movimento, inoltre, tenta di liberarsi da tutte le convenzioni del passato e quindi di trasgredirle per affermare la sua assoluta libertà espressiva.

Tale movimento interessa forme artistiche come la pittura, la scultura, la scenografia, l’architettura e la musica; entra anche prepotentemente nella società, dal modo di cucinare e vestire alla vita politica ed è fondato da Tommaso Marinetti con l’uscita del primo manifesto pubblicato su Le Figaro nel febbraio del 1909.

La città che sale, cm. 200 x 290,5, Museum of Modern Art (Guggenheim), New York
Boccioni: La città che sale, cm. 200 x 290,5, Museum of Modern Art (Guggenheim), New York

A Marinetti si aggregano Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Luigi Russolo, Gino Severini. Il periodo futurista italiano, che non disdegna l’astrattismo, coincide esattamente con il periodo del cubismo. Questo movimento è uno dei più importanti impulsi a quella che può definirsi la grande rivoluzione dell’arte moderna.

Le personalità dell’avanguardia hanno atteggiamenti sprezzanti ed aristocratici verso il mondo reale comune ed i valori del classicismo. Sono continuamente alla ricerca dell’originalità a tutti i costi, dell’irrazionale sentito come bisogno di vivere momenti di fugaci soddisfazioni, della trasfigurazione amplificata della tecnologia nella società dei grandi capitali. Questi sono i motivi che coincidono facilmente con il gusto del pubblico mai sazio di cose nuove, e tutto questo spiega perché i futuristi negano nettamente i valori tradizionali

Umberto Boccioni: Dinamismo di un corpo
Umberto Boccioni: Dinamismo di un corpo

Il movimento futurista nasce e s’afferma con un’impostazione culturale, editoriale ed anche politica, con un’ideologia che diventa comunemente uno stile di vita. Viene organizzato in una scuola ben rappresentativa, con il suo capo storico F. Tommaso Marinetti, e la sua origine viene accompagnata dalla pubblicazione del manifesto.

Tale movimento si sviluppa e si diffonde in tutta la nostra penisola, con il sostegno di alcune importanti riviste, come  ad esempio Lacerba, sulla quale ampi spazi sono desinati ai dibattiti del gruppo futurista. Anche l’aver appoggiato l’ideologia dei movimenti nazionalistici e fascisti ha contribuito molto ad accelerarne il processo di diffusione.

Tematiche linguaggio ed esperienze del Futurismo

Le tematiche fondamentali del Futurismo, che Filippo Tommaso Marinetti espone nel Manifesto, sono il culto per tutto ciò che è pericoloso, l’abitudine all’energia, il culto per l’audacia, il coraggio e la velocità, l’avversione al passato, l’elogio al movimento aggressivo e … la guerra.

Nella lingua del movimento futurista è da notare la completa abolizione del culto tradizionale nelle poetiche oltre che nel linguaggio, il rifiuto di rispettare la sintassi, le parti che qualificano i discorsi, (aggettivi e avverbi sostituiti con altre parole sparse in libertà e non legate tra loro),  l’uso del dialetto e di suoni onomatopeici per evitare la descrizione completa, facendo entrare immediatamente il fruitore dell’opera a diretto contatto interiore con l’uomo, l’animale o la cosa meccanica.

Le esperienze, fatte soprattutto di inquietudini, vengono sistematicamente analizzate a Parigi  dagli intellettuali sostenitori del Futurismo, tra i quali Marinetti costituisce la figura più sconvolgente del gruppo. La forte vitalità spesso esasperata di questo movimento è, nella sua generalità, comune a tutti i gruppi dell’intera Europa, salvo gli intellettuali russi. Caratteristiche principali sono l’odio verso il Romanticismo, l’Illuminismo ed il culto esagerato dell’individualismo, che allo stesso tempo diventa antidemocratico e populista.

Questo movimento crea un effetto dirompente nei linguaggi artistici, ma non è capace o non vuole programmare una conveniente poetica rivoluzionaria, né una ideologia avversa al regime fascista: in Italia Marinetti ne diventa il principale sostenitore.

Bibliografia:

  • “Il Futurismo”, Maurizio Calvesi, Fabbri, Milano, 1970.

  • “Il Futurismo : la fusione della vita nell’arte”, Maurizio Calvesi, Nuova ed., Fabbri, Milano, 1975.

  • “Il mito della macchina ed altri temi del Futurismo”, Enrico Crispolti, Celebes, Trapani 1969.

  • “Theory and Design in the First Machine Age”, Reyner Banham, New York 1960, tradotto in italiano “Architettura della prima età della macchina”, Bologna, 1970.

  • “Architettura Futurista”, Virgilio Marchi, Einaudi, Torino 1976.

  • “Il teatro futurista italiano” Lia Lapini, Mursia, Milano, 1977.

  • “Futurismo & Futurismi”, P. Hulten, Bompiani, Milano, 1986.

  • “Il Futurismo e la moda. Balla e gli altri” di E. Crispolti, Marsilio Editori, Venezia, 1986.

  • Zig Zag “Il romanzo futurista” Alessandro Masi (1995), nuova edizione, il Saggiatore, Milano, 2009.

  • “Il dizionario del Futurismo”, E. Godoli, 2 tomi, Vallecchi-MART, Firenze, 2001.

  • “Futurismo 1909-1944”, E. Crispolti, Mazzotta, Milano, 2001.

  • “Filippo Tommaso Marinetti. Bibliografia”, Cammarota, Domenico, Skira («Documento del MART» 5), Milano, 2002.

  • “Futurismo. Velocità e dinamismo espressivo”, G. Lista, KeyBook/Rusconi libri srl, Santarcangelo di Romagna, 2002.

  • “I poeti futuristi” (in appendice, i manifesti futuristi), M. Albertazzi, con i saggi di G. Wallace e M. Pieri, La Finestra editrice, Trento, 2004.

  • “Storia del teatro futurista”, Giovanni Antonucci. Edizioni Studium, Roma, 2005.

  •  “Futurismo. Bibliografia di 500 scrittori italiani”, Id., Skira («Documenti del MART» 10), Milano, 2006.

  • “Il Futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione?”, Angelo D’Orsi, Editore Salerno,  Roma, 2009.

  • “Futurismo & Sport Design”, M. Mancin, Antiga Edizioni, Montebelluna-Cornuda, 2006.

  • “Breve storia del Futurismo”, Giacomo Properzj, Mursia, 2009.

  • “Divenire 3 Futurismo”, AA.VV. a c. di R. Campa e Associazione Italiana Transumanisti, Sestante Edizioni, Bergamo, 2009.

  • “Futurista senza futuro. Marinetti ultimo mitografo”, Leonardo Tondelli, Le Lettere, Firenze, 2009.

  • “Ala d’AeroDonna – Futuriste nel Golfo 1932 -1933”, Gabriella Chioma, Edizioni del Tridente, Treviso, 2009.




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