Il nuovo realismo

Dopo la seconda guerra mondiale, il mondo artistico europeo sta meditando sulle recenti vicende che hanno sconvolto l’intero continente e, di conseguenza, viene stimolato da nuove ricerche  dirette verso una veloce ripresa generale. Subito dopo il conflitto, nel 1946 nasce “Oltre Guernica”, il manifesto del Realismo, cui farà seguito, nel 1947, la fondazione di “Fronte Nuovo  delle Arti” a Venezia, città dove Pablo Picasso esporrà la sua Guernica, eseguita nel 1937, che verrà considerata sin dalla fondazione, punto di riferimento e testimonianza di impegno civile. I gruppi che aderiscono al Nuovo Realismo, risultano però molto eterogenei: da una parte Armando Pizzinato e Renato Guttuso molto vicini al realismo, dall’altra artisti come Ennio Morlotti, Renato Birolli, Giuseppe Santomaso e Emilio Vedova, che puntano verso un linguaggio astratto, pur tuttavia rimanendo legati alla risoluzione dei  tanti nuovi problemi reali del Paese.

 Due opere significative di Renato Guttuso e Armando Pizzinato, neorealisti, sono: “l’occupazione delle terre incolte della Sicilia” e “Bracciante ucciso”, mentre tre opere significative neoastrattiste di Carla Accardi, Gillo Dofles e Bruno Munari sono: “Scomposizione” , “Composizione” e “Pittura positivo e negativo”.




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