Alcune citazioni sull’artista Modigliani

(citazioni tratte dai “Classici dell’Arte”, Rizzoli Editore)

Pagine correlate al pittore: La biografia – Le opere prima serie seconda serie – Le citazioni 1 – Le citazioni 2 – Le citazioni 4 – Bibliografia.

Le presenti citazioni sono autorevoli voci della Storia dell’arte: Lionello Venturi, in “Catalogo della Biennale di Venezia”, G. Braque, in “Omaggio a Modigliani”, J. Cocteau, P. Courthion, F. De Pisis, P. Guillaume, A. Dunoyer de Seconzac, Eugenio Montale, M. Vlaminck, A. Basler in “Modigliani”, C.-A. Cingria nel “Catalogo della mostra alla Kunsthalle di Basilea”.

Tutto è riflesso nella sua arte, la grandezza e la generosità , come la violenza sensuale. Ma, poiché si tratta di arte, la sua virtù e i suoi vizi non sono più riducibili a positivo e negativo; come nella vita morale. A creare il fantasma artistico hanno concorso tanto le aspirazioni ideali, quanto le deviazioni sensuali, anzi la loro coesistenza ha prodotto quello che oggi si comprende come l’equilibrio mirabile dell’arte sua. Davanti i nudi di Modigliani ho udito i pareri più discordi : chi si commuove per la loro castità e chi sembra inorridire per la loro spudoratezza. Eppure non sono mai suscettibili di un giudizio di costume, perché ne sono pezzi di natura, ne sono associati con particolari nature, anzi per via parallela giungono alla realtà fantastica delle forme e dei colori. Se poi quel fantasma è pervaso di senso, vuoi dire che l’arte di Modiglioni non è fantasiosa, ma vibrante di vita concreta … Cézanne gli aveva insegnato a costruire in profondità, ma la linea amata per se stessa portava necessariamente verso la decorazione; l’architettura fantastica di masse e volumi allontanava dalla bellezza obiettiva, dalla grazia, dall’eleganza, e la linea rimetteva in valore tutti cedesti ideali, ma disfaceva naturalmente l’architettura e riportava l’immagine alla superficie. Modigliani sentiva la necessità di non rinunziare alla terza dimensione e di seguire tuttavia la linea sulla superficie; tracciava la bella curva, ma occupava con la sua curva parecchi piani sovrapposti; dava la sensazione simultanea di una zona di colore distesa e di una massa di volume; accentuava un colore puro e subito lo accompagnava con una zona neutra per suggerire l’accordo tonale; occupava spazio e subito ribaltava l’immagine alla superficie; contorceva non la posa ma la forma dell’immagine. Oggi a noi sembra che, data la premessa cézanniana, egli non potesse in altro modo giungere alla grazia decorativa. Se avesse mantenuto le proporzioni misurate, la linea poteva svilupparsi separatamente in profondità o in superficie, ma non abbracciare simultaneamente tutte e tre le dimensioni. Se la sua linea decorativa si fosse aggiunta alla costruzione in profondità, l’effetto sarebbe stato quello di una consueta accademia. Perché, anzi che aggiunta, nascesse insieme con la massa pittorica, la linea doveva non essere contorno, doveva sommuovere le masse verso un nuovo ordine e una nuova proporzione. Perciò il prolungamento dell’immagine di Modigliani, eccessivo di fronte alle misure naturali, è stato la necessità essenziale di un gusto che conteneva in sé l’antitesi della profondità e della superficie, del costruttivo e del decorativo, dell’ideale conoscitivo della realtà e del puro fantasma della grazia. Nell’età in cui Modigliani è vissuto, affiorarono al di qua delle trincee tutte le antitesi, le ‘frammentarietà e le disarmonie morali; e anch’egli ne sofferse. Pure seppe allontanarsi dal gusto che lo attorniava, e soprattutto dalie artificiali e glaciali astrazioni del cubismo e del futurismo. La sua sensualità stessa Io tenne lontano da ogni schema e lo immerse nella natura. Ne risorse talvolta nei suoi momenti migliori, per lasciare scaturire una vena di sentimento tanto più pura, quanto più aspro n’era stato il, passaggio fra le rocce. (L. VENTURI, in “Catalogo della Biennale di Venezia”, 1930)

… grande pittore … (G. BRAQUE, in “Omaggio a Modigliani”, a cura di G. Scheiwiller, 1930).

Modigliani segnava la fine di una profonda eleganza a Montparnasse, ma non Io sapevamo. Pensavamo invece che ‘ quelle lunghe giornate di pose da Kisling, quei disegni da caffè. quei capolavori a cinque franchi; quelle baruffe, quegli abbracci sarebbero durati per sempre. (J. COCTEAU, ibid).

Modigliani fu il beneficiario d’un miracolo ‘che preservò . la sua pittura da qualunque lordura o bassezza; in essa, nessu& aa volgarità; al contrario, una distinzione realmente eletta e R t’emozione cui è impossibile resistere …. (P. COURTHION, ibid).

Modigliani, come altri artisti moderni, per amarlo bisogna conoscerlo, vale a dire sorprenderlo nei momenti migliori, là dove la deformazione del vero è una felix culpa, là dove la sua tavolozza (spesso un po’ sorda) si chiarifica e raggiunge la preziosità dei veri pittori … Qui il pittore tocca Ì’altezza della poesia : II sole e la lucerna del Pascoli. E che dire di certi suoi disegni? Si potrebbero paragonare agli etruschi per una semplicità di stile tutta loro particolare e son tuttavia cosi moderni nello spirito! (F. DE PISIS, ibid).

… poeta ardente e pittore grande fra i grandi … Passò come una meteora; tutto grazia, tutto collera, tutto sprezzo. La sua anima altera di aristocratico aleggiò a lungo fra noi nei riflessi cangianti dei suoi begli stracci versicolori. (P. GUILLAUME, ibid).

L’arte dell’ultimo Modigliani va ben oltre la percezione del pulviscolo cromatico nel quale si è dissolta l’esperienza integrale del primo impressionismo: in essa è sovente perfetto l’equilibrio tra l’angelica e decaduta poesia interiore dell’artista; e i colori, le forme, le linee soprattutto che ce ne restituiscono un ‘correlativo’ di cristallina obiettività. Quanto prima, quanta storia consumata, quanto carico di tempo e di errori in quest’arte! Pittura d’oggi come poche altre, e perciò appunto, è facile prevederlo, pittura di sempre. (E. Montale, ibid).

… un’arte assolutamente del nostro tempo e di razza, d’una sensibilità straordinaria. (A. DUNOYER DE SECONZAC, ibId).

… era un grande artista; e la sua opera ne è la testimonianza più piena. Tele improntate a un’alta elezione; la volgarità. la banalità, la grossolanità rimangono escluse. (M. VLAMINCK).

Sensibile, delicato, di razza, talento di formazione eminentemente estetica, si afferma come disegnatore nato, e predestinato soprattutto alla scultura … Ma, pur in mancanza di elevate doti coloristiche, in pittura seppe … valersi di un gioco di contrasti sempre coordinati con felicità per conferire scatto e tono al risultato. Il suo talento, non sprovvisto di malizia, si colloca cosi fra i più accattivanti della pittura moderna. (A. BASLER, “Modigliani”, 1931).

… Fu uno degli amici superstiti di Apollinaire, ma non partecipò ai movimenti dei contemporanei … Ne ebbe interesse al cubismo, se non per un momento brevissimo; e quando questo si esaurì, anziché passare come Picasso e altri all’italianismo incoraggiato da Diaghilev, egli si isolò in un pungente pseudo-primitivismo, più consono alla sua materia. … Codesta ieraticità, in lui come nel Greco — ma rinunziamo ad accostarlo al Greco per qualunque altro motivo —, doveva condurlo ad allontanarsi dal Rinascimento. … Però l’arte di lui si qualifica soprattutto per la refrattarietà a ogni dipendenza tanto contemporanea quanto mediata da contemporanei … Anche l’etichetta di faune, di ‘selvaggio’, non gli conviene, benché a Montparnasse Io si sia sentito ruggire; c’è troppa sicurezza, troppo tenero rispetto nel suo mestiere. Piuttosto lo paragonerei ai primitivi giapponesi, che così spesso sembrano richiamati dai primitivi toscani. (C.-A. CINGRIA, “Catalogo della mostra alla Kunsthalle di Basilea”, 1934).




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *