Gli scritti di Degas

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Gli scritti: Edgar Degas: La pittura non è molto difficile, quando non si sa … Ma se la si conosce … oh! allora! … È tutta un’altra cosa ………

La pittura non è molto difficile, quando non si sa … Ma se la si conosce … oh! allora! … È tutta un’altra cosa ………

… non bisogna mai mercanteggiare con la natura. In verità ci vuole del coraggio per abbordare frontalmente la natura nei suoi grandi piani e nelle sue grandi linee, e della vigliaccheria per farlo attraverso le sue sfaccettature e i suoi particolari …

Il disegno non è la forma, è il modo di vedere la forma.

Va molto bene copiare quel che si vede; molto meglio disegnare quello che non si vede più, se non nella memoria: è una trasformazione in cui l’immaginazione collabora con la memoria, e così non si riproduce se non quello che vi ha colpiti, cioè l’essenziale. Allora i ricordi e la fantasia sono liberati dalla tirannia che esercita la natura. Ecco perché i quadri eseguiti in questo modo, da chi abbia una memoria esercitata e conosca i maestri e il mestiere sono quasi sempre opere considerevoli. Guardate Delacroix.

Cercare lo spirito e l’amore del Mantegna con il brio e il colore del Veronese.

Ci sono un’espressione e un dramma sconvolgenti in Giotto:

è un genio.

Giotto, movimento sublime del san Francesco che caccia i demoni, san Francesco che conversa con Cristo … Non sono mai stato così commosso; non mi dilungo oltre, ho gli occhi pieni di lacrime.

… un dipinto è prima di tutto un prodotto dell’immaginazione dell’artista, non deve mai essere una copia. Se, in seguito, può aggiungere due o tre tocchi di natura, evidentemente non fa male. L’aria che si vede nei quadri dei maestri non è un’aria respirabile.

Nessuna arte è meno spontanea della mia. Quel che faccio è il risultato della riflessione e dello studio sui grandi maestri; di ispirazione, spontaneità, temperamento, io non ne so niente. Bisogna rifare dieci volte, cento volte lo stesso soggetto. Nulla in arte deve sembrare casuale, nemmeno il movimento.

Fare della testa d’espressione (stile accademico) uno studio del sentimento moderno … La bellezza non deve essere nient’altro che una certa fisionomia … Il mistero della Belle Ferroniere non sta nella quiete della figura, ma nella sua mancanza di espressione … Ricordarmi di certe carnagioni femminili, come d’avorio rosato, con abiti scuri, velluti verdi o neri, come si trovano qualche volta nei primitivi.

Fare ritratti in atteggiamenti familiari e tipici, soprattutto dare ai visi la medesima espressione che si da al corpo. Così, se la risata costituisce la caratteristica di una persona, farla ridere.

Disporre dei gradini tutto intorno a una sala, in modo di abituarsi a disegnare le cose sia dal basso sia dall’alto. Dipingere solamente cose viste in uno specchio per abituarsi al disprezzo del trompe-l’oeil. Per fare un ritratto, far posare al pian­terreno e lavorare al primo piano, in modo di abituarsi a ricordare le forme e le espressioni, e non disegnare ne dipingere mai direttamente.

Dopo aver fatto ritratti visti dall’alto, ne farò di visti dal basso. Seduto vicino a una donna, mentre la guardo dal basso, vedrò la sua testa nel lampadario circondato di cristalli.

Tutto mi attira qui [a New Orleans], guardo tutto … Niente mi piace di più delle negre di ogni sfumatura che tengono fra le braccia bambini bianchi, così bianchi, sulla soglia di case bianche, con colonne in legno scanalato e giardini d’aranci, e signore in mussola davanti alle loro casette, e le navi-traghetto con due ciminiere alte come camini di stabilimenti, e i mercanti di frutta con le botteghe piene, stipate, e il contrasto degli uffici — attivi e sistemati in modo così funzionale — con questa immensa forza animale nera … E le belle donne di sangue puro, e le graziose meticce, e le negre così, ben piantate!

Conto, se ne avrò il tempo, di riportare [da New Orleans] qualche piccola cosa dal vero; ma per me, per la mia camera. Non si deve fare indifferentemente arte di Parigi e arte della Luisiana, in tal modo diventerebbe un “Monde illustre”. E poi, in realtà, soltanto un soggiorno prolungato ci rivela le abitudini di una razza, cioè il suo fascino. L’istantanea è la fotografia, e niente di più.

Non vedo l’ora di ritrovarmi a casa mia, di lavorare in un rapporto diretto. Non si fa niente, qui [a New Orleans]; la ragione sta sia nel clima sia nel cotone: si vive per il cotone e per mezzo del cotone. La luce è così forte che io non ho potuto fare niente in riva al fiume. I miei occhi hanno talmente bisogno di cure che non li sforzo per nulla … Qui, Manet più di me vedrebbe belle cose; senza trame, però, maggior vantaggio. Non si ama e non si fa dell’arte che con ciò di cui si ha l’abitudine. La novità, prima attira, poi annoia … Dunque, evviva la biancheria di fino, ma in Francia! … Io ho sete di ordine … Sogno qualcosa di ben fatto, tutto ben ordinato (stile Poussin), e la vecchiaia di Corot.

… Serie sugli strumenti e sui suonatori — la loro forma — l’attorcigliarsi della mano e del braccio e del collo del violinista, per esempio, il gonfiarsi e l’incavarsi delle guance dei suonatori di contrabbasso, di oboe, ecc. …

Lavorare molto sugli effetti della sera, delle lampade, della bugia, ecc. Interessante non è mostrare sempre la fonte della luce, ma il suo risultato. Questo aspetto dell’arte può oggigiorno divenire immenso — è mai possibile non rendersene conto?

Fare operazioni semplici, come disegnare un profilo che non si muova, movendo noi stessi, salendo e scendendo per tutta una figura, un mobile, un salotto al completo … Fare una serie di movimenti di braccia nel ballo, o di gambe che non si muovano, girandogli intorno … ecc. Infine, studiare una figura in scorcio, o un oggetto o qualsiasi cosa … Escludere molto: di una ballerina fare le braccia o le gambe; o le reni, fare le scarpette, le mani della pettinatrice, la pettinatura tagliuzzata, piedi nudi in atto di danzare, ecc. …

Un dipinto richiede un certo mistero, un che di vago, di fantastico: quando si mettono sempre i puntini sulle ‘i’, si finisce per annoiare. Bisogna anche comporre dal vero. Taluni sono convinti che sia proibito! Anche Corot doveva comporre dal vero, e soprattutto da lì deriva il suo fascino. Un quadro è una combinazione originale di linee e di toni che si valorizzano …

Un quadro è una cosa che richiede tanta furberia, malizia e vizio, come l’esecuzione di un crimine; bisogna falsificare e aggiungervi un tocco di natura …

[A proposito dei suoi nudi femminili] … la bestia umana che si occupa di se stessa, una gatta che si lecca. Finora il nudo è sempre stato presentato in pose che presupponevano un pubblico; invece le mie donne sono gente semplice, onesta, che non si occupa d’altro che della propria cura fisica. Eccone qui un’altra: si sta lavando i piedi, ed è come se la si guardasse attraverso il buco della serratura.

Ricordo facilmente il colore di certi capelli, per esempio, perché avevo l’idea che fossero capelli di legno di noce verniciato, oppure di stoppa o ancora di scorza di castagne d’India. Sarà la resa della forma a trasformare questo colore, press’a poco esatto, in capelli veri, con la loro sofficità e leggerezza, o durezza e peso …

La pittura è fatta per essere vista? Capite bene, si lavora per due o tre amici viventi, per altri che non si conoscono o che sono morti. Riguarda forse i giornalisti che io dipinga stivali o scarpette di stoffa? Si tratta d’una faccenda privata …

I letterati spiegano Parte senza capirla.

L’arte è il vizio: non la si sposa legittimamente, la si violenta!

Per produrre buoni frutti bisogna mettersi in poltrona, restare là tutta la vita con le braccia stese, la bocca aperta, per assimilare quel che avviene, quello che sta intorno a noi, e vivere di ciò.

Dov’è finito il tempo in cui mi credevo forte, quando ero pieno di logica, di progetti? Sto scendendo la china molto alla svelta, e rotolando non so dove, avvolto in molti pessimi pastelli come in una carta d’imballaggio.

A essere celibi e sui cinquant’anni, si hanno alcuni di questi momenti, in cui ci si chiude come una porta, e non soltanto per gli amici. Si sopprime tutto intorno a sé; e, una volta solo, uno si annulla, infine si uccide per disgusto. Ho fatto troppi progetti, eccomi bloccato, impotente; e poi ho perso il filo. Pensavo di avere sempre tempo; quel che non facevo, quello che mi si impediva di fare in mezzo a tutte le mie noie dispetto della vista malandata, non disperavo mai di ritornarci sopra un bei giorno. Accumulavo tutti i miei progetti m un armadio, di cui portavo sempre con me la chiave: ora ho perduto questa chiave …

Ero o, almeno, sembravo duro con tutti, per una specie di attrazione verso la brutalità che proveniva dai miei dubbi e dal mio cattivo umore. Mi sentivo tanto mal fatto, sprovveduto, debole, e mi sembrava invece che i miei progetti artistici fossero così giusti. Ero scorbutico con tutti e con me stesso. E vi chiedo scusa se, sotto il pretesto di questa dannata arte, ho ferito il vostro spirito nobile e acutissimo, forse anche il vostro cuore.

PUR SANG

On entend approcher par saccade brisée Le soufflé fort et sain. Dès l’aurore venu, Dans le sevère train par son lad maintenu, Le bon poulain galope et coupé la rosee.

Gomme le jour qui naìt, a l’Orient puisée La torce du sang donne au coureur ingénu, Si precoce et si dur au travaii continu, Le droit de commander a la race croisée.

Nonchalant et cache, du pas qui semble lent, II rentre en sa maison où l’avoine l’attend. Il est prèt. Aussitót vous l’attrape le joueur.

Et pour les coups divers où la cote l’emploie On le fait, sur le pré débuter en voleur, Tout nerveusement nu, dans sa robe de soie.

Il semble qu’autrefois la nature indolente, Sùre de la beauté de son repos, dormait, Trop lourde, si toujours la danse ne venait L’éveiller de sa voix heureuse et haletante;

Et puis, en lui battant la mesure engageante, Avec le mouvement de ses mains qui parlaient Et l’entrecroisement de ses pieds qui brùlaient La forcer a sauter devant elle, contente.

Partez, sans le secours inutile du beau, Mignonnes, avec ce populacier museau, Sautez effrontément, pretresses de la gràce.

En vous la danse a mis quelque chose d’à part, Héroìque et lointain. On sait de votre piace Que les reines se font de distance et de fard.

Itinerario critico




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