La biografia di Toulouse-Lautrec

La vita artistica di Toulouse-Lautrec (1864 – 1901)

Pagine correlate all’artista: La critica dell’Ottocento – Novecento – La critica del Novecento – Le opere – Il periodo artistico – L’Impressionismo – Bibliografia.

Toulouse-Lautrec: Toulouse-Lautrec discende da una nobile e ricca famiglia ma, a causa di un grave incidente e di  una devastante malattia alle ossa che lo affligge fino alla menomazione fisica (i suoi femori, smettendo di crescere insieme al resto del corpo rimangono corti), gli è preclusa la bella e spensierata vita che conducono i giovani suoi coetanei appartenenti alla stessa condizione sociale.

Toulouse-Lautrec: La Goulue Molin Rouge
Toulouse-Lautrec: La Goulue Molin Rouge (manifesto)

A Parigi,  dove si stabilisce per intraprendere gli studi artistici, il pittore frequenta giornalmente le avanguardie intellettuali del periodo, trovando anche il tempo per riprodurre, con semplici schizzi ma di grande efficacia, i cabaret, i frequentati locali di Montmartre, i teatri, i circhi e le case di appuntamento.

Toulouse-Lautrec riporta su supporti pittorici, con grande originalità e scioltezza, le impressioni ricevute dai seguenti soggetti: La Goulue (Louise Weber) che arriva al Moulin Rouge, Jane Avril che arriva al Moulin Rouge, e Au salon de la rue des Moulins.

Al circo Fernando – Cavallerizza, cm. 161,3, Art Institute, Chicago
Al circo Fernando – Cavallerizza, cm. 161,3, Art Institute, Chicago

L’artista realizza un grandissimo numero di capolavori impiegando diverse tecniche: a olio, acqueforti, disegni, litografie e manifesti illustrati, prodotti per stampa e anche disegni umoristici per diversi giornali. Il suo linguaggio espressivo, pur essendo molto personale, risente degli andamenti altalenanti della pittura francese del suo periodo e dell’arte giapponese, per via delle quali  stravolge il suo metodo di composizione delle masse, del colore e della linea.

Toulouse-Lautrec: Il calesse
Toulouse-Lautrec: Il calesse

Le sue prime opere sono scene all’aria aperta con cavalli in atteggiamenti di scatto, poi quelle dei cabaret, del circo e delle case chiuse. Il drastico mutamento tematico implica l’adozione di nuove tecniche raffigurative.

Quella della litografia è ideale per rappresentare il gesto e l’attimo, irripetibili e senza la possibilità di ripensamenti. Toulouse-Lautrec abbandona completamente la tecnica impressionista per navigare controcorrente, con un deciso affrancamento dall’arte ufficiale: le stampe giapponesi lo indirizzano in altre direzioni, non solo nella tecnica ma anche nella campitura, che diventa molto ampia e di colore piatto.

Ballo al Moulin Rouge, cm. 150, Collezione Mcllhenni, Filadelfia
Toulouse-Lautrec: Ballo al Moulin Rouge, cm. 150, Collezione Mcllhenni, Filadelfia

Il cabaret, con tutte le sue connessioni al mondo della Belle Epoque, entra prepotentemente e pieno di vitalità nelle sue opere: il repentino volteggiare e roteare delle gonne nell’impetuoso balletto del “can – can” della ballerina in un precario equilibrio tra spettacolarità e prostituzione, il corpo della stessa che assume armoniose pieghe ed inarcamenti, i salotti delle case di appuntamento con clienti in attesa, testimoniano il bisogno esistenziale di un artista, per il quale la rappresentazione figurativa è un fatto di primaria importanza, spontaneo e naturale, uno stile di vita. Toulouse-Lautrec percepisce il valore delle grandi potenzialità pubblicitarie e crea un nuovo genere artistico di rappresentazione, grazie alle proprie immancabili capacità. L’artista arriva alla convinzione che l’immagine-manifesto riuscirà a catturare fortemente l’interesse dell’osservatore.

Nel 1881, nella realizzazione del manifesto del Moulin Rouge – la Goulue, Toulouse-Lautrec tocca il culmine della sua popolarità, diventando il più famoso ed apprezzato autore di tutta la Francia. Nel 1893 realizza il suo manifesto più bello, celebre ed apprezzato, “Divan  Japonais ”, nel quale è raffigurata la cantante Jane Avril, in toni neri, che si staglia sullo sfondo catturando con forza l’attenzione del fruitore dell’opera. Le numerose figure femminili studiate agli inizi per i primi manifesti, vengono poi rimpiazzate da altre immagini a carattere più naturalistico, ma sempre caratterizzate dal suo tipico linguaggio espressivo. Con alcuni tratti ben decisi, il pittore riesce a delineare una figura nella forma, nel carattere e nel contesto. Egli penetra con disinvoltura nel profondo intimo del soggetto traendone i caratteri psicologici più importanti.




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