La Trasfigurazione di Giovanni Bellini

Giovanni Bellini

Giovanni Bellini: La trasfigurazione
La trasfigurazione, cm.134 x 68, Civico Museo Correr, Venezia.

        Sull’opera: “La Trasfigurazione ” è un dipinto autografo di Giovanni Bellini detto il Giambellino, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1455, misura 134 x 68 cm. ed è custodito nel Civico Museo Correr a Venezia.

Nel cartello, collocato al centro in basso, si legge: “MISEREMINI. MEI. SAL-TEM / VOS. AMICI. MEI.”. Il supporto ligneo che ospita l’opera fu tagliato, e questo avvenne certamente prima del 1780, anno in cui venne pubblicata da G. M. Sasso la “Venezia pittrice”, recante la riproduzione dell’opera in esame già allo stato attuale (fonte: Mariacher nel suo Catalogo edito 1957). Sin da quel periodo l’opera apparteneva alla Raccolta dei Correr, ma con l’attribuzione al Mantegna, che fu restituita al Giambellino dal Cavalcaselle (1871) con il pieno accordo di tutti gli studiosi di Storia dell’arte.

Il Selvatico (fonte: Guida di Venezia, ed. 1852), identificò il dipinto nella citazione dello Zanetti  che lo descriveva ubicato nella chiesa di San Salvador (Descrizione …. 1733), ma tale fonte non appare abbastanza documentata da Heinemann (1962). Per quanto riguarda la cronologia, il Longhi (in “BM” 1949) gli assegnò il periodo 1455-1460, che corrisponde alla fase mantegnesca del Bellini.

Il morbido effetto atmosferico della dilatazione spaziale, e la delicata e soffusa luce crepuscolare,  creano gradevoli effetti cromatici che aiutano a stagliare le tre imponenti figure, in particolar modo quella centrale la cui candida veste – creata a sottile tratteggio – vibra nella morente luce solare.

L’opera venne restaurata da M. Pelliccioli nel 1950.




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