Biografia di Ernst Ludwig Kirchner

Biografia e vita artistica di Ernst Ludwig Kirchner

(Aschaffenburg, 6 maggio 1880 – Davos, 15 giugno 1938)

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In gioventù l’artista fu attratto dall’arte africana e quella primitiva, dalle stampe giapponesi, dalla scultura nera e polinesiana, nonché dalla pittura rinascimentale tedesca. Fu colpito inoltre dallo stile di Gauguin e van Gogh, da cui trasse la scioltezza espressiva e la disinvoltura nell’impiego introspettivo della coloristica.

A Dresda, all’età di ventuno anni, intraprese lo studio dell’architettura e strinse amicizia con alcuni studenti, tra cui Fritz Beyl, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff. Con loro, nel 1905, fondò la Die Brücke, uno dei primi gruppi dell’Espressionismo tedesco. La fondazione intendeva collegarsi autonomamente e cioè fare da ponte (brücke, per l’appunto, significa ponte) con quelle correnti artistiche che stavano parallelamente sviluppandosi in contrapposizione all’arte tradizionale ed all’Impressionismo. In questo periodo (1905-10) i dipinti di Kirchner sono caratterizzati da contorni pesanti, forme semplificate e coloristica scintillante. I suoi temi, soprattutto paesaggi e ritratti, configurati in spazi non naturalistici, sono rappresentati con un linguaggio pregno di vitalità istintiva, assai prossimo a quello dei Fauves.

Dal 1911 le sue opere, riguardanti tematiche spesso legate all’attualità, appaiono con contorni sempre più duri ed irregolari, fino allo stravolgimento della forma che si fa del tutto bidimensionale.

L’artista svolse a Dresda la sua attività fino al 1911, poi si trasferì Berlino. Qui conobbe gli artisti del Blaue Reiter.

Più tardi soggiornò a Monaco e la sua creazione artistica si fece ancor più caratteristica: le pennellate, sempre più sommarie e nervose, si presentano decise e marcate nella rappresentazione di ritratti e scene da cabaret. Il linguaggio, già drammatico per sua natura, assume ora violenti ritmi e convulsi mutamenti. Si pensa che in questa fase l’artista sia stato influenzato da pittori aderenti a movimenti artistici come l’Art Nouveau ed il Cubismo.

Nel 1913, di fronte alle crescenti polemiche interne e rivalità fra i rispettivi membri, la Brücke si sciolse. Poco dopo, con lo scoppio della Grande Guerra, Kirchner si arruolò nell’esercito ma, nel 1915, incominciò ad essere afflitto da quel forte esaurimento nervoso che lo avrebbe accompagnato per il resto dei suoi anni.

Alla fine della guerra si recò a Davos, in Svizzera, ove la sua pittura portò nuova linfa vitale agli artisti del posto. Nelle sue nuove creazioni con raffigurazioni di maestosi paesaggi alpini, nonostante la sua crescente depressione, si evidenzia un affievolimento di quel radicale espressionismo del periodo precedente: il suo linguaggio si fa più astratto e non privo di elementi simbolici.

Con l’avvento di Hitler moltissime sue opere vennero rimosse dai musei e poi distrutte, dopo essere apparse alla famosa mostra diffamatoria dell’Entartete Kunst (“arte degenerata“, per l’appunto) del 1937. Questi avvenimenti, ai quali si aggiunse un progressivo aggravamento della sua malattia, gli causarono un forte shock emotivo, tanto che a Davos il 15 giugno 1938, l’artista si suicidò.




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