"Noli me Tangere" del Bronzino

Il Bronzino

Il Bronzino: Noli me Tangere
Noli me Tangere, cm. 175 x 134, Casa Buonarroti, Firenze

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Sull’opera: “Noli me Tangere” è un dipinto attribuito al Bronzino, realizzato con tecnica a olio su tavola intorno al 1532 (non prima), misura 175 x 134 cm. ed è custodito nella Casa Buonarroti a Firenze. 

 Il dipinto in precedenza si trovava nei depositi degli Uffizi a Firenze insieme ad un’altra versione con il medesimo tema. Attualmente le due tavole si trovano nella “Casa” fiorentina.

il considerazione del dipinto in esame, la composizione originaria si ispira ad un cartone michelangelesco del 1531, che il Pontormo tradusse in pittura su commissione del marchese del Vasto, Alfonso d’Avalos. Sempre il Pontormo, secondo il Vasari, ne realizzò una copia per Alessandro Vitelli. Più tardi, intorno al 1537, anche Battista Franco riprodusse l’opera del Buonarroti.

Nonostante che la vicenda delle assegnazioni si faccia abbastanza complessa, il dipinto in esame viene concordemente attribuito al Bronzino come una derivazione da un’opera del Pontormo, suo maestro, anziché dal cartone di Michelangelo. La prima autorevole attribuzione all’artista fu avanzata dal Longhi in concomitanza della manifestazione pittorica “Fontainebieau e la Maniera italiana”, svoltasi nel 1952 a Napoli. Tale ipotesi venne condivisa dall’Arcangeli e pienamente sostenuta dall’Emiliani che evidenziava in particolare la netta, pregiata stesura delle architetture e del paesaggio nello sfondo. Il Berti (1973) invece proponeva, a riguardo, l’autografia del Pontormo.

Anche il Procacci (“La Casa Buonarroti a Firenze”, ed. 1965) non riferisce il dipinto all’artista, che secondo lui, è la più tarda delle due versioni custodite in “Casa Buonarroti”. L’opera nel secolo scorso subì un accurato restauro da parte della Soprintendenza fiorentina.




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