Biografia di Wassily Kandinsky

Biografia e vita artistica di Wassily Kandinsky (Mosca, 4 dicembre 1866 – Neuilly-sur-Seine, 13 dicembre 1944)

Wassily Kandinsky (o Vasilij Kandinskij, Vassily Kandinsky e Vasily Kandinsky Wasilyevich) nacque a Mosca 4 dicembre 1866. Oltre che pittore ed incisore è stato un grande filosofo e teorico dell’arte, nonché pioniere della pittura astratta moderna.

Nel 1870 la sua famiglia si trasferì per alcuni anni a Odessa (Ucraina meridionale sul mar Nero) dove Wassily frequentò il liceo classico. Ritornato a Mosca, dal 1886 al 1889, studiò legge e, dopo essersi laureato Giurisprudenza (1892) gli fu offerta una cattedra alla stessa università che egli rifiutò per darsi alla musica e all’arte.

In questo periodo egli si dedicò soprattutto allo studio del violoncello e del pianoforte, che si rivelò più tardi di fondamentale importanza per le sue ricerche nel mondo della pittura. In “Sguardi sul passato” – un libro pubblicato dallo stesso artista ove, tra l’altro, è scritta sua autobiografia – si legge: “All’interno della mia materia, l’economia politica (allora Kandinskij era ancora giovane), mi appassionava solo il pensiero puramente astratto, oltre al problema operaio” e poi “Risalgono a quel periodo due avvenimenti che hanno impresso un marchio su tutta la mia vita. Il primo fu la mostra dei pittori impressionisti francesi a Mosca, e in particolare ‘I covoni’ di Claude Monet. Il secondo fu la rappresentazione del ‘Lohengrin’ di Wagner al Bol’soj. A proposito di Monet, bisogna dire che prima di allora conoscevo solo la pittura realistica, e quasi esclusivamente quella russa […]. Ed ecco, improvvisamente, vidi per la prima volta un quadro. Mi sembrava che senza il catalogo in mano sarebbe stato impossibile capire ciò che doveva rappresentare il dipinto. Mi turbava questo: mi pareva che nessun artista avesse il diritto di dipingere in quel modo. Nello stesso momento notavo con stupore che quel quadro turbava e affascinava, si fissava indelebilmente nella memoria fino al più minuzioso dettaglio. Non riuscivo a capire tutto ciò […]. Ma ciò che mi divenne assolutamente chiaro fu l’intensità della tavolozza. La pittura si mostrò davanti a me in tutta la sua fantasia e il suo incanto. Profondamente dentro di me nacque il primo dubbio sull’importanza dell’oggetto come elemento necessario nel quadro […]. Fu nel Lohengrin che sentii, attraverso la musica, l’incarnazione e l’interpretazione suprema di questa visione […]. Mi divenne perfettamente chiaro, però, che l’arte possedeva in generale una potenza assai maggiore di quanto pensassi, e che la pittura era capace di esprimere la medesima intensità della musica”.

Nel 1896 l’artista si recò a Monaco, ove intraprese una più approfondita ricerca nel mondo della pittura. Qui conobbe artisti legati agli ambienti che poco tempo prima (1892) fecero nascere la Secessione di Monaco: i primi vagiti di una stravolgente trasformazione artistica che avrebbe generato più tardi il movimento espressionista. Risulta infatti che Kandinskij dette il massimo appoggio alle avanguardie. Nel 1901 fondò la “Phalanx”, la sua prima associazione di artisti monacensi.

Soggiornò in diverse località europee facendosi apprezzare per le sue inedite peculiarità dagli artisti locali: espose, oltre che a Mosca, in Francia (Parigi) e Germania.

Nel 1909, sempre a Monaco, fondò un’altra Associazione di artisti: la “Neue Künstlervereinigung München”. In questo periodo la sua pittura è ancor più legata a quella dell’Espressionismo a cui apportò nuova linfa vitale. Tuttavia non si sottrasse dal dare e ricevere giudizi critici. Per l’appunto, proprio partendo dalla pittura espressionista, Kandinsky, agli inizi degli anni Dieci, sviluppò un nuovo linguaggio che lo portò alla grande svolta, verso una pittura completamente astratta, che generò diversi contrasti con la NKVM (Neue Künstlervereinigung München, ovvero l’associazione da lui fondata, di cui lo stesso artista era presidente).

Nel 1911, insieme all’amico Franz Marc, fondò il Blaue Reiter. Sono questi gli anni più intensi, produttivi e creativi della sua carriera artistica. Nel 1910 Kandinsky pubblicò “Lo spirituale nell’arte”, un testo relativo alla propria concezione artistica in cui metteva a confronto le varie arti, rilevando in quella musicale un significativo impulso per oltrepassare gli effetti della semplice interpretazione: la musica è in grado di generare forze che accompagnano il fruitore in una nuova dimensione introspettiva. Infatti egli scriveva: “il più ricco insegnamento viene dalla musica. Salvo poche eccezioni, la musica è già da alcuni secoli l’arte che non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la vita psichica dell’artista e creare la vita dei suoni”. Da tali riflessioni si evince che Kandinskij considerava la pittura direttamente legata alla musica, e quindi l’armonia coloristica veniva da lui assimilata sempre più a quella dei suoni. L’artista pensava che soltanto una rappresentazione pittorica puramente astratta (cioè non figurativa), dove le forme sono non conducibili ad alcunché di realistico, poteva dare vita alla spiritualità.

Allo scoppio della Grande Guerra Kandinsky dovette ritornare in Russia ove, dopo la rivoluzione del 1917, ricoprì importanti cariche istituzionali nel modo dell’arte, tra le quali due create dallo egli stesso: l’Istituto per la Cultura Pittorica e l’Accademia di Scienze Artistiche. Anche qui partecipò attivamente alle avanguardie russe che proprio in quel periodo davano origine al Suprematismo ed al Costruttivismo.

Nel 1921, avvertendo il rafforzamento di contrasti con altri movimenti più inclini alla normalizzazione dell’arte, che avrebbero più tardi tolto spazio alla ricerca avanguardistica, Kandinsky ritornò in Germania e decise di non rientrare più nella sua terra di origine.

Nell’anno successivo l’artista insegnava alla Staatliches Bauhaus di Weimar, la scuola di arti applicate (architettura, arte e design) fondata da Walter Gropius nel 1919 e dismessa nel 1925 (passò in tale data a Dessau e poi, nel 1932, a Berlino in cui rimase attiva fino al 1933, anno in cui il regime nazista la soppresse), ove dette un forte contributo al rinnovamento della pittura europea del terzo e quarto decennio. Qui l’artista svolse la sua attività didattica stimolato soprattutto da un ambiente assai valido, appoggiato da autorevoli presenze che come lui lavoravano in piena libertà.

Nella scuola Bauhaus operavano infatti eminenti architetti, designer e personalità provenienti da ogni parte d’Europa. Tra questi ricordiamo, Paul Klee (Münchenbuchsee, 18 dicembre 1879 – Muralto, 29 giugno 1940), Alexej Jawlensky (Toržok, 25 marzo 1864 – Wiesbaden, 15 marzo 1941) e Lyonel Feininger (New York, 17 luglio 1871 – New York, 13 gennaio 1956). Con essi fondò il Blaue Vier, che idealmente si ricollegava al Blaue Reiter. È questo il periodo in cui il suo linguaggio espressivo, grazie anche alle influenze del Bauhause , si orientava verso una forma di astrattismo più ordinata e precisa.

Nel 1934 Kandinskij si recò in Francia. A Parigi visse l’ultimo periodo della sua attività artistica.

Morì il 13 dicembre 1944 a Neuilly-sur-Seine.




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