Il Duomo di Massa Marittima

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Il gotico (pittura)

Chiese monumentali nel mondo

Il Duomo di Massa Marittima
Il Duomo di Massa Marittima

Citazione: “Nella parte meridionale della città, in una piazza artistica di forma irregolare sorge la Cattedrale maestosa sopra una graziosa scalinata. L’intelligente osservatore riscontra subito che la sua costruzione ai deve a due epoche e a due scuole differenti. La parte più antica …… continua (citazione di L. Petrocchi “Massa Marittima – Arte e Storia”).

La prima  La prima costruzione rimonta al 1228 1267 nel quale anno fu completato il lavoro del battistero.

Citazione: “Cinque porte davano ingresso alla Chiesa, una nella facciata e due per ciascun lato, ma oggi sono ridotte a quattro. Belle pareti laterali e nel primo ordine delle facciate si osserva che gli archi rotondi …… continua nella stessa pagina della citazione di L. Petrocchi “Massa Marittima – Arte e Storia”.

Il Petrocchi stabilisce che questa costruzione si avvicina più al mondo romano che a quello lombardo.

Citazione: “ma sappiamo pero che l’architettura lombarda si trasformò di regione in regione e che non solo in Toscana è più romana che lombarda, ma che anche per il materiale diverso di costruzione mutò di fisionomia  …… continua nella stessa pagina della citazione di L. Petrocchi “Massa Marittima – Arte e Storia”.

 Questa opinione del Petrocchi, adesso è confutata dai moderni critici.

La nuova costruzione comincia presso il campanile, essendo state demolite, con essa, e ricostruite nel medesimo stile le due ultime colonne a bassorilievo delle navate laterali per riportarle in linea retta. Continuando poi va a formare la parte posteriore, che in un mezzo ottagono racchiude l’abside maggiore.

Tre finestroni oblunghi, ad arco rotondo, sormontati da frontespizi a sesto acuto, ai aprono, uno su un lato centrale dell’abside e due sopra i due obliqui e fra essi sporgono le teste di due leoni.

A quest’aumento si deve pure il terzo ordine della facciata, formato da un frontone triangolare con sette piccole colonne equidistanti tra loro, che reggono ciascuna archi rotondi più piccoli, dominanti nei lati e formanti un regolare peristilio con una piccola loggia, nel mezzo della quale si apre una quadrifora gotica. Sui lati di questo frontone sporgono per metà, su mensole, due grossi leoni, lavorati più finemente di quelli della prima costruzione e sulla estremità si innalzano due pinnacoli.

Nelle pareti del peristilio il marmo rosso, forse dei vicini poggi di Gerfalco, forma col travertino degli strati orizzontali; e di marmo rosso sono pure le colonne, talune con base esagona, terminanti tutte in capitelli di travertino di ordine corinzio, di un disegno quasi uguale.

La colonna centrale posa sul dorso di un uomo ricurvo con la faccia barbuta, mentre la colonnina sinistra, con base esagona, poggia sopra un cavallo sdraiato e l’altra a destra su di un’aquila ad ali spiegate.

Nell’interno tre gradini innalzano subito la Chiesa e alla navata seguente altri tre gradini elevano maggiormente dal piano delle navate il Presbiterio e il Coro, che forma la volta di una piccola chiesa sottostante, come nel S. Giovanni a Siena.

Sopra il pilastro della cappella del braccio destro della crociera si legge la seguente iscrizione:

INCEPTUM FUIT HOC OPUS

A. D. MCCLXXXIV INDICTlONE XV

BIGALLO OPERAIO EXISTENTE

PBO PECUNIA AUGUSTI TARI ECCLESIAE.,…..PISANO FECIT

Incominciata fu quest’opera

nell’anno del Signore 1284, Indiz. 15°

essendo Bigallo operaio

col denaro di Augusto Tari

e della Chiesa ….. la fece Pisano.

Dal Petrocchi (“La Cattedrale di Massa Marittima” Siena 19051) che per primo formulò l’ipotesi, ormai da quasi tutti i critici d’arte (Toesca, A, Venturi, M. Salmi, Paatz, De Francovich) si assegna quest’opera a Giovanni Pisano (vedere citazione). Questo ampiamento della cattedrale, iniziato nel 1287, pare che fosse compiuto nel 1304.

Al prolungamento seguì l’innalzamento del campanile, come dimostra il riscontrare tutt’ora nel suo primo ordine una delle finestre della parete della navata laterale destra sulla quale si solleva, col suo lato sinistro.

Sempre collegato al mondo romanico ed in particolare ai caratteri lombardeggianti dei campanili lucchesi è l’ordinamento inferiore di questa torre campanaria (cfr. M. SALMI: “I problemi dell’Architettura romanica in Toscana”, Roma 1955).

Il campanile è stato ricostruito nel 1923-24 dall’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti della Toscana (citazione n° 3, da P. Toesca 3).

Dopo il campanile fu costruita la cupola, Essa non presenta pregi architettonici, non armonizza col tempio nè gli aggiunge decoro. Non fu creata col prolungamento di Giovanni Pisano, ma aggiunta poco dopo, dopo che fu demolita la parte della navata centrale, sulla quale poggia con lo scopo di consolidarla abolendo le piccole finestre; parte che fu poi ricostruita con travertino di grana differente da quella delle due costruzioni con le quali fu irregolarmente collegata; e nell’interno fu ricostruito il primo arcone che la sorregge, che, come gli altri doveva essere di travertino.

Le tre navate misurano diciotto metri e la lunghezza di quella centrale è di 58,72 metri.

Uua parte delle pareti che si trovano al di sopra della porta centrale e nell’ultima arcata delle navate laterali è di travertino senza intonaco, e ricoperta qua e là da resti di antichi affreschi.

Disgraziatamente, nel Seicento si cercò di alterare il carattere dell’architettura della Chiesa. Infatti, il 15 Aprile 1622 i tre Santesi, che erano quei cittadini che il Comune nominava per amministrare le Opere Pie, deliberarono di spendere intanto ottocento scudi per fermare le volte alle navate e ricoprire le armature a cavalletti “giudicandolo un utile et un ornamento particolare”, e nel 1626 chiamarono i pittori senesi Provengano Silvani e Bastiano Brunetti, perché le “imbiancassero e dipingessero pure a pietre le pareti e le colonne”.

Nel tempo stesso furono addossati alle pareti delle navate laterali numerosi altari in stucco, così che ne venivano ad essere ricoperte le finestrelle e a guastare le pitture murali votive che erano rimaste sin dal secolo XIV.

Prof. Ettore Zolesi

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Alcune foto relative al Duomo di Massa Marittima (tratte da Wikimedia Commons)

interno del duomo massa marittima
 Interno del Duomo di Massa Marittima.
 fonte battesimale duomo massa marittima
 Fonte battesimale del Duomo.
Esterno del Duomo
Esterno globale del Duomo
Esterno parziale del portale
Esterno parziale del portale
Un lato esterno del Duomo
Un lato esterno del Duomo
affresco trecentesco Duomo
Un affresco trecentesco all’interno del Duomo
Facciata del Duomo
Facciata del Duomo.



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