"San Gerolamo e il leone nel convento" di Carpaccio

Carpaccio

Carpaccio: San Gerolamo e il leone nel convento
San Gerolamo e il leone nel convento, 141 x 211 cm., anno 1502.

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Sull’opera: “San Gerolamo e il leone nel convento” è un dipinto autografo di Carpaccio, appartenente al “Ciclo di S. Giorgio degli Schiavoni”, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1502, misura 141 x 211 cm. ed è custodito nella Scuola di San Giorgio a Venezia. 

Secondo gli studiosi, per la narrazione del presente episodio e quello successivo (I funerali di S. Gerolamo), il Carpaccio si ispirò al “Calalogus sanctorum” di Pietro de Natalibus, alla “Legenda aurea” di Jacopo da Varagine ed al “Jeronimus, vita et transitus” edito nel 1485 a Venezia.

 Nella composizione San Gerolamo, l’allora vescovo di Spalato, entrato in un convento nei pressi di Betlemme, dopo aver liberato la zampa di un leone da una spina, permette alla fiera di entrare nel convento, che da quel giorno vivrà con lui alla stregua di animale domestico.

Il telero si presenta con due tematiche: quella più in evidenza, ovvero, la spassionata generosità di Gerolamo, mirata al bene anche per gli animali più feroci; e il terrore dei frati che scappano nel vedere la belva

Fra gli animali, sparsi nelle varie zone della composizione, si riconoscono pappagalli, faraone, pavoni, lepri, un cervo, un capriolo, un’antilope ed un castoro ripresi con la passione di un vero naturalista.

La storia sembra ambientata nel cortile di un tipico convento veneziano, ma vi si percepiscono integrazioni di tipo orientale. Secondo la critica, in base alle indicazioni ricavate dalla pianta del de’ Barbari (1500), verosimilmente l’episodio si svolge nel cortile del convento dei Gerosolimitani, dove – per l’appunto – sorgeva la Scuola di San Giorgio, identificabile, cosi come si presentava prima dei restauri del 1551, nell’edificio di fronte, situato in secondo piano sulla sinistra. Sempre secondo la pianta (Molmenti, “E” 1906), la costruzione a destra dovrebbe essere la chiesa di San Giovanni al Tempio.




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