"Il baro con l’asso di fiori"  di Georges de la Tour

Georges  de La Tour

Georges de La Tour: Il baro con l'asso di fiori
Il baro con l’asso di fiori, cm.  104 x 154, Proprietà privata, Ginevra.

Sull’opera: “Il baro con l’asso di fiori” è un dipinto autografo di Georges de La Tour, realizzato con tecnica a olio su tela, misura 104 x 154 cm. ed è custodito a Ginevra in una collezione privata (notizia del 1979, circa). 

L’opera incominciò ad essere conosciuta nel 1932 presso la residenza di una famiglia ginevrina, come opera di elevato pregio, ma non ancora accettata come autografa di La Tour dalla maggior parte della critica contemporanea. Soltanto nel 1948 – e poi nel 1963 – Farisei sosteneva con convinzione la paternità dell’artista.

Il dipinto venne per la prima volta esposto al grande pubblico in una mostra organizzata nel 1972 all’Orangerie, quando la tesi del Farisei veniva ormai accolta dalla maggior parte degli studiosi. In quegli anni fu eseguita la radiografia che ne confermò appieno l’originalità, mettendo in evidenza gli usuali “pentimenti” del pittore, che già s’intravedevano ad occhio nudo.

La tela si trova in cattivo stato di conservazione, molto deteriorata in alcune zone e con ridipinture in altre, ma sono ancora da evidenziare la presenza di alcuni brani di altissimo pregio. De La Tour riprende in questa composizione il tema del baro del Caravaggio, integrandolo con quello del Figliol prodigo (“La buona ventura” custodito al Metropolitan Museum di New York), riunendo le tre principali “tentazioni” del suo secolo: il vino, la donna e il gioco. La cronologia dell’opera è assai controversa.




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