"Ultima cena" di Andrea del Sarto

Andrea del Sarto

Andrea del Sarto: Ultima cena
Ultima cena (Cenacolo), anno 1527, affresco, 525 x 871 cm., Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, Firenze.

Sull’opera: “Ultima cena” o “Cenacolo” è un affresco di Andrea del Sarto realizzato nel 1527, misura 525 x 871 cm. ed è custodito nel Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto a Firenze. 

 L’opera, attualmente considerata dalla maggior parte degli studiosi fra i capolavori di Andrea del Sarto, venne commissionata all’artista nel 1511 dall’abate Ilario Panichi, ma fu in larga parte realizzata nel periodo tra il 1520 e il 1525. I primi pagamenti iniziarono subito dopo l’avvio dei lavori, che iniziarono con la decorazione del sottoarco, insieme al Franciabigio (figure dei santi) e a Cosimo Feltrini (grottesche).

I lavori furono interrotti e lasciati incompiuti per una quindicina di anni, tra le varie vicende dell’artista, per poi essere ripresi in gran lena tra il 1520 ed il 1525. Intorno al 1527 Andrea del Sarto fu richiamato al San Salvi e portò a compimento, in sessantaquattro giorni, la decorazione dell’Ultima cena con la realizzazione della scena principale. In quell’anno ormai il pittore aveva raggiunto il massimo sviluppo del proprio linguaggio pittorico:  migliorò, quindi, la coloristica ed accentuò l’intensità devozionale dei soggetti.

Durante l’assedio di Firenze (1529-30) il presente “Cenacolo” fu una delle rare opere di rilievo fuori dalle mura di Firenze che rimasero integre: si narra che i soldati spagnoli rimasero così stupefatti dall’eccezionale modernità degli affreschi da risparmiarli.

Dal 1534 il monastero fu frequentato soltanto dalle suore, che introdussero una rigida clausura rendendo la pregiata decorazione pressoché invisibile. Per l’ultima raffigurazione realizzata dall’artista, quella con l’Ultima cena vera e propria, esistono numerosi studi preparatori che testimoniano il grande impegno di Andrea nell’affrontare il tema propostogli in tutte le varie sfaccettature.




"Madonna con il Bambino e San Giovannino" di Piero di Cosimo

Piero di Cosimo

Piero di Cosimo: Madonna con il Bambino e San Giovannino
Madonna con il Bambino e San Giovannino, diam. cm. 93, Musée des Beaux Arts, Strasburgo.

Sull’opera: “Madonna con il Bambino e San Giovannino” è un dipinto autografo di Piero di Cosimo (Piero di Lorenzo), realizzato con tecnica a olio su tavola intorno alla fine del Quattrocento, ha un diametro che misura 93 cm. ed è custodito nel Musée des Beaux Arts a Strasburgo. 

 Le due immagini nello sfondo vengono tradizionalmente identificate in quelle dei santi Gerolamo e Bernardo. In precedenza il tondo apparteneva alla famiglia Ginori, dalla quale passò alla collezione Lawrie e quindi a quella di Beattle, entrambe di Glasgow. Più tardi migrò presso il mercato di Londra, dove venne acquistato nel 1900 da W. Bode per il Musée des Beaux Arts di Strasburgo, l’attuale sede.

La tavola, che fino a pochi anni prima dell’ultimo passaggio di proprietà  era attribuita a Luca Signorelli (Cortona, 1445 – Cortona, 16 ottobre 1523), venne riferita per la prima volta a Piero da Ulmann nel 1896 (“JPK”, 1896), per gli stretti rapporti con la “Madonna col Bambino” custodita al Louvre, allora da poco restituita allo stesso artista.

Per quanto riguarda la cronologia, il tondo in esame viene generalmente collocato tra i dipinti databili alla fine del Quattrocento, per la vicinanza stilistica con le ultime opere di Leonardo e di Filippino Lippi (Prato, 1457 – Firenze, 1504), conquistando il pieno consenso della critica nonostante le perplessità del Passavant (“KC” 1968), che lo riferisce al Granacci (Villamagna di Volterra, 1469 – Firenze, 1543) o alla rispettiva scuola, ed i dubbi di Abbate (“P” 1968) che ne respinge in modo assoluto l’assegnazione.




Cenni sulla biografia e vita artistica di Piero di Cosimo

Pagine correlate: Le opere di Piero di Cosimo – Il periodo artistico – La critica – l’artista nelle Vite di Vasari.

Madonna col Bambino, San Giovannino, Santa Margherita e angeli, diam. cm. 135, Philbrook Art Center, Tulsa (Oklaoma).
Madonna col Bambino, San Giovannino, Santa Margherita e angeli, diam. cm. 135, Philbrook Art Center, Tulsa (Oklaoma).

Piero di Cosimo, o Piero di Lorenzo, è un pittore appartenente al periodo rinascimentale e nasce nel 1461(2) a Firenze. La sua prima formazione artistica si compie sotto la guida del pittore Cosimo Rosselli, nella cui bottega lavora da apprendista: è documentato che, nel 1480 già lavorava in quella bottega senza essere stipendiato.

Prenderà il nome “di Cosimo” dal suo Maestro che lo considera, fra tutti gli allievi, il suo pupillo preferito, e come riporta il Vasari, tanto da amarlo come un figlio.

Nel 1481 Piero accompagna a Roma il suo Maestro perché chiamato dal Vaticano per un importante lavoro nella Cappella Sistina. Soggiorna a Roma per circa due anni quindi, nel 1483, rientra a Firenze.

Negli anni che seguono realizza alcune importanti opere, tra le quali la Madonna con il Bambino e i santi Rosa da Viterbo, Caterina d’Alessandria e P. Giovanni Evangelista (1488), attualmente custodita nella Galleria Spedale degli Innocenti.

Visitazione con i santi Nicola e Antonio Abate, cm. 184 x 189, National Gallery of Art,  Washington.
Visitazione con i santi Nicola e Antonio Abate, cm. 184 x 189, National Gallery of Art, Washington.

Nel 1489 è documentata una ricevuta di pagamento, effettuata dalla famiglia Capponi, per la costruzione di una cornice destinata alla tavola d’altare (Pala della Visitazione) nella cappella della chiesa di S. Spirito in Firenze, attualmente conservata nella National Gallery di Washington.

Dal 1498 al 1506 ci sono alcune documentazioni di poca importanza relative alla sua attività artistica, tra queste si distinguono, la spedizione a Napoli ( del 10/03/506) di una Madonna mai identificata e la decorazione di tre spalliere con dipinte le “Storie dell’umanità primordiale”, con scene profondamente toccanti di figure nude, con gambe di animale e munite di corna, che lottano per la sopravvivenza.

Storie dell’umanità primitiva, Metropolitan Museum di New York e Ashmolean Museum di Oxford
Storie dell’umanità primitiva, Metropolitan Museum di New York e Ashmolean Museum di Oxford

Un’altra documentazione è dell’8/12/1515, quando gli pagano 58 fiorini per alcuni addobbi in Firenze in occasione della visita di papa Leone X. Sembra che la sua ultima opera sia “La liberazione di Andromeda” attualmente custodita agli Uffizi di Firenze. Piero di Cosimo muore nel 1521 e viene seppellito in “San Pier Maggiore”.

Bibliografia




Biografia di Giovanni Bellini detto il Giambellino

(Venezia, 1430 o 33 circa – Venezia, 26 novembre 1516)

Lo stile del Giambellino

La trasfigurazione, cm. 68, Civico Museo Correr, Venezia.
La trasfigurazione, cm. 68, Civico Museo Correr, Venezia.

Giovanni Bellini, soprannominato il Giambellino, nasce a Venezia intorno al 1430-33 e muore nella stessa città il 26 novembre 1516.

L’artista, uno tra gli artisti più importanti del Rinascimento, eserciterà una grandissima influenza  sui pittori veneti per tutto il Quattrocento e gran parte del Cinquecento: è da lui che nasce il famoso “tonalismo veneto”, dove la profondità viene accentuata dalla caratteristica degradazione delle sue gamme cromatiche. Le tematiche più frequenti sono a sfondo religioso e trattano la vita di Gesù.

La crocifissione è il tema più ripetuto e viene raffigurato sempre in diversi modi, talvolta insieme alla Madonna e a San Giovanni.

Crocifissione, cm. 30, Civico Museo Correr, Venezia.
Crocifissione, cm. 30, Civico Museo Correr, Venezia.

Nella sua pittura giovanile si riconosce l’influenza del Mantegna, suo cognato, pittore a lui molto vicino. Tali influssi si riscontrano – soprattutto osservando l’Orazione dell’orto – nella prospettiva, negli scorci, nella resa volumetrica del figurativo, nel risalto e nell’importanza che l’artista dà ai contorni, nonché nell’impiego degli elaborati schemi di composizione del Mantegna.

Più avanti, Bellini riuscirà a distaccarsi, anche se non del tutto, dagli insegnamenti del cognato raggiungendo una propria maturità stilistica caratterizzata dalla particolare luminosità, dall’armonia delle gamme cromatiche, dalla grandissima sensibilità verso il paesaggio naturale e dalla capacità di lanciare forti segnali emozionali con le sue figure.

Cristo morto, cm. 38, Museo Poldi Pezzoli, Milano.
Giovanni Bellini: Cristo morto, cm. 38, Museo Poldi Pezzoli, Milano.

Alcuni critici leggono nelle sue opere un plasticismo di sapore metafisico, come nei lavori di Piero della Francesca, ed un esasperato realismo umano come nei lavori di Antonello da Messina.

La sua pittura si svilupperà ulteriormente con il passare degli anni e, insieme ad essa, migliorerà anche il suo schema di composizione, che lo porterà ad essere l’unico protagonista del suo tempo.

Il suo stile raggiunge la completa maturazione agli inizi del Cinquecento; la sua tecnica preferita è sempre più spesso quella della tempera ed i suoi lavori saranno le famose pale d’altare raffiguranti la Madonna in trono circondata dai santi, dove le figure, i paesaggi e le architetture si compongono in un perfetto equilibrio di curve di luce e di emozioni.

Bibliografia:

“Un amore di Giovanni Bellini”, Giovanni Agosti, Officina Libraria, Milano 2009.

“Giovanni Bellini, catalogo della mostra (Roma, Scuderie del Quirinale)”, a cura di Mario Lucco e G.C.F. Villa,  Milano 2008.

“Giovanni Bellini, in AA.VV., Pittori del Rinascimento”, Mariolina Olivari,  Scala, Firenze 2007.

“Storia dell’arte italiana”, Giulio Carlo Argan, Sansoni, Firenze, 1968.

“Arte nel tempo”, a cura di Pierluigi De Vecchi ed Edda Cerchiari, Bompiani, Sonzogno, 1991.

“Giovanni Bellini”, Stefano Zuffi, Arnoldo Mondadori Arte, Milano, 1991.


Pittore Lorenzo Monaco

(Siena, 1370 circa – Firenze, 1425 circa)

Incoronazione della Vergine
Sopra, un’opera dell’artista: Incoronazione della Vergine, 1414, tempera su tavola, 506 × 447,5 cm., Uffizi, Firenze

L’opera sopra raffigurata, che è una riproduzione a bassa risoluzione di un’opera d’arte protetta dalla legislazione sulla protezione dei beni culturali, è stata inserita al solo scopo didattico.

Biografia:

Piero di Giovanni, tradizionalmente conosciuto come Lorenzo Monaco, è considerato l’ultimo importante continuatore del linguaggio giottesco, prima dello sviluppo rinascimentale avviato dal Masaccio e Beato Angelico, di cui quest’ultimo fu allievo.

Probabilmente originario senese, dell’artista nulla si conosce circa il suo periodo formativo, tantomeno quello dell’attività giovanile.

Certo è invece che Lorenzo si formò attraverso i canoni della tradizione giottesca in ambiente fiorentino, per cui molto contribuirono gli influssi di Agnolo Gaddi (morto nel 1396) e Spinello Aretino (1350 circa – 1410).

Nel 1390 l’artista entrò come novizio nel monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli a Firenze, dove nove anni più tardi vi prese i voti. Qui vi conciliava la vita religiosa con l’attività artistica lavorando come pittore su opere da cavalletto e come miniatore nello scriptorium, rendendosi all’epoca il più celebre pittore di temi a sfondo sacro in tutta Firenze. Risalgono, infatti, agli anni Novanta i tre corali custoditi nella Biblioteca Laurenziana, realizzati per lo stesso convento, dove già incominciava a delinearsi un suo stile personale, caratterizzato da una coloristica abbastanza fredda e da un linearismo piuttosto teso.

Dai primi anni del nuovo secolo il suo linguaggio artistico si allineò al gotico internazionale attraverso le opere del giovanissimo Ghiberti (1378 – 1455) e di Gherardo Starnina (Firenze, 1354 circa – ante 1413), quest’ultimo rientrato a Firenze dopo un viaggio in Spagna, dove aveva avuto importanti contatti con le novità internazionali. Spicca in tale periodo la Pietà della Galleria dell’Accademia di Firenze (1404), nella quale evidenzia un tratto più nervoso e una certa dose di espressività.

Nei suoi numerosi dipinti, soprattutto quelli a fondo oro, si evince lo stile che lo avrebbe caratterizzato per il resto della sua attività artistica: alto impiego di ori e lapislazzulli, figure estremamente allungate e di forte valore spirituale (spesso lontane dalla realtà), tratti sinuosi dei panneggi falcati, cromatismo assai variato e luminoso, contorni forti e taglienti. Il tutto, contenuto in un spazio pressoché inesistente, come d’altronde si evidenzia l’assenza di elementi naturalistici e profani tipici del gusto cortese del periodo.

Le numerose e prestigiose committenze fecero sì che il monaco-artista ottenesse un permesso per svolgere la propria attività fuori dal monastero, che regolarmente esercitò senza mai scostarsi dal suo status monacale.

Nel 1414 realizzò l’Incoronazione della Vergine (foto sopra) ove appaiono numerosi santi dal panneggio sinuoso e brillante. Nella predella spiccano figure di intensa e fantasiosa creatività.

Nel suo ultimo periodo il Monaco si trovò ormai a confrontarsi con le rivoluzionarie ed apprezzate novità del Masaccio che, tuttavia, non riuscirono ad influenzare del tutto – fatto salvo di alcuni elementi che resero più verosimile la strutturazione – la sua pittura, che mantenne il caratteristico linguaggio, senza svolte traumatiche. Tipica è la struttura compositiva dell’Adorazione dei Magi realizzata nel 1420-22, dove si evidenzia una marcata incoerenza, per l’appunto, in contrapposizione alla prospettiva scientifica ormai stava entrando in voga. L’alta qualità del cromatismo rimane comunque consolidata, con l’originale impiego del tratto di contorno, che conferisce all’opera gli aspetti più fantasiosi, cosa che nessun altro pittore fiorentino fosse mai riuscito a raggiungere.

Sempre nello stesso periodo, infatti, la sua celebrità godeva di un largo consenso come testimoniano i suoi prestigiosi incarichi, tra i quali si ricorda la realizzazione delle Storie della Vergine nella cappella Bartolini Salimbeni in Santa Trinita (riferibile al 1420 citca), una rara decorazione ad affresco dell’artista.

Dal Vasari, che incluse Lorenzo Monaco nelle sue “Vite …”, si viene a sapere che il frate morì a cinquantacinque anni in seguito ad una “postema crudele” (pustola infetta, quella che oggi viene classificata come una gangrena o tumore maligno), che lo tenne infermo per molti mesi. Il pittore fu sepolto nello stesso convento (sala capitolare), un privilegio, questo, generalmente riservato a illustri personaggi ed importanti uomini di fede: una testimonianza di quanto alta fosse la stima che egli godette in vita.

Le opere di Lorenzo Monaco:

L’opera pittorica dell’artista si trova sparsa in importanti musei internazionali, concentrati particolarmente nella National Gallery di Londra e nella Galleria dell’Accademia di Firenze.

  • Tre corali miniati, decennio 1390-14000, Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze.

  • Orazione nell’orto, anni 1395-1400 circa, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Pietà, anno 1404, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Polittico della Madonna in trono e santi, anno 1410, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Incoronazione della Vergine, anno 1414, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Trittico dell’Annunciazione, anni 1410-1415, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Adorazione dei Magi, anni 1420-1422, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Annunciazione Bartolini Salimbeni, 1420-1425, Basilica di Santa Trinita a Firenze.

  • Storie della Vergine nella Cappella Bartolini Salimbeni, anni 1420-1425, Basilica di Santa Trinita a Firenze.

  • Crocifisso sagomato con i dolenti, chiesa di San Giovannino dei Cavalieri, Firenze

Bibliografia:

  • Osvald Sirén, Don Lorenzo Monaco, Heitz, anno 1905, Strasburgo.

  • Georg Pudelko, The stylistic development of Lorenzo Monaco, 1 e 2, in “The Burlington magazine”, 73 e 74, anni 1938-34, rispettivi riferimenti alle pagine 237-250 e 76-81.

  • George R. Bent, Monastic art in Lorenzo Monaco’s Florence. Painting and patronage in Santa Maria degli Angeli, 1300-1415, Lewiston, The Edwin Mellen Press, anno 2006.

  • Marvin Eisenberg, Lorenzo Monaco, Princeton (N.J.), Princeton University Press, 1989. Lorenzo Monaco. Dalla tradizione giottesca al Rinascimento, catalogo della mostra a cura di A. Tartuferi e D. Parenti, Giunti, Firenze anno 2006.

  •  A cura di D. Parenti e A. Tartuferi, Intorno a Lorenzo Monaco. Nuovi studi sulla pittura tardogotica, atti dei convegni (2006, Fabriano-Foligno-Firenze), anno 2007, Sillabe, Livorno.


Agnolo Bronzino: elenco delle opere realizzate dal pittore

Pagine correlate all’artista: La biografia – Le opere – Il periodo artistico – La critica – Le lettere – Bibliografia.

I dipinti del Bronzino

  • San Marco, anno 1525 circa, tecnica a olio su tavola, formato tondo, misura diametro 70 cm., chiesa di Santa Felicita, cappella Capponi, Firenze.

  • San Matteo, anno 1525 circa, tecnica a olio su tavola, formato tondo, misura diametro 70 cm., chiesa di Santa Felicita, cappella Capponi, Firenze.

  • San Sebastiano, anno 1525-1528, tecnica a olio su tavola, 87 × 77 cm., Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid.

  • Sacra Famiglia, sant’Anna e san Giovannino, anno 1527-1528, tecnica a olio su tavola, 101,3 × 78,7 cm., National Gallery of Art, Washington.

  • Ritratto di Lorenzo Lenzi, anno 1527-1528, tecnica a olio su tavola, 92 × 72,8 cm, Pinacoteca del Castello Sforzesco., Milano.

  • Pietà con la Maddalena, anno 1530 circa, tecnica a olio su tavola, 105 × 100 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di dama in verde, anno 1530-1532, tecnica a olio su tavola, 76,7 × 65,4 cm., Royal Collection, Hampton Court.

  • Punizione di Marsia, anno 1531-1532, olio su tela, 48 × 119 cm., Ermitage, San Pietroburgo.

  • Sacra Famiglia con sant’Elisabetta e san Giovannino, anno 1534-1540, tecnica a olio su tavola, 124,5 × 99,5 cm., Vienna, Kunsthistorisches Museum.

  • Ritratto di Ugolino Martelli, anno 1535 circa, tecnica a olio su tavola, 102 × 85 cm., Gemäldegalerie, Berlino.

  • Adorazione dei pastori, anno 1535-1540, tecnica a olio su tavola, 65,3 × 46,7 cm., Museum of Fine Arts, Budapest.

  • Ritratto di Cosimo I come Orfeo, anno 1537-1539 circa, tecnica a olio su tavola, 93,7 × 76,4 cm., Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

  • Ritratto di Bartolomeo Panciatichi, anno 1540 circa, tecnica a tempera su tavola, 104 × 84 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di Lucrezia Panciatichi, anno 1540 circa, tecnica a olio su tavola, 102 × 85 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Sacra Famiglia, anno 1540 circa, tecnica a olio su tavola, 117 × 93 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di una vecchia donna, anno 1540 circa, tecnica a olio su tavola, 127 × 100 cm., Fine Arts Museum, San Francisco.

  • Ritratto di giovane uomo con libro, anno 1540 circa, tecnica a olio su tavola, 96 × 75 cm., Metropolitan Museum of Art, New York.

  • Cappella di Eleonora da Toledo, anno 1540-1545, affresco e tecnica a tempera, grandezza cappella: 4,9 × 3,8 m., Palazzo Vecchio, Firenze.

  • Allegoria del trionfo di Venere, anno 1540-1545, tecnica a olio su tavola, 147 × 117 cm., National Gallery, Londra.

  • Ritratto di una giovane, anno 1541-1545, tecnica a olio su tavola, 58 × 46,5 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di Bia, illegittima di Cosimo I de Medici, anno 1542 circa, tecnica a olio su tavola, 63 × 48 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • San Giovanni Battista, anno 1542-1545, tecnica a olio su tavola, J. Paul Getty Museum, Los Angeles.

  • Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni, anno 1544-1545, tecnica a olio su tavola, 115 × 96 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di Cosimo I de’ Medici in armatura, anno 1545, tecnica a olio su tavola, 74 × 58 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Deposizione di Cristo con angeli e santi, anno 1545, tecnica a olio su tavola, 268 × 173 cm., Musée des Beaux-Arts, Besançon.

  • Ritratto di Stefano IV Colonna, anno 1546, tecnica a olio su tavola, 125 × 95 cm., Palazzo Barberini, Galleria Nazionale di Arte Antica, Roma.

  • Ritratto di Giovanni de’ Medici, anno 1549 circa, tecnica a tempera su tavola, 58 × 45,6 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di dama, anno 1550 circa, tecnica a olio su tavola, 109 × 85 cm., Galleria Sabauda, Torino.

  • Ritratto di Garzia de’ Medici da bambino, anno 1550 circa, tecnica a olio su tavola, 48 × 38 cm., Museo del Prado, Madrid.

  • Ritratto di Andrea Doria nelle vesti di Nettuno, anno 1550-1555, olio su tela, 115 × 53 cm., Pinacoteca di Brera, Milano.

  • San Giovanni Battista, anno 1550-1555, tecnica a olio su tavola, 120 × 92 cm., Galleria Borghese, Roma.

  • Ritratto di Francesco I de’ Medici, anno 1551, tecnica a tempera su tavola, 58,5 × 41,5 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di Ludovico Capponi, anno 1551, tecnica a olio su tavola, 117 × 86 cm., Frick Collection, New York.

  • Ritratto di Maria de’ Medici, anno 1551, tecnica a tempera su tavola, 52,5 × 38 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Discesa di Cristo al Limbo, anno 1552, Museo di Santa Croce, Firenze.

  • San Bartolomeo, anno 1555, tecnica a olio su tavola, 93 × 155 cm., Galleria dell’Accademia di San Luca, Roma.

  • Sant’Andrea, anno 1555, tecnica a olio su tavola, 90 × 160 cm., Galleria dell’Accademia di San Luca, Roma.

  • Ritratto di Laura Battiferri, anno 1555-1560, olio su tela, 83 × 60 cm., Palazzo Vecchio, Firenze.

  • Sacra Famiglia e san Giovannini, anno 1555-1560, tecnica a tempera su tavola, 117 × 99 cm., Museo Puskin, Mosca.

  • Eleonora di Toledo, anno 1560 circa, tecnica a olio su tavola, 86,4 × 65 cm., National Gallery of Art, Washington.

  • Noli me tangere, anno 1561, olio su tela, 291 × 195 cm., Museo del Louvre, Parigi.

  • Allegoria della Felicità, anno 1564, olio su rame, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Deposizione, anno 1565, tecnica a olio su tavola, 350 × 235 cm., Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Martirio di san Lorenzo, anno 1569, affresco, Basilica di San Lorenzo, Firenze.


Sandro Botticelli: elenco delle opere realizzate dall’artista

Opere realizzate durante la formazione e nel periodo giovanile

  • Madonna col Bambino degli Innocenti, anno 1465-1467, tecnica a tempera su tavola, 87 x 60 cm., Galleria dello Spedale degli Innocenti, Firenze.

  • Madonna col Bambino e un angelo, anno 1465-1467, tecnica a tempera su tavola, 110 x 70 cm., Museo Fesch, Ajaccio.

  • Adorazione dei Magi, anno 1465-1470, tecnica a tempera su tavola, 50 x 136 cm., National Gallery, Londra.

  • Madonna col Bambino, anno 1467 circa, tecnica a tempera su tavola, 71 x 51 cm., Musée du Petit Palais, Avignone.

  • Madonna della Loggia, anno 1467 circa, tecnica a tempera su tavola, 72 x 50 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Madonna col Bambino e un angelo adorante, anno 1468 circa, tecnica a tempera su tavola, 88 x 68 cm., Norton Simon Museum, Pasadena.

  • Madonna col Bambino, due angeli e Giovanni Battista, anno 1468 circa, tecnica a tempera su tavola, 85 x 62 cm., Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Madonna col Bambino e due angeli, anno 1468-1469 circa, tecnica a tempera su tavola, 100 x 71 cm., Museo di Capodimonte, Napoli.

  • Ritratto di giovane, anno 1469 circa, tecnica a tempera su tavola, 51 x 33,7 cm., Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Firenze.

  • Madonna in gloria di serafini, anno 1469-1470, tecnica a tempera su tavola, 120 x 65 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Madonna del Roseto, anno 1469-1470, tecnica a tempera su tavola, 124 x 65 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Madonna delle Grazie, (attribuzione dubbia) anno 1470 circa, tecnica a tempera su tavola, 80 x 58 cm., collezione privata, Castellammare di Stabia.

  • Fortezza, anno 1470 circa, tecnica a tempera su tavola, 167 x 87 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Pala di Sant’Ambrogio, anno 1470 circa, tecnica a tempera su tavola, 170 x 194 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Madonna dell’Eucarestia, anno 1470 circa, tecnica a tempera su tavola, 84 x 65 cm., Isabella Stewart Gardner Museum, Boston.

  • Ritratto di Esmeralda Brandini, anno 1470-1475, tecnica a tempera su tavola, 65,7 x 41 cm., Victoria and Albert Museum, Londra.

  • Adorazione dei Magi, anno 1470-1475, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, misura diametro 131,5 cm., National Gallery, Londra.

  • Ritorno di Giuditta a Betulia, anno 1472 circa, tecnica a olio su tavola, 31 x 24 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Scoperta del cadavere di Oloferne, anno 1472 circa, tecnica a tempera su tavola, 31 x 25 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • San Sebastiano, anno 1474 circa, tecnica a tempera su tavola, 195 x 75 cm., Staatliche Museen, Berlino.

Dipinti realizzati nel suo primo periodo mediceo

  • Ritratto d’uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio, anno 1474 circa, tecnica a tempera su tavola, 57,5 x 44 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Adorazione dei Magi, anno 1475 circa, tecnica a tempera su tavola, 111 x 134 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Adorazione del Bambino, anno 1476-1477, affresco, 200 x 300 cm., chiesa di Santa Maria Novella, Firenze.

  • Santa Caterina d’Alessandria, anno 1475 circa, Lindenau-Museum, Altenburg.

  • Madonna del Mare, anno 1477 circa, tecnica a tempera su tavola, 60,5 x 49,5 cm., Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Ritratto di Giuliano de’ Medici, anno 1478-1480, tecnica a tempera su tavola, 75,6 x 52,6 cm., National Gallery of Art, Washington.

  • Ritratto di Giuliano de’ Medici, anno 1478-1480 circa, tecnica a tempera su tavola, 54 x 36 cm., Accademia Carrara, Bergamo.

  • Ritratto di Giuliano de’ Medici, anno 1478-1480 circa, tecnica a tempera su tavola, 53 x 36 cm., Gemäldegalerie, Berlino.

  • Madonna col Bambino e otto angeli, anno 1478 circa, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, misura diametro 135 cm., Gemäldegalerie, Berlino.

  • Sant’Agostino nello studio, anno 1480, affresco, 152 x 112 cm., chiesa di Ognissanti, Firenze.

  • Cristo benedicente, anno 1480 circa, tecnica a tempera su tavola, 45 x 29 cm., Detroit Institute of Arts, Detroit.

  • Ritratto di giovane donna, anno 1480 circa, tecnica a olio su tavola, 47,5 x 35 cm., Gemäldegalerie, Berlino.

  • Madonna del Magnificat, anno 1480-1481, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, diametro 118 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di dama, anno 1480-1485, tecnica a tempera su tavola, 82 x 54 cm., Städelsches Kunstinstitut, Francoforte.

  • Madonna del Libro, anno 1480-1481 circa, tecnica a tempera su tavola, 58 x 39,5 cm., Museo Poldi Pezzoli, Milano.

  • Annunciazione di San Martino alla Scala, anno 1481, affresco staccato, 243 x 550 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

Opere realizzate nel soggiorno a Roma

  • Ritratti di papi, anno 1481 circa, affreschi, Cappella Sistina, Città del Vaticano.

  • Prove di Mosè, anno 1481-1482, affresco, 348,5 x 558 cm., Cappella Sistina, Città del Vaticano.

  • Punizione dei ribelli, anno 1481-1482, affresco, 348,5 x 570 cm., Cappella Sistina, Città del Vaticano.

  • Prove di Cristo, anno 1481-1482, affresco, 345 x 555 cm., Cappella Sistina, Città del Vaticano.

Dipinti realizzati nel suo secondo periodo mediceo

  • Adorazione dei Magi, anno 1482 circa, tecnica a tempera su tavola, 70 x 103 cm., National Gallery of Art, Washington.

  • Primavera, anno 1482 circa, tecnica a tempera su tavola, 203 x 314 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Pallade che doma il centauro, anno 1482 circa, tecnica a tempera su tela, 205 x 147,5 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di giovane uomo, anno 1482-1483, tecnica a tempera su tavola, 41 x 31 cm., National Gallery of Art, Washington.

  • Venere e Marte, anno 1483 circa, tecnica a tempera su tavola, 69 x 173,5 cm., National Gallery, Londra.

  • Nastagio degli Onesti, primo episodio, anno 1483 circa, tecnica a tempera su tavola, 83 x 138 cm., Museo del Prado, Madrid.

  • Nastagio degli Onesti, secondo episodio, anno 1483 circa, tecnica a tempera su tavola, 82 x 138 cm., Museo del Prado, Madrid.

  • Nastagio degli Onesti, terzo episodio, anno 1483 circa, tecnica a tempera su tavola, 83 x 142 cm., Museo del Prado, Madrid.

  • Nastagio degli Onesti, quarto episodio, anno 1483 circa, tecnica a tempera su tavola, 83 x 142 cm., collezione privata di palazzo Pucci, Firenze.

  • Ritratto virile, anno 1483 circa, tecnica a tempera su tavola, 37,5 x 28,2 cm., National Gallery, Londra.

  • Madonna Bardi, anno 1485, tecnica a tempera su tavola, 185 x 180 cm., Staatliche Museen, Berlino.

  • Ritratto di giovane donna, anno 1485 circa, tecnica a tempera su tavola, 61 x 40 cm., Galleria Palatina, Firenze.

  • Nascita di Venere, anno 1485 circa, tecnica a tempera su tela, 172,5 x 278,5 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Annunciazione, anno 1485 circa, tecnica a tempera e oro su tavola, 19,1 x 31,4 cm., Metropolitan Museum, New York.

  • Ciclo di villa Lemmi, anno 1486 circa, affreschi trasferiti su tela, Musée du Louvre, Parigi.

    • Venere e le tre Grazie offrono doni a una giovane, 211 x 284 cm.

    • Giovane uomo introdotto tra le Arti Liberali, 238 x 284 cm.

  • Madonna della melagrana, anno 1487 circa, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, misura diametro 143,5 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

Opere realizzate nell’ultimo periodo

  • Pala di San Barnaba, anno 1488 circa, tecnica a tempera su tavola, 268 x 280 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

    • Visione di sant’Agostino, tecnica a tempera su tavola di predella, 20 x 38 cm.

    • Cristo nel sepolcro, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 41 cm.

    • Salomè con la testa di Giovanni Battista, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 40,5 cm.

    • Estrazione del cuore di sant’Ignazio, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 40,5 cm.

  • Madonna col Bambino, San Giovannino e angeli, anno 1488-1490, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, misura diametro 170 cm., Galleria Borghese, Roma.

  • Annunciazione di Cestello, anno 1489-1490, tecnica a tempera su tavola, 150 x 156 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Vergine adorante il Bambino, anno 1490 circa, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, misura diametro 59,6 cm., National Gallery of Art, Washington.

  • Vergine che adora il Bambino dormiente, anno 1490 circa, tecnica a tempera su tela, 122 x 80 cm., National Gallery of Scotland, Edimburgo.

  • Pala di San Marco, anno 1490-1492, tecnica a tempera su tavola, 378 x 258 cm, Galleria degli Uffizi., Firenze:

    • Incoronazione della Vergine e santi, tecnica a tempera su tavola di predella, 378 x 258 cm.

    • San Giovanni Evangelista a Patmos, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 269 cm.

    • Sant’Agostino nella cella, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 269 cm.

    • Annunciazione, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 269 cm.

    • San Gerolamo penitente, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 269 cm.

    • Miracolo di Sant’Eligio, tecnica a tempera su tavola di predella, 21 x 269 cm.

  • Annunciazione, anno 1490 circa, tecnica a tempera su tavola, 49,5 x 58,5 cm., Kelvingrove Art Gallery and Museum, Glasgow.

  • Sant’Agostino nello studio, anno 1490-1494, tecnica a tempera su tavola, 41 x 27 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di Michele Marullo Tarcaniota, anno 1490-1495 circa, tecnica a tempera su tela trasferita da tavola, 49 x 35 cm., Collezione Cambó, Barcellona.

  • Madonna col Bambino e san Giovannino, anno 1490-1495, tecnica a tempera su tela, 134 x 92 cm., Galleria Palatina, Firenze.

  • Ritratto di Ser Piero Lorenzi, anno 1490-1495, tecnica a tempera su tavola, 50 x 36,5 cm., Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

  • Pala delle Convertite, anno 1491-1493 circa, tecnica a tempera su tavola, 215 x 192 cm., Courtauld Institute Galleries, Londra.

    • Maddalena che ascolta la predica di Cristo, 18 x 42 cm., Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

    • Festa in casa di Simone, 18 x 42 cm., Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

    • Noli me tangere, 18 x 42 cm., Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

    • Comunione e assunzione della Maddalena, 118 x 42 cm., Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.

  • Madonna del padiglione, anno 1493 circa, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, diametro 65 cm., Pinacoteca Ambrosiana, Milano.

  • Calunnia, anno 1494-1495, tecnica a tempera su tavola, 62 x 91 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di Dante, anno 1495 circa, tecnica a tempera su tela, 54,7 x 47,5 cm., collezione privata, Ginevra.

  • Compianto sul Cristo morto, anno 1495 circa, tecnica a tempera su tavola, 107 x 71 cm., Museo Poldi Pezzoli, Milano.

  • Compianto sul Cristo morto con i santi Girolamo, Paolo e Pietro, anno 1495 circa, tecnica a tempera su tavola, 140 x 207 cm., Alte Pinakothek, Monaco.

  • Comunione di san Girolamo, anno 1495 circa, tecnica a tempera su tavola, 34,5 x 25,4 cm., Metropolitan Museum, New York.

  • Giuditta con la testa di Oloferne, anno 1495-1500, tecnica a tempera su tavola, 36,5 x 20 cm., Rijksmuseum, Amsterdam.

  • Discesa dello Spirito Santo, anno 1495-1505, tecnica a olio su tavola, 207 x 229 cm., Birmingham Museum & Art Gallery, Birmingham.

  • Storie di Virginia, anno 1498 circa, tecnica a tempera su tavola, 85 x 165 cm., Accademia Carrara, Bergamo.

  • Storie di Lucrezia, anno 1498 circa, tecnica a tempera su tavola, 83,5 x 180 cm., Isabella Stewart Gardner Museum, Boston.

  • San Gerolamo, anno 1498-1505, tecnica a tempera su tela, 44,5 x 26 cm., Ermitage, San Pietroburgo.

  • San Domenico, anno 1498-1505, tecnica a tempera su tela, 44,5 x 26 cm., Ermitage, San Pietroburgo.

  • Cristo coronato di spine, anno 1500 circa, tecnica a tempera su tavola, 47,6 x 32,3 cm., Accademia Carrara, Bergamo.

  • Madonna col Bambino e san Giovanni Battista, anno 1500 circa, tecnica a tempera su tavola, 123,8 x 84,4 cm., Museum of Fine Arts, Boston.

  • Trasfigurazione con i santi Gerolamo e Agostino, anno 1500 circa, tecnica a tempera su tavola, 27,5 x 35,5 cm., Galleria Pallavicini, Roma.

  • Orazione nell’orto, anno 1500 circa, tecnica a tempera su tavola, 53 x 35 cm., Museo de la Capilla Real, Granada.

  • Adorazione del Bambino, anno 1500 circa, tecnica a tempera su tavola, formato tondo, misura diametro 125,7 cm., North Carolina Museum of Art, Raleigh.

  • Adorazione del Bambino, anno 1500 circa, tecnica a olio su tavola, formato tondo, misura diametro 120,8 cm., Museum of Fine Arts, Houston.

  • Adorazione dei Magi, anno 1500 circa, tecnica a tempera su tavola, 108 x 173 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Natività mistica, anno 1501, tecnica a tempera su tela, 108,5 x 75 cm., National Gallery, Londra.

  • Battesimo ed elezione a vescovo di san Zanobi, anno 1500-1505, tecnica a tempera su tavola, 66,5 x 149,5 cm., National Gallery, Londra.

  • Tre miracoli di san Zanobi, anno 1500-1505, tecnica a tempera su tavola, 65 x 139,5 cm., National Gallery, Londra.

  • Tre miracoli di san Zanobi, anno 1500-1505, tecnica a tempera su tavola, 67,3 x 150,5 cm., Metropolitan Museum, New York.

  • Ultimo miracolo e morte di san Zanobi, anno 1500-1505, tecnica a tempera su tavola, 66 x 182 cm., Gemäldegalerie, Dresda.

  • Crocifissione simbolica, anno 1502 circa, tecnica a tempera su tela, 73,5 x 50,8 cm., Fogg Art Museum, Cambridge (Massachusetts).


“Madonna in trono col Bambino tra i santi” di Mariotto Albertinelli

Mariotto Albertinelli

Mariotto Albertinelli: Madonna in trono col Bambino tra i santi Giuliano, Domenico, Nicola e Girolamo
Madonna in trono col Bambino tra i santi Giuliano, Domenico, Nicola e Girolamo, cm. 237 x 209, Galleria dell’Accademia, Firenze.

Sull’opera: “Madonna in trono col Bambino tra i santi Giuliano, Domenico, Nicola e Girolamo” è un dipinto di Mariotto Albertinelli realizzato su tavola, misura 237 x 209 cm. ed è custodito nella Galleria dell’Accademia a Firenze.

Spostamenti: Chiesa del convento di San Giuliano a Firenze; dal 1810 è godibile presso la Galleria dell’Accademia a Firenze.

Iscrizioni: sul basamento del trono appare la scritta “OPUS MARIOCTI”.

Restauri:  1954, presso l’Opificio delle Pietre Dure, Firenze.

Trattati, cataloghi e pubblicazioni: AAF, Visita Pastorale 49, 2, cc, 10-13 (visita pastorale del 1731 al monastero di San Giuliano); ASF, Conventi soppressi 110, n. 13, e. 340 sin. (convento di San Giuliano, Libro Debitori – Creditori 1739-1758); ASBASF., Masselli, 1855-59, ff. 102-105, n° 111 n° 113. Cataloghi: Colzi, 1817, p. 42; Description…, 1827, p. 43, n. 61; Description.., 1864, p. 16, n. 72; Pieraccini, 1884, p. 73; Procacci, 1936, p. 51; Procacci, 1951, p. 54; Bonsanti 1990, pp. 10 e 17 ; Serena Padovani in “L’età di Savonarola – Fra’ Bartolomeo e la Scuola di San Marco” pag. 215, Marsilio Editori, 1996 (fonte delle presenti informazioni).


"Trinità" di Mariotto Albertinelli

Mariotto Albertinelli

Mariotto Albertinelli: Trinità
“Trinità”, Mariotto Albertinelli, tavola, 232 x 132 cm., Galleria dell’Accademia di Firenze.

Sull’opera: “Trinità” è un dipinto di Mariotto Albertinelli realizzato su tavola, misura 232 x 132 cm. ed è custodito nella Galleria dell’Accademia di Firenze.

Spostamenti: Chiesa del convento di San Giuliano a Firenze; dal 1810 si trova nella Galleria dell’Accademia a Firenze.

Restauro: 1954 presso l’Opificio delle Pietre Dure.

Trattati, cataloghi e pubblicazioni: AAF, Visita Pastorale, 49, 2, cc, 10-13 (la visita pastorale è quella del 1731 presso il monastero di San Giuliano); ASF, Conventi soppressi 110, n. 13, c. 340 sin. (convento di San Giuliano, Libro di Debitori – Creditori 1739-1758); ASBASF, Masselli, 1855-59, ff. 103-104, n° 111. Cataloghi; Description…, 1827, pag. 43, n° 62; Descrizione…, 1864, p. 15, n. 70; Pieraccini, 1884, p. 74; Procacci, 1936, pag. 51; Procacci, 1951, pag. 54; Bertani Bigalli agli Uffizi …, 1979, p. 118; Bonsanti, 1990, pp. 14 e 17; Serena Padovani in “L’età di Savonarola – Fra’ Bartolomeo e la Scuola di San Marco” pag. 208, Marsilio Editori, 1996 (fonte delle presenti informazioni).


Giudizio Universale dell’Albertinelli e Fra’ Bartolomeo

Mariotto Albertinelli – Fra’ Bartolomeo)

Mariotto Albertinelli: Giudizio Universale
Giudizio Universale (affresco staccato di Albertinelli e Fra’ Bartolomeo), cm. 357 x 374, Museo S. Marco, Firenze.

Sull’opera: “Giudizio Universale”, o “Giudizio Finale”, è un dipinto di Mariotto Albertinelli e Fra’ Bartolomeo, realizzato con tecnica a fresco su muro tra il 1499 ed il 1500, le sue dimensioni sono 357 x 374 cm. ed è custodito A Firenze nel Museo di S. Marco.

Spostamenti: fu realizzato nel chiostro delle Ossa nello Spedale di Santa Maria Nuova a Firenze; nel 1657, si trova ancora nello stesso Spedale; nel 1871, nella Galleria dei Quadri di quello Spedale; nel 1900 venne trasferito nella Galleria degli Uffizi: nel 1924, alla Galleria dell’Accademia; dal 1924 si trova nel Museo di San Marco.

Restauro: dal 1982 al 1985, a cura di Dino Dini, Firenze.

Per quanto riguarda i vari ragguagli e la storia dell’opera si veda la pagina del “Giudizio Finale” nella sezione di Fra’ Bartolomeo.