Il Seicento olandese

Il seicento olandese

Tutto il Seicento è un secolo di forte crescita per l’arte europea ed ancor più per quella olandese. I generi artistici, adeguati per formato e tema  alla decorazione delle residenze borghesi, hanno un grande sviluppo ed un’altrettanto grande diffusione in tutto il continente: paesaggi, ritratti, marine, scene di interno domestico, vedute paesaggistiche, architettoniche e nature morte.

Per quanto riguarda la pubblica richiesta delle opere, si afferma in modo particolare e quasi esclusivo il ritratto di gruppo, commissionato spesso dalla gente di città e dalle brigate militari della guardia civica nelle Province Unite.

Durante tutto il primo ventennio ad Utrecht, dove opera il famoso maestro Abraham Bloemaert (1564-1651), prende forza il naturalismo di ascendenza caravaggesca. Sempre in questo periodo rientrano dall’Italia Dirck van Baburen (1595-1624),  Gerrit van Honthorst (1590-1656) soprannominato “Gherardo delle Notti” e  Hendrick Terbrugghen (1588-1629). Dopo la morte di quest’ultimo si esaurisce il  filone  stile Caravaggio,   poiché Honthorst  subito dopo lavora per le corti d’Inghilterra, di Danimarca e dei principi d’Orango, portando i suoi orientamenti verso soluzioni classiche, rinnegando così il suo precedente stile.

Ad Haarlem incomincia a profilarsi la caratteristica artistica del personaggio Frans Hals (1581? 1585?-1666). Grande ritrattista, egli va oltre le convenzioni del Manierismo, riconsegnando ai suoi modelli la verità e il calore, la genuinità di posa e d’espressione. Le sue pennellate sono spontanee, rapide e sicure, come chiaramente manifestate nell’Allegro bevitore, ca. 1630 (Rijksmuseum, Amsterdam).

Personaggio di grande spicco nel generale contesto della prima metà Seicento europeo è Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606-69), pittore di speciale temperamento, e straordinario disegnatore e incisore. Verso il 1635, Rembrandt avvia con successo una bottega d’arte nella sua città nativa (Leida), focalizzando l’interesse nello studio della luce che “sbozza” le forme dentro incantevoli atmosfere e permette di evidenziare il lato psichico del personaggio. La ricerca espressiva di Rembrandt progredisce e si perfeziona anche attraverso l’assiduo persistere sulla pratica della figura in genere, del ritratto e dell’autoritratto: nel corso della sua esistenza ha eseguito ben ottanta autoritratti  che raccontano, come una specie di autobiografia, i periodi della sua vita, dove si vede intensificare nel tempo una struggente riflessione. Negli anni successivi al suo definitivo trasferimento nella città di Amsterdam (1631), Rembrandt diviene il ritrattista più richiesto, in senso assoluto, dalla classe benestante cittadina. Il giuramento dei Batavi (Stoccolma Nationalmuseum), la lezione di anatomia del dottor Tulp 1932 (L’Aia, Mauritshuis) e  la Ronda di notte 1942 (Amsterdam, Rrjksmuseum), sono originali rappresentazioni del ritratto di gruppo.

Numerosi sono i seguaci di Rembrandt nelle città di Leida, di Amsterdam e zone limitrofe; fra i più famosi ci sono  Carel Fabritius (1622-1654), Gerrit Dou (1613-1675), Samuel van Hoogstraten (1627-1678), Govaert Flinck (1615-1660) e  Nicolaes Maes (1634-1693). Nel 1650 si trasferisce a Deift Carel Fabritius (1622-54), facendosi divulgatore di una pittura caratterizzata da una luminosa tonalità. In questo completo contesto si fa strada Johannes Vermeer (1632-75), nella cui produzione predominano gli interni e le scene domestiche. Egli raffigura molto spesso figure di donne che leggono, scrivono, suonano uno strumento musicale: Signora alla spinetta, cm. 64,1, Buckingham Palace, Londra e Suonatrice di liuto, cm. suonatrice di liuto, Metropolitan Museum, New York.

L’ambiente naturale ed il reale ci vengono restituiti completamente, ma al tempo stesso tutto questo si presenta come sottratto al flusso del tempo, decantato, e fermo in una caratteristica contemplativa.

Rembrandt

Rembrandt Harmenszoon van Rijn (Leida, 1606 – Amsterdam, 1669) dalla nativa Leida, già maestro affermato, si trasferisce nel 1631 ad Amsterdam. Qui nel 1634 si unisce in matrimonio con Saskia, appartenente ad un ricca famiglia borghese ed in questo ambiente trova interessanti e vantaggiose commissioni. Il suo stile è grande, la sua tavolozza è maculata. La lezione di anatomia del dottor Tulp (1632), La ronda di notte (1642), i numerosi ritratti  di straordinaria preparazione e di felice destrezza, riscontrabile nelle ricche e luministiche gamme cromatiche, appartengono a questo periodo. In quello successivo, Rembrandt passa poco a poco di moda, la sua ricerca si fa più introspettiva, una pittura spirituale di volti, di stati d’animo e di scene religiose (La cena di Emmaus del Louvre, La deposizione della National Gallery of Art di Washington) misticamente trovate. La sua arte, sempre meno concreta e più celebrativa, va contro le tradizioni radicate nella cultura olandese e assume un’austera, incomprensibile grandezza, particolarmente fondamentale nelle incisioni, fra cui il celeberrimo Cristo guarisce i malati.

Lezione di anatomia di Nicolaes Tulp 1632, olio su tela, Muritshuis L'Aia
Lezione di anatomia di Nicolaes Tulp 1632, olio su tela,  Muritshuis  L’Aia
Alcune delle opere di rilievo:

Autoritratto (1628 circa), Concerto di musici in costume (1626), Il pittore nello studio (1629 circa), Geremia lamenta la distruzione di Gerusalemme (1630)  Andromeda (1629 circa), Ritratto di Nicolaes Ruts (1631), Lezione di anatomia del dottor Tulp (1632), Ratto di Proserpina (1632), Nobile orientale (il nobile slavo) (1632), Ritratto di Saskia con cappello (1633 circa, modificato nel 1642), Bagno di Diana e storie di Atteone e Callisto (1634), Deposizione dalla croce (1633 circa), Saskia in veste di Flora (1634), Autoritratto (1634), Artemisia riceve le ceneri di Mausoleo (Sofonisba riceve la coppa avvelenata) (1634), Ratto di Ganimede (1635), Sacra Famiglia (1635 circa), Sacrificio di Isacco (1635), Danae (1636 con consistenti ritocchi successivi), Saskia in veste di Flora (1635 circa), Il festino di Batassar (1636 circa).

Frammenti:

La pittura olandese come quella di altre parti d’Europa risente dell’influenza caravaggesa.

Il naturalismo essenzialmente luministico caravaggesco è presente anche in Rembrandt e in Vermeer.

La lezione caravaggesca perde la sua forza intorno al 1629 anno che corrisponde alla morte di Hendrick Terbrugghen.

Esponenti della pittura caravaggesca sono anche Paulus Bor (vicino anche a Rembrandt), Dirk van Baburen, Jan van Bylsert, Gerritsz Bonchorst e Pietersz Crabeth, attivi a Utrecht ed in seguito ad Haarlem.

Frans Hals conferisce alla sua pittura una sconcertante franchezza spingendosi nella cruda introspezione psicologica dei soggetti.

Rembrandt ha un’indole profondamente religiosa. Nell’età matura ricerca la verità spirituale nel profondo dell’animo umano ed indaga sulla moralità, a prescindere dai parametri contingenti e fisici.

La grandezza di Rembrandt è tale che nessun personaggio arriva al suo livello spirituale: il solo personaggio che più gli si avvicina è Carel Fabritius, che sa trasportare l’intenso linguaggio rembrandtiano in una sua sincera poetica.

L’attività artistica di Gerrit Dou è prevalentemente narrativa; quella di Philips Koninck è paesaggistica con suggestive vastità di panorami.

Vermeer descrive con genuina espressione le tradizioni e lo spirito della sua terra con il gusto semplice della realtà quotidiana.




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