Bruscalupi:  "Monografia storica della contea di Pitigliano", Firenze 1906, pagine 139-143 e 607-610

Citazione n° 12, da Bruscalupi:  

“Monografia storica della contea di Pitigliano”, Firenze 1906, pagine 139-143 e 607-610.

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TESTO IN LATINO:

“Multiplicata, longo decorsu temporis, gravis aniniorum dissentio inter illustres Comites palatinos dominus Ildebrandinum bonae memoriae Comitis Bonifatii dictum de Sancta Flora ex una parte, et dominum Ildebrandinum bonae memoriae Comitis Guglielmi dictum de Suana ex altera, sicut tota terra comitatus comitum eorundem in guerrarum discrimina posuit, et comitatum Ildobrandescum tubartionum malleis implevit, succensis in eo ignibus odiarum, quod quies periit, et bellorum valor invaluit, quodque terra ipsa bonis omnibus opulenta, patria totum/… quod debeat gaudere solita prosperitate status floridi et amoeni multum honoris perdidit et decoris, facta, propter exilium pacis, sentina hominum perversorum, praefati Comites ad multun reconciliationis amplexum redierunt et ad divisionem infrascriptam terrarium concordibus animis, devenerunt.

 In primis diviserunt duodecim fortilitios infrascriptos in una siquidem parte posuerunt civitatem Suanae, castrum Pitiliani, Vitocium, Soranum Urbitellum e Marsilianam, cum eorum curtis, vassallis et jurisditionibus: quae quidem pars, de comuni partium voluntate, obvenit praedicto Comiti de Suana.

In secunda vero parte posuerunt castrum de Sancta Flora, Roccastrada, Castilione Vallis Urciae, Arcidossum, Samprugnanum et Sylvenam cum eorum curtis, hominibus vassallis et jurisditionibus … Comes de Sancta Flora dedit et concessit Comiti de Suana partem sibi contingentem de Castro Montismassi et eius iura quae habet in eo; ut dividatur … intra Coiaites. Et Comes de Suana, volens diotam divisionem tacere infra praedictum terminum, infrascriptam divisionem fecit de terris et iuribus supra dictis, videlicet quod idem Comes de Suana in prima parte posuit Planum castagnaium, Aspretulum Bucareum, Pernam, Cadtrum de Plano, affictus Montispizuti, affictus Castilioncelli, Saturniam, Palmulm, Canestram Monteanum, Montepiscalem, Suaretun, Castrum Argentarium, salvo iure comitissae de Urbitello, Iannutrium, affictus Iuncarici …. Item actum fuit quod facta divisione terrarum S. Anastasii, dictus Comes de Suana promittat ad paredictum Comitem de Sancta Flora illas terras de terris praedictis quae veniat in partem comitis de Sancta Flora Habere et tenere et possessione ingredi ante licentiam et post licentiam Abatis et Conventus Monasteri praedicti … Promiserunt in se de praedictis et singulis pactibus observandis dare unum alteri alteri bonos et idoneos fideiusseres de civitate Urbevetana, de civitate Senarum et de comitatu Ildebrandesco…

Actum hoc iuxta Castellum Montis Casuli coram … X Ego Palistrus Spatarius de Urbitello rogatus in anno Domini 1274 et in die Undecima mensis Decembris.”.

TESTO IN ITALIANO:

 “Col lungo andare del tempo sorta ed accresciuta grave discordia di animi tra gli illustri conti palatini signor Aldobrandino, dalla buona memoria del conte Bonifazio chiamato di Santa Fiora da una parte e dall’altra al Signor Aldobrandino della “buona memoria del conte Guglielmo detto ai Sovana, per cui le terre delle due contee erano messe sottosopra dalla guerra e dappertutto vi erano tribolazioni, e poiché, per il divampare continuo degli odi la pace era scomparsa, si teneva in pregio il valore militare; e questa terra, ricca di tutti i doni della natura doveva godere della solita prosperità, aveva perduto molto della sua floridezza e beltà, era ridotta, perché senza pace, ad una sentina di uomini perversi; cosi i predetti signori Conti riconciliatisi fra loro, di comune accordo vennero alla divisione delle infrascritte terre:

dapprima si divisero dodici fortilizi, e tra questi posero nella prima parte la città di Sovana, il castello di Pitigliano, Vitozza, Sorano, Orbetello e Marsigliana con le loro corti, uomini, vassalli e giurisdizioni; la quale parte, per concorde volontà dei condividenti fu data al predetto conte di Savana.

Nella seconda parte poi posero il castello di Santa Fiora Roccastrada, Castiglione, la Val D’Orcia, Arcidosso, Samprugnano e Selvena, con le loro corti, uomini, vassalli e giurisdizioni.

Il conte di Santa Fiora dà e concede al Conte di Sovana la parte ad esso spettante sul castello di Montemassi, e tutti quei diritti che ha in esso, affinché sia diviso fra i conti. E siccome il conte di Sovana desidera che la divisione sia fatta nel termine come sopra stabilito, cosi propone di dividere nel seguente modo le terre e i diritti ponendo nella prima parte Piancastagnaio, Aspretolo, Bucarco, Perna, Castel del Piano, l’affitto di Potentino, l’affitto di Montepinzuto, l’affitto di Castiglioncello, Saturnia, Palmulo, Genestra, Montiano, Montepescali, Castell’Argentario, salvo i diritti della Contessa sopra Orbetello e Giannutri, l’affitto di Giuncarico.. Fu ancora stabilito che fatta la divisione delle terre spettanti al Monastero di S. Anastasio il detto Conte di Sovana prometta al Conte di S. Fiora che in quanto alle dette terre che saranno comprese  nella parte assegniata al Conte di Santa Fiora, esso possa entrarne in possesso e ritenerlo con o senza la licenza dell’Abate e del Monastero suddetto.

Per l’osservanza di tutti e singoli i patti stabiliti promisero le parti di prestarsi l’una con l’altra idonea garanzia nelle persone di alcuni cittadini di Orvieto, di Siena e della Contea Aldobrandesca…..

Fatto nel castello di Montecasoli alla presenza di …. Io Palestro Spatario di Orbetello rogato nell’anno del Signore 1274 ed in questo di undici del mese di dicembre.”.




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