Conclusione sull’architettura gotica religiosa nella provincia di Grosseto

Conclusione sull’architettura gotica religiosa nella provincia di Grosseto

A conclusione di questo studio sull’architettura gotica religiosa nella provincia di Grosseto, dobbiamo dire che questa forma d’arte, come in tutto il territorio della Toscana senese, è stata importata dalla arancia dai monaci Cistercensi dell’Abbazia di S. Galgano.

Hanno poi pensato a divulgarla i monaci Francescani e Domenicani che, adattandola alla loro aspirazione di semplicità, hanno costruito per primi i monumenti che ho considerato, improntandoli tutti dello stesso modulo architettonico. Quando poi il Duomo di Siena ormai ha acquistato la sua particolare fisionomia artistica, di transizione tra il romanico e il gotico, ed ha acquisito quelle sue particolari caratteristiche ecco che le chiese della Provincia di Grosseto guardano a questo monumento come al loro prototipo, e vi si adattano. Cosi a Massa Marittima Giovanni Pisano completa la Cattedrale, immettendovi gli elementi peculiari di quest’arte senese; sempre a Massa Marittima, Domenico di Agostino, senese, completa la chiesa di S. Agostino, edificandovi l’attuale abside poligonale, che rispecchia l’abside della Cattedrale; a Grosseto, Sozo Rustichini, senese, completa il Duomo ispirandosi nelle linee generali dell’architettura al Duomo di Siena e nei particolari del paramento marmoreo, al Battistero di S. Giovanni; a Orbetello, quasi alle soglie del Rinascimento, vediamo invece che il gotico senese insiste nelle sue caratteristiche architettoniche e scultoree e guarda al Duomo di Orvieto, sapendo che esso è l’espressione più pura e cristallina dell’arte senese del trecento. 

Prof. Ettore Zolesi




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