"Storie dell’infanzia di Giuseppe" e "Giuseppe interpreta i sogni del faraone" di Andrea del Sarto

Andrea del Sarto

"Storie dell'infanzia di Giuseppe"
Storie dell’infanzia di Giuseppe, anno 1515-1516 circa, tecnica ad olio su tavola, 98 x 135 cm., Galleria Palatina, Firenze.
"Giuseppe interpreta i sogni del faraone"
Giuseppe interpreta i sogni del faraone, anno 1515-1516 circa, tecnica ad olio su tavola, 98 x 135 cm., Galleria Palatina, Firenze.

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Sull’opera: “Storie dell’infanzia di Giuseppe” e “Giuseppe interpreta i sogni del faraone” sono due dipinti di Andrea del Sarto realizzati con tecnica a olio su tavola intorno al 1515-16, misurano ciascuno 98 x 135 cm. e sono custoditi nella Galleria Palatina a Firenze. 

 Intorno al 1515 Salvi Borgherini fece avviare la decorazione della camera nuziale destinata al figlio Pierfrancesco e la consorte Margherita Acciaiuoli. Era prevista anche una boiserie e mobilio intagliato da Baccio d’Agnolo (Firenze, 1462 – Firenze, 1543), l’architetto-scultore che progettò il palazzo in cui abitava la stessa famiglia Borgherini.

Inizialmente, alla decorazione furono chiamati Pontormo e Francesco Granacci che realizzarono una serie di pannelli. Solo in secondo tempo fu richiesto l’intervento di Andrea del Sarto e del Bacchiacca. Il tema doveva essere quello relativo alle Storie di Giuseppe ebreo, l’eroe casto dalle grandi virtù, la cui raffigurazione veniva spesso impiegata come esempio negli ornamenti di camere destinate ai giovani sposi. L’artista dipinse due pannelli con le Storie Giuseppe (“Storie dell’infanzia di Giuseppe” e “Giuseppe interpreta i sogni del faraone”), che secondo la ricostruzione di Braham sarebbero servite come ornamento delle spalliere dei due cassoni posti ai lati del letto.

La camera, nonostante le avverse prese di posizione della coppia a venderla, venne ceduta nel 1584 a Francesco I de’ Medici (Firenze, 1541 – Poggio a Caiano, 1587) dai loro discendenti, con l’intercessione di Niccolò Gaddi. La vendita riguardò le tavole realizzate da Andrea del Sarto e dal Granacci, che oggi si trovano rispettivamente alla Galleria Palatina ed agli Uffizi. I pannelli del Pontormo e del Bacchiacca si trovano attualmente divisi tra la Galleria Borghese di Roma e la National Gallery di Londra.




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