Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto

Andrea del Sarto

Andrea del Sarto: Madonna delle Arpie
Madonna delle Arpie, anno 1517, tecnica ad olio su tavola, 208 x 178 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

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Sull’opera: “Madonna delle Arpie” è un dipinto di Andrea del Sarto realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1517, misura 208 x 178 cm. ed è custodito nella Galleria degli Uffizi a Firenze. 

 La composizione in esame venne commissionata dalle monache di San Francesco de’ Macci a Firenze che, Il 14 maggio 1515,  stipularono con l’artista  il contratto di allogazione di una pala d’altare per loro chiesa. Nel documento si legge invece di una Madonna col Bambino che viene incoronata da due angeli, ai cui lati stanno san Giovanni Evangelista e san Bonaventura.

 L’iconografica venne cambiata probabilmente su suggerimento di fra’ Antonio di Ludovico Sassolini, un influente  esponente del convento di Santa Croce. La figura di Bonaventura  fu sostituita da quella di Francesco d’Assisi e gli angeli sostituiti con putti posizionati ai lati del piedistallo a reggere le gambe della Vergine.

Nel 1703 il gran principe Ferdinando de’ Medici (Firenze, 1663 – Firenze, 1713), appassionato d’arte, ebbe occasione di ammirare la pregiata pala di Andrea del Sarto e, infatuato per la sua bellezza, scrisse alle suore di essersi “invaghito” della tavola, la quale necessitava di “una cordiale premura della buona conservazione”, che incominciava a dare segni di cedimento in quella chiesa tanto “bisognosa di risarcimento”. Propose allora di sostenere le spese per la restaurazione della chiesa – mettendo a disposizione anche l’architetto granducale, Giovan Battista Foggini, ed il pittore Pier Dandini per le varie decorazioni – in cambio della pala, che fu trasferita di lì a poco a palazzo Pitti. Una copia sostituì la tavola originale.

La Madonna delle Arpie rimase a Palazzo Pitti fino al 1795, anno in cui venne trasferita nell’attuale sede.

Esiste di quest’opera una moltitudine di disegni preparatori, custoditi alla Kunstakademie di Düsseldorf (K.P. 16r e v), al Cabinet des Dessins di Parigi (nn. 1679, 1732, 5946) e al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe di Firenze (nn. 628, 333F).




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