Biografia di Lyonel Feininger

Lyonel Feininger nacque a New York il 17 luglio 1871. Suo padre era il violinista tedesco-americano Charles Feininger e sua madre si chiamava Elizabeth, anch’essa musicista.

L’artista visse il periodo della sua infanzia e parte della prima giovinezza nella città natale, spostandosi spesso nel Connecticut. L’atmosfera musicale presente nell’ambiente familiare influenzò notevolmente la sua attività di pittore. Dal 1880 infatti incominciò, con l’aiuto del padre, a studiare il violino. Il grande amore per la musica, che in Lyonel cresceva sempre più, lo spinse nel 1887 a seguire le tournèe dei genitori anche nel continente europeo, facendolo approdare in Germania, paese d’origine paterno, e precisamente a Berlino, dove genitori erano stati chiamati per vari concerti.

Lyonel decise di rimanere in Europa per continuare con la musica, ma ben presto si accorse di trovarsi proiettato verso altre mete. Sempre in quell’anno infatti egli si iscrisse alla Scuola di Arti e Mestieri di Amburgo e poi, nel 1888, ritornò nella capitale tedesca.

Dal 1891 al 1894 frequentò l’Accademia di Berlino. Nel frattempo iniziò a farsi conoscere nel mondo della grafica come caricaturista politico, un settore che gli conferì grande popolarità nell’ambiente artistico berlinese. Collaborò con le sue illustrazioni satiriche per i settimanali “Ulk”, “Narrenschift” e “Lustige Blätter”.

Dal 1905 Feininger incominciò progressivamente a convincersi di non aver scelto la via giusta per la propria carriera artistica. Più tardi, infatti, arrivò quasi a rinnegare il suo passato quando scrisse: “Sono appena un artista, comunque mai in quegli stupidi scherzi per i quali sono noto [ecc. …]”.

Nel 1892 si recò a Parigi ove frequentò la appena nata “Académie Colarossi”, fondata per contrapporsi ai dettami ormai troppo conservatori di quella ufficiale, “École des Beux Arts”.

Negli ambienti artistici parigini conobbe artisti tedeschi del Cafè du Dome, quali Levi, Purrmann, Moll … che perseguivano il vigoroso cromatismo di Matisse e di altri appartenenti al movimento dei Fauves.

Nel 1895 collaborò, ancora come caricaturista, con la ditta “Harper & Brothers” di New York.

Nel 1901 si sposò con Clara Fürst, figlia del noto pittore Gustav Fürst, dalla quale ebbe due figlie, Lore e Marianne.

Partecipò dal 1901 al 1903 alle mostre annuali della Secessione berlinese e, nel 1905, conobbe Julia Berg con la quale iniziò una relazione sentimentale che lo indusse a lasciare Clara.

Nel 1906 la nuova compagna gli partorì Andrea, il suo primo figlio maschio. Nello stesso anno l’artista soggiornò a Weimar e poi ancora a Parigi. Qui ebbe nuovamente contatti – questa volta di collaborazione – con l’Académie Colarossi.

Sempre nel 1906 fu chiamato dal “Chicago Sunday Tribune” per le illustrazioni di due nuove serie a fumetti: “Wee Willie Winkie’s World” e “The Kin-der-Kids”.

Nel 1908, a Londra, Lyonel sposò Julia; nel 1910 nacquero Laurence e Theodore Lux.

A Parigi conobbe Robert Delaunay col quale strinse una sincera amicizia. In questo periodo l’artista viaggiò molto: Londra, Parigi, Foresta Nera (sud-ovest della Germania), Normandia e ritorno a Berlino.

Il 1909 è l’anno in cui egli abbandonò in modo definitivo il mondo della caricatura per dedicarsi a pieno ritmo alla pittura. Partecipo ancora alla annuale manifestazione della Secessione berlinese.

Iniziò ad integrare l’arte pittorica con litografie e acqueforti.

Nel 1911 ritornò a Parigi ove partecipò con sei opere al Salon des Artistes Indépendants. È questo il periodo in cui Lyonel incominciava ad orientarsi verso il linguaggio cubista, grazie ai circoli frequentati insieme al suo amico Delaunay, di cui condivideva in pieno la strutturazione compositiva – ma soprattutto ripartitiva – del reale, rinnegando le regole prospettiche tradizionali. Il suo obiettivo era di andare oltre una semplice ricomposizione armonica, soffermandosi su un raggruppamento di elementi formali e coloristici riguardanti esclusivamente il fattore umano: “ma d’altra parte l’umanità è la sola cosa che mi interessa”.

L’influsso cubista, tuttavia, non riuscì a distogliere l’artista dalla lezione dei Fauves che gli smossero la sensibilità verso le nuove tendenze della pittura espressionista tedesca. Infatti nel 1912, a Berlino, strinse amicizia con diversi membri della Brücke, tra cui ricordiamo Karl Schmidt-Rottluff, Erich Heckel e Alfred Kubin. Grazie a queste conoscenze Lyonel poté partecipare all’esposizione dell’Herbstsalon del 1913. In seguito (1918), conoscerà anche alcuni componenti del Novembergruppe, un’associazione di artisti espressionisti nata nel 1918.

Feininger visitò i luoghi della Germania centrale, soprattutto quelli della Turingia, che dettero forti contributi alla sua pittura espressionista. È a Gelmeroda che si evidenzia più nitidamente la radice tematica delle sue creazioni artistiche.

Su invito di Franz Marc espose cinque sue opere insieme agli artisti del “Blaue Reiter”, poi, incitato dal mercante berlinese Herwart Walden, allestì una mostra nella galleria “Die Sturm” dello stesso collezionista.

Nel 1917 Walden l’aiutò ad allestire la sua prima importante mostra personale, nella quale espose 111 opere. Tale manifestazione permise all’artista, ormai quarantaseienne, di consolidare la propria celebrità.

Nel 1918 conobbe l’architetto Gropius, che l’anno successivo fondò a Weimar il Bauhaus. Feininger fu chiamato per primo all’insegnamento e gli fu richiesto di creare un’illustrazione xilografica per il manifesto del Bauhaus, che fu titolato “La cattedrale del socialismo”: in essa appare, per l’appunto, una cattedrale sormontata da una torre nella cui cima si concentrano tre raggi che corrispondono alle tre arti principali: pittura, scultura, architettura. L’immagine creata dall’artista fu molto apprezzata in quel periodo, grazie anche alla nuova configurazione delle problematiche formali sullo stile gotico nelle ricerche di Wilhelm Worringer (“Formprobleme der Gotik”).

Nel Bauhaus Lyonel richiese ed ottenne l’esonero dagli obblighi d’insegnamento e, quindi, il suo principale incarico divenne la dirigenza del settore tipografico. Nella scuola aveva stretti rapporti di lavoro con Klee e Kandinskij, assieme ai quali e con l’apporto esterno di Alexei Javlenskij, nel marzo del 1924, fondò il “Blaue Vier” (Quattro blu). Le ricerche del gruppo furono favorevolmente accolte dagli artisti che sentivano il bisogno di scostarsi, anche parzialmente, dalle principali tendenze del Bauhaus, quali il rigore strutturale e compositivo, l’orientamento del linguaggio formale e coloristico tendente alla primitività e la severa ricerca sul rapporto cromatico, nonché la risoluzione delle problematiche relative a spazio e luce. Il “Blaue Vier” invece accettava la libera creatività, soprattutto quella vista dal lato introspettivo, fondamento ereditato dal Blaue Reiter. Tuttavia tutto ciò non provocò traumi interni al Bauhaus, che, soprattutto nella fase di Weimer, ammetteva anche altre soluzioni alternative, purché non troppo divergenti, incoraggiando i pittori alla libera espressività; a tal proposito Vilmos Huszar, membro del De Stijl scriveva: “Della marmellata espressionista (quello che si usava fare al Bauhaus) … ognuno fa quel che gli suggerisce il suo umore del momento, ben lontano da ogni forma di responsabile disciplina …”.

Diversamente dai colleghi Klee e Kandinskij, l’attività didattica di Feininger fu nella scuola alquanto discontinua, tanto da non permettergli lo sviluppo di una sistematica propria teoria. Per tale ragione il suo apporto all’evoluzione del Bauhaus fu di scarsa importanza. Quando nel 1926 il Bauhaus si trasferì a Dessau, anche l’artista si spostò, continuando suo lavoro dentro il movimento. In questo periodo l’atmosfera politica tedesca si faceva sempre più rovente e il Partito Nazionalsocialista, già nella sua campagna elettorale del 1931 per le municipali di Dessau, chiedeva – tra l’altro – la chiusura della scuola, ritenuta un’istituzione rivoluzionaria che alimentava focolai di dissidenza e di sovversione.

A distanza di un anno i consensi del “Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori” (NSDAP) raddoppiarono, portando i nazisti al potere nella Sassonia-Anhalt. Il Bauhaus fu trasferito quindi a Berlino ma Feininger, assieme ad Alfred Arndt e Joost Schmidt, lo lasciò al suo destino.

Nel 1933 la Germania diventò nazista e Hitler sciolse tutte le istituzioni a lui contrarie: partiti, sindacati, scuole … . accusando il Bauhaus di kulturbolschevismus (bolscevismo culturale). In quel periodo Feininger ritornò a Berlino, ma qualche anno dopo (6 maggio 1936) fu costretto a fuggire dalla Germania: sua moglie Julia era di origini ebree e doveva essere sottratta alle persecuzioni naziste.

Rientrò quindi a New York dove continuò la sua attività artistica che integrò con nuovi e vigorosi contenuti coloristici, abbandonando progressivamente le forme cubiste: la sintesi monumentale del periodo precedente si trasformava così in una debordante armonia coloristica, fluida e vigorosa allo stesso tempo, in un crepitante sfaldamento formale e in una contaminazione di stesure velate echeggianti la tecnica dell’acquarello.

Negli Stati Uniti diventò molto famoso, soprattutto nel Minnesota, nel Kentucky, nello stato di New York, e quindi nel Michigan e nel Rhode Island.

Nel 1947 Feininger fu eletto presidente della “Federation of American Painters and Sculptors”.

Morì a New York il 13 gennaio del 1956.




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