"Il santo e sei compagni consacrati diaconi da San Pietro" di Carpaccio

Carpaccio

Carpaccio: Il santo e sei compagni consacrati diaconi da San Pietro
Il santo e sei compagni consacrati diaconi da San Pietro, cm. 148 x 231, anno 1511, Staatliche Museen di Berlino.

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Sull’opera: “Il santo e sei compagni consacrati diaconi da San Pietro” è un dipinto – non proprio autografo – di Carpaccio, appartenente al “Ciclo di S. Stefano”, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1511, misura 148 x 231 cm. ed è custodito negli Staatliche Museen di Berlino. 

Sul cartiglio, in basso nella estrema zona di destra, si legge la scritta “VICTOR CARPATHIVS / FINXIT M.D.XI”, che corrisponde alla firma ed alla data. Lo Zanetti nel 1771 rilevava che tale data era riportata anche sulla cornice originaria, quella in cui il telero venne posto in loco, insieme all’indicazione del “guardian grande” (allora in carica) del sodalizio: “Manfredus Lapicida et Collega conspicabilem picturam hanc tempore eorum regiminis posuerunt MDXI”.

 Nel 1820 il telero passò al mercante D. Weber, che lo cedette alla collezione Solly di Berlino, dalla quale pervenne agli  Staatliche Museen di Berlino.

La scena della consacrazione si svolge sulla gradinata d’ingresso al tempio (si veda anche il “Battesimo dei seleniti”). Sui gradini si descrive l’ “aneddoto” dell’anziana donna (seduta sul primo scalino) che ascolta le parole del bambino, e il pellegrino (figura che secondo il Muraro raffigurerebbe lo stesso Carpaccio) estasiato dal pio avvenimento. Dietro ai diaconi, stanno quattro donne vestite con abiti orientali e, in primo piano, a sinistra, un gruppo di turchi dialoganti tra loro.

Secondo il Fiocco, la realizzazione del presente telero spetta largamente al trevisano Francesco Bissolo (Treviso, 1470 – Venezia, 1554) ma la maggior parte degli studiosi propende per una preponderante autografia del Carpaccio.




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