Il "Ciclo di Santo Stefano"  di Carpaccio

Carpaccio

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Il santo e sei compagni consacrati diaconi da San Pietro, cm. 148 x 231, anno 1511, Staatliche di Berlino.
23 carpaccio - ciclo di santo stefano
La predica del santo, cm. 152 x 195, probabile anno 1514, Louvre, Parigi.
21 carpaccio - ciclo di santo stefano
La disputa nel sinedrio, cm. 147 x 172, anno 1514, Pinacoteca di Brera, Milano.
Santo Stefano in giudizio
Santo Stefano in giudizio: copia non autografa dell’opera andata perduta, 229 x 270 mm., Uffizi, Firenze
La lapidazione di Santo Stefano

La lapidazione di Santo Stefano, 149 x 170, anno 1520, Staatsgalerie, Stoccarda. (foto da Wikimedia Commons).

Sull’opera: Il “Ciclo di Santo Stefano” è una serie di cinque dipinti di Carpaccio, realizzati con tecnica a olio su tela tra il 1511 ed il 1520. Il complesso pittorico è custodito, in singoli elementi, nei vari musei d’Europa. Un dipinto, “Santo Stefano in giudizio”, è andato perduto. 

Originariamente il complesso pittorico si trovava in  una Scuola di Venezia, secondo il Molmenti (1906), nota fin dal 1298, ma dotata d’una propria sede solo dal 1437 (ampliata nel 1476), e d’una “mariegola” (termine indicante le regole costitutive) dal 1493.

La Scuola fu edificata di fronte alla chiesa di Santo Stefano, su terreno di proprietà agostiniana, ed è tuttora esistente come abitazione privata. L’istituzione era nata come un sodalizio divozionale fra i lavoratori di lana, tanto che prese il nome di “Scuola dei lanieri”.

Non si conosce il preciso periodo di quando i “teleri” furono commissionati al Carpaccio ma si conoscono esattamente le date di realizzazione dei singoli dipinti, che risultano vastamente spalmate nel tempo: dal 1511 al al 1520.

La Scuola declinò in concomitanza della caduta dell’arte della lana. Nel 1806, quando le opere furono confiscate dal governo napoleonico, il sodalizio era da tempo ormai cessato. Il Boschini (1674) nei suoi scritti, accennando al ciclo pittorico in esame, ipotizzava che fosse costituito da sei opere: cinque ‘teleri’ ed una pala d’altare.




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