I Nazareni

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L’arte dei Nazareni: la pittura e lo stile

Friedrich Wilhelm: Tunica macchiata di sangue
Friedrich Wilhelm: Tunica macchiata di sangue, Alte Nationalgalerie Berlino

Il nome Nazareni viene assegnato ad un ristretto gruppo di artisti appartenenti al movimento romantico tedesco, attivi a Roma agli inizi dell’Ottocento.

Incoraggiati in un primo momento dalle teorie di Wilhelm Heinrich Wackenroder e di Wilhelm August von Schlegel, si staccano dallo schema classico-accademico, orientandosi verso una nuova arte, fondata su patriottismo e soprattutto religiosità, con un linguaggio che conferisce caratteristiche arcaicizzanti, impiegando una forte pronuncia del tratto ed un cromatismo crudo fatto di pennellate uniformi.

Peter von Cornelius: Giuseppe spiega il sogno del faraone
Peter von Cornelius: Giuseppe spiega il sogno del faraone, Alte Nationalgalerie, Berlino

I giovanissimi artisti Franz Pforr (1788-1812) e Johann Friedrich Overbeck (1789-1869), nel 1809, istituiscono nella città di Vienna, la Confraternita di San Luca (la Lukasbund), facendo il giuramento di prestare sempre fedeltà alla verità, di contrastare gli schemi accademici e di far risorgere l’arte impiegando ogni mezzo. A Roma, dove soggiornano l’anno seguente, grazie alla conoscenza del direttore dell’Accademia di Francia ottengono il consenso di riunirsi nel convento di Sant’Isidoro del Pincio, insieme a nuovi seguaci.

Friedrich Overbeck, Italia e Germania, anno1811, Monaco di Baviera, Neue Pinakothek
Friedrich Overbeck, Italia e Germania, anno 1811, Monaco di Baviera, Neue Pinakothek

A causa delle loro eleganti capigliature e dei loro atteggiamenti monacali essi hanno preso il nome di “nazareni”. Nell’isolamento e nello stretto rapporto con tutta loro associazione filo-religiosa, in una consuetudine programmata con senso di fratellanza e povertà contemplativa, essi si prefiggono di perfezionare la pittura cercando di raggiungere alti ideali di semplicità e purezza, in opposizione agli schemi accademici del loro periodo.

Viene così riesaminato il modo di dipingere ed il linguaggio dell’arte sacra antica, con un’essenzialità di colore e di linee che trova il suo modello di riferimento in Beato Angelico, in Raffaello prima maniera e in alcuni maestri di paesi nordici come Van Eyck e Durer.

Friedrich Overbeck: Giuseppe venduto dai fratelli
Friedrich Overbeck: Giuseppe venduto dai fratelli, Alte Nationalgalerie, Berlino,

Il linguaggio artistico porta a compiti di alta responsabilità che diventano missione divina. L’arte viene elevata così al grado di verità di fede: l’origine celeste dell’arte sacra viene esaltata da Philipp Veit (1793-1877) con gli affreschi nel Casino Massimo a Roma (1819) dove Ariosto, Tasso e Dante,  sono rappresentati a fianco dei santi e dei Padri della Chiesa; e così tra il 1826 e il 1835, Peter Cornelius  rende sacri gli artisti nelle logge dell’Alte Pinakothek di Monaco e nell’Istituto Stadel di Francoforte con “Il Trionfo della religione nelle arti” (1829).

Un stile consacrato alla meditazione religiosa si riconosce anche nei ritratti, nell’aspetto intimo dei compagni raffigurati, pieno di raffinate correlazioni simboliche, tanto estraneo alla natura di coloro che li stanno commissionando.

Philipp Veit: Sette anni di abbondanza
Philipp Veit: Sette anni di abbondanza, Alte Nationalgalerie, Berlino

Il soffio vitale iniziale, ispirato dai maestri del Quattrocento, che accomuna i Nazareni dura pochissimo. Pforr muore giovanissimo, prima di compiere i 25 anni di età, Peter Cornelius viene chiamato con Heinrich von Olivier (1785-1841) e Julius Schnorr von Caroisfeld (1794-1872) a Monaco alle dipendenze di Ludwig I, allo scopo di trasformare la città in un immenso affresco nazionalistico e umanistico, rispettando lo schema del sovrano, sostenitore di una pittura a sfondo educativo e alla portata di tutti.

Il linguaggio dei Nazareni finisce per assumere un ruolo di pubblico dominio con i dipinti di Cornelius nel museo d’arte antica concepito da Klenze, la Glyptothek, di ispirazione greca (1819-30), e quelli eseguiti nelle logge dell’Alte Pinakothek (1826-30); così come il ciclo dei Nibelungen (dal 1827) negli affreschi di Caroisfeld nella residenza di Monaco.

Gli artisti Nazareni

Carl Joseph Begas , Peter von Cornelius, Franz Ludwig Catel, Johann Jakob Fink, Ernst Deger, Konrad Eberhard, Gebhard Flatz, Joseph Anton Fischer, Joseph, Führich, Franz Ittenbach, Carl Philipp Fohr, Heinrich Maria Heß, Konrad Hottinger, Joseph Anton Koch, Karl Müller, Andreas Müller, Wilhelm von Kaulbach, Leopold Kupelwieser, Johann Friedrich Overbeck, Ferdinand Olivier, Friedrich Olivier, Franz Pforr, Theodor Rehbenitz, Wilhelm von Schadow, Johann Scheffer, von Leonhartshof, Julius Schnorr von Carolsfeld, Ludwig Schnorr von Carolsfeld, Johann Anton Ramboux, Claudius Schraudolph, Eduard von Steinle, Josef Sutter, Philipp Veit, Johann von Schraudolph, Josef Wintergerst, Ludwig Vogel, Johann David Passavant.

Frammenti:

  • Il 10 luglio 1809, viene fondata la Confraternita della Lega di San Luca.
  • Overbock disegna l’emblema della Confraternita che verrà applicato sul retro di ogni dipinto. Nell’emblema è raffigurato San Luca circondato dalle lettere HWPOVS, ovvero le iniziali di Hottinger (Conrad), Wintergerst, Pforr (Franz), Overbeck, Vogel, Sutter.
  • Non rappresentano tematiche mitologiche, neanche eventi storici attuali, ma episodi dell’Antico e Nuovo Testamento e la vita dei santi.
  • I modelli femminili raffigurati nelle loro opere non sono mai ripresi dal vivo.
  • Hanno decorato la sala del Palazzo Zuccari, l’odierna Biblioteca Hertziana.
  • Nel 1819 I Nazareni allestiscono una mostra di Friedrich Schlegel in occasione dell’arrivo dell’Imperatore d’Austria, il quale non mostrerà tanta ammirazione.



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