Arte Cristiana

Il Cristianesimo arrivato dall’Oriente si espande con forza nei domini di Roma e si sostituisce all’ordine religioso, politico e morale dell’Impero.

Cresce fino ad essere la forza spirituale di riferimento del nuovo mondo e riceve da Roma una grande eredità: il concetto di universalità.

Roma diventa la sede ordinaria del capo di tale religione, il quale assiste e partecipa attivamente agli eventi, spesso drammatici, connessi al lento declino dell’Impero.

Il Cristianesimo riceve da Roma una grande eredità: il concetto di universalità.

Con la pace della Chiesa (nel 313) il culto cristiano ha un notevole sviluppo che continuerà, con forza sempre maggiore, anche dopo alcuni importantissimi eventi come la dislocazione della capitale a Ravenna (nel 409) nel periodo di Onorio, l’arrivo degli Ostrogoti dalle zone del Mar Nero, la scomparsa dell’Impero d’Occidente e la suddivisione della penisola italiana in due domini: Bizantino e Longobardo.

L’arte cristiana nasce con caratteristica puramente religiosa e conserverà la sua superiorità su tutte le altre espressioni artistiche dell’intero continente europeo.

L’origine e lo sviluppo dell’arte cristiana si deve soprattutto alle fonti classiche greche che furono trasferite a Roma, ma in parte anche a quelle orientali ed a quelle dei barbari.

In detta arte prende forza l’idealizzazione, la linearità e la coloristica, che sfoceranno nell’astrazione più pura dell’arte bizantina, a scapito della spazialità e della plasticità, nonché del cromatismo atto a conferire tali valori.

L’idealizzazione, la linearità e la coloristica dell’arte cristiana vengono però attenuate dal coefficiente barbarico che immette in essa forme rivestite di forze primordiali, integrandole ed accordandole allo spirito latino. Tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento l’elaborazione artistica cristiana è completamente compiuta.




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