Le forze di una strada di Umberto Boccioni

Umberto Boccioni

Le forze di una strada

Le forze di una strada, cm. 100 x 80 Proprietà Hangi Basilea

Alla pagina della seconda serie di opere di Umberto Boccioni

Sull’opera: “Le forze di una strada è un dipinto autografo di Umberto Boccioni realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1911, misura 100 x 80 cm. ed è custodito in una collezione privata a Basilea (1970).

Anche questa,come le altre opere del periodo, fu esposta nelle principali mostre futuriste europee del 1912. Il Boccioni la realizzò intorno alla fine del 1911, e, proprio per questo motivo, è collegata agli “Stati d’animo”, come scrisse Guido Ballo (1964) nel suo libro “Boccioni”  che parlando dell’opera in esame asseriva: “……. è in sostanza, uno stato d’animo”. Il cromatismo, chiaramente di stampo espressionistico, che Il Boccioni integra entro un impianto di più piani prospettici, mette in evidenza la risoluzione al problema della scomposizione spaziale cubista, nonostante venga fuori anche la piena indipendenza conferitagli dalla soluzione futurista.

L’impostazione prospettica spaziale continua a permanere, ma viene bruscamente interferita da un andare ritmico di linee-forza che si incontrano e poi divergono a seconda delle loro direttrici, mentre il cromatismo è cupo ma ricco di toni che vibrano piacevolmente. Nelle “Forze di una strada” vengono coerentemente confermate le tematiche basali della poetica del movimento futurista, e, cioè l’importanza per gli aspetti dinamici della vita moderna, vista soprattutto negli sviluppi avveniristici della dinamica e della meccanica.

Riportiamo alcune affermazioni dell’artista che risultano tra le più esplicative: “… lo spazio non esiste più: una strada bagnata dalla pioggia e illuminata da globi elettrici, s’inabissa fino al centro della terra. È questo un principio di deformazione che ubbidendo al principio di solidificazione ci fa usare di tutto le forze visive che ci sono pervenute con l’impressionismo. Intatti: se possiamo modellare l’atmosfera arricchendo e moltiplicando i componenti plastici di un oggetto e di un ambiente, è chiaro che non possiamo in questo dimenticare la luce, che è una qualità dell’atmosfera ed ha sempre forme e volumi definibili e perciò plasmabili: molte volte una luce, sia un raggio di sole che un raggio di lampada elettrica, interseca un ambiente con forza di direzione plastica preponderante. Questa corrente di luce è considerata nel quadro futurista come una direzione di forma che si può disegnare, che vive come forma e che ha il valore tangibile di qualsiasi altro oggetto”.




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