Assunzione della Vergine di Annibale Carracci

Annibale Carracci

Annibale Carracci: Assunzione della Vergine
Assunzione della Vergine, cm. 260 x 177 Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Seconda serie opere 

Sull’opera: “Assunzione della Vergine” è un dipinto autografo di Annibale Carracci realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1592, misura 260 x 177 cm. ed è custodito nella Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Storia: La conoscenza sull’opera in esame inizia dalla sua ubicazione nella cappella Bonasoni in S. Francesco a Bologna (fonte 1: Cavazzoni, 1603; fonte 2: Masini, 1666) Nel 1798 fu trasferita alla Galleria dell’Accademia di Bologna. In seguito, nel 1798, quest’ultima venne trasformata in Pinacoteca Nazionale. Prima, durante e dopo la trasformazione, il dipinto sostò per quasi un ventennio, alla “Raccolta Braidense” di Milano, per poi ritornare alla sede odierna (1924).

Certezza autografia: L’opera reca la data nella zona bassa, al centro, proprio sul basamento sepolcrale. Venne catalogata dal Cavazzoni nel 1603  come dipinto autografo di Annibale Carracci. Nel 1666 anche il Masini la citava e la riteneva autografa.

Ipotesi di cronologia:  Tutte le ipotesi sulla cronologia, che l’attribuivano al periodo 1594 – 1596 sono state sorpassate dalla data che ricomparve sull’opera (1592).

Ipotesi di attribuzione: Non esistono pareri contrari sull’autografia.

Cenni critici: Malvasia (1668) scrisse:  “[…] Ebbe in questa la mira Annibale al Tentoretto, ancorché ne’ panneggiamenti più erudito, e più magnifico, cercasse Paolo; La terribile invenzione de gli apostoli che in si varie, ma sì espressive attitudini, e bizzarri scorti, e-sprimono la premura nel loro ricerco, e la maraviglia, e la giudiziosa licenza di sbattimenti, & introduzione di scappate di lumi, così mi affatica l’ingegno, e m’ingombra la mente, che non so entrarne, ne uscirne.”

Ascendenze: Pittura dei veneziani del periodo, soprattutto quella di Tintoretto e di Tiziano (fonte: Malvasia, 1668)

Studi preparatori:  Uno studio preparatorio viene conservato a Windsor Castle (fonte: Wittkower, 1952)




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