Affreschi di Palazzo Fava di Annibale Carracci

Annibale Carracci

particolare del fregio nel camerino d'Europa: Giove si fa condurre da Europa
Particolare del fregio nel camerino d’Europa: Giove si fa condurre da Europa
particolare del fregio nel camerino d'Europa: Europa sale sul dorso del toro
particolare del fregio nel camerino d’Europa: Europa sale sul dorso del toro.
particolare del fregio nella sala di Giasone: Il simulato funerale di Giasone
Particolare del fregio nella sala di Giasone: Il simulato funerale di Giasone.
particolare del fregio nella sala di Giasone: Il trasporto della nave attraverso il deserto libico
Particolare del fregio nella sala di Giasone: Il trasporto della nave attraverso il deserto libico.

Seconda serie opere

Sull’opera: “Affreschi di Palazzo Fava” è una serie di dipinti autografi di Annibale Carracci realizzati con tecnica ad affresco nelle stanze di palazzo Fava a Bologna:

Il Palazzo Fava, l’attuale Hotel Majestic Baglioni, fu commissionato dal Conte Filippo Fava ed eretto a Bologna intorno al 1580. Ha sei stanze decorate ad affresco, tre delle quali – secondo gli storiografi del periodo – presentano la mano di Annibale Carracci e dei suoi fratelli. Le quattro opere raffigurate in questa pagina appartengono a due stanze: Camerino  d’Europa (le due in alto) e  la Sala di Giasone, mentre la terza stanza è una delle quattro camere dedicate ai fregi di ispirazione Eneidiana.

Camerino d’Europa (biennio di realizzazione 1583-84)

Un lungo fregio percorre tutte e quattro le pareti del “Camerino” alla base del soffitto a cassettoni con raffigurati episodi tratti dal mito del ratto di Europa. Le “storie” vere e proprie sono rappresentate nei riquadri posti al centro di ciascuna fascia. In ognuna di queste sono disposte, in entrambi i lati, coppie di satiri in monocromia, pannelli a grottesche ed una cariatide che separa gli estremi delle fasce medesime. L’assegnazione ad Annibale Carracci dell’intero fregio, che fu ipotizzata dal Malvasia (“In Casa Favi nel camerino contiguo alla sala grande tutto il fregio di capricciosi grotteschi, inseritivi quattro quadretti finti rapportati, con la favola di Europa rapita finalmente dal Toro, sul gusto affatto del Tiziano“), venne accettata in pieno dal resto degli studiosi di Storia dell’arte fino al 1956, quando l’Arcangeli, riesaminando a fondo le prime opere dei Carracci, assegnava al fratello Agostino la realizzazione dei primi due episodi (“Giove mutato in toro” e “Giove si fa condurre da Europa”) e ad Annibale i rimanenti due riquadri (Europa sale sul dorso del toro e il “Ratto d’Europa”). Sempre nello stesso anno il Calvesi tolse ad Annibale anche l’attribuzione del “Ratto d’Europa” ma, 10 anni più tardi, nel 1966, la Ottani riconsegnò all’artista la realizzazione dell’opera completa.

L’ipotesi della Ottani, che al fratello maggiore attribuiva soltanto la realizzazione dei satiri e delle pitture a grottesche, venne accolta con favore anche da Posner nel  1971.

Sala di Giasone (biennio di realizzazione 1583-84)

Lungo le quattro pareti della grande sala del Palazzo, sotto il soffitto a cassettoni, vengono rappresentate diciotto storie tratte dalle eroiche avventure di Giasone. Gli episodi sono racchiusi in riquadri disposti come segue: cinque che si contrappongono sulle pareti più grandi e quattro su quelle più piccole. Tra una scena e l’altra sono interposte, in monocromia, ventidue divinità. Ogni parete inizia e termina con una divinità, cioè una figura in più ogni per ogni serie (5+1, 5+1, 4+1, 4+1, per un totale di 22).




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