La sorgente di Segantini

    

Giovanni Segantini

Giovanni Segantini: La sorgente
La sorgente, cm. 48 x 51 Milano eredi del pittore Giuseppe Mascarini.

Opera successiva

Sull’opera: “La sorgente” è un dipinto autografo di Giovanni Segantini realizzato con tecnica ad olio su cartone nel 1894 , misura 48 x 51 cm. ed è custodito a Milano dagli eredi del pittore Giuseppe Mascarini.

L’opera reca sulla zona bassa a destra le sole iniziali “G. S.” di Giovanni Segantini; sul retro porta l’etichetta di Alberto Grubicy  con la scritta “Alberto Grubicy – Galleria d’arte moderna – Via Cairoli N. 2. Proprietario editore delle opere dei pittori Segantini, Previati ed altri” L’opera, sempre sul retro, reca anche una scritta autografa di Vittore Grubicy con la seguente dichiarazione: “Questo cartone vigorosamente improntato da Giovanni Segantini ebbe la stessa sorte dell’assicella trovata dal Dottor Ravasio: fu adoperato dai bambini di Segantini come bersaglio per tiro a segno allo schioppetto ad aria e per proiettile la puntina col piumaccetto.

Se ne contano (invece che “ne ho contati”, cancellato con una riga) qua e là più o meno forti molti di questi colpi. Il motivo di questo abbandono in balia dei bimbi fu certo per Segantini la non soddisfacente impostazione della composizione. Il modo magistralmente rapido in cui è impostata la figura, la vita di quella pianta e quello sfondo sono degni del Maestro e meritano esser messi in salvataggio – Vittore Grubicy de Dragon”. Questa scrittura fu autenticata in data 20.04.1936 da Gottardo Segantini, che descrisse dettagliatamente l’opera precisandone la cronologia (1894) e l’intento del padre, definendola uno “studio preludio” alle opere Dea d’amore e L’amore alla fonte della vita. Da quanto si sa sulla storia fisicamente burrascosa di questo importantissimo studio è, che oltre a essere servito da bersaglio per i giochi dei bambini, fu applicato con collanti ad un cartone più grande ed ampliato ai lati (2,5 e 4 cm.) con ulteriore apporto di cartone con successiva definizione pittorica.

Appartenne a I. Pacchioni a Milano, e fu esposto nel 1970 nella stessa città con il n° 9.




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