La "Basilica di San Michele" a Pavia

Nella foto: la facciata della chiesa di S. Michele a Pavia

Chiesa di S. Michele a Pavia
Chiesa di S. Michele a Pavia

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Sulla chiesa in esame: La “Basilica di San Michele”, si trova a Pavia, fu costruita nei secoli XI-XII ed è di arte “Romanico lombarda”. 

 La Basilica di San Michele è uno dei luoghi sacri di Pavia e costituisce un vero e proprio “gioiello” di stile Romanico lombardo.

STORIA

La prima costruzione, edificata in onore di San Michele Arcangelo, risale al periodo longobardo e fu realizzata nel luogo in cui si trovava in precedenza la cappella del Palazzo Reale. Tale edificio veniva considerato come chiesa delle incoronazioni, perché nel suo interno, nel corso dei secoli, venivano celebrate le incoronazioni di re italici, come Berengario I, Lodovico III, e tra tutti Federico I (il Barbarossa), nel 1155. Nel 1004 però, un terribile incendio la distrusse, così alla fine del XI secolo fu riedificata e i lavori furono ultimati nel 1155.

ESTERNO

La chiesa ha un color ocra derivato dall’uso della pietra arenaria, utilizzata sia per la costruzione dell’edificio che per le decorazioni. La facciata è a capanna ed è caratterizzata da quattro semipilastri che dividono la sua superficie in tre parti, aventi ognuna il proprio portale strombato. Nella parte centrale della facciata si distinguono tre bifore a doppia ghiera, e al di sopra di esse, compaiono tre monofore e ancora poco sopra, un’apertura a forma di croce e due aperture a forma circolare ai lati di quest’ultima. Lo scopo di tutte queste finestre è di permettere il passaggio della luce all’interno dell’edificio sacro e in particolar modo nella navata principale. Nelle parti laterali, sopra i portali, si trova invece una sola bifora, avente anch’essa la stessa funzione delle altre aperture. Lungo gli spioventi è presente una loggetta costituita da ventuno arcatelle. Molti sono i rilievi che adornano la parte inferiore della facciata, realizzati in arenaria, raffiguranti soggetti biblici, uomini, animali, angeli, mostri, draghi, figure reali e immaginarie, che oggi però sono profondamente danneggiati per l’azione degli agenti atmosferici. Anche il transetto ha una facciata, assai meno elaborata di quella principale della basilica.

INTERNO

La pianta della basilica è a croce latina, è orientata ( ha l’abside rivolta verso oriente) e ha un transetto molto sviluppato. Si divide in tre navate con volte a crociera, fa eccezione il transetto che invece presenta una volte a botte. La navata centrale ha un’ampiezza doppia rispetto a quelle laterali. I pilastri non sono tutti uguali, ma si alternano pilastri di dimensioni maggiori ad altri più piccoli. Tali pilastri presentano dei capitelli molto elaborati che rappresentano scene bibliche, con soggetti come Caino e Abele, Adamo ed Eva, Abramo e Isacco, e tanti altri ancora. Sopra il transetto compare una cupola abbastanza grande. Le navate laterali hanno i matronei. Sotto l’abside si trova l’altare in marmo del 1383, attribuito a Giovannino de Grassi, sul quale compare nel centro San Michele Arcangelo ed ai lati, i Santi Eleucadio ed Ennodio. Dietro l’altare si trova la Maestà, un imponente complesso realizzato in legno dorato risalente al Seicento. Sotto l’altare è posta la cripta, divisa in tre navate da colonnine differenti una dall’altra. All’interno della basilica è custodito il “Crocifisso di Teodote”, proveniente dal Monastero di Teodote e giunto in questo luogo in seguito ai moti insurrezionali del 1799.

Serena




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