Basilica di San. Miniato al Monte

Nella foto: La facciata della Chiesa

Basilica di San. Miniato al Monte
Basilica di San. Miniato al Monte

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Sulla chiesa in esame: La “Basilica di San. Miniato al Monte”, iniziata sotto il vescovo Ildebrando e continuata da Enrico II, si trova a Firenze, fu costruita nel secolo XI ed è di arte “Romanica Italiana”. 

La Basilica di San Miniato al Monte sorge nella città di Firenze ed è un esempio di arte Romanica fiorentina. Tale edificio fu dedicato a San Miniato, il primo martire della città, ucciso in seguito alle persecuzioni anticristiane volute dall’imperatore Decio intorno al 250 d.C.

 STORIA:

La costruzione realizzata proprio dove il Santo andò a morire, dopo essere stato decapitato, iniziò nell’XI secolo per volontà del vescovo Ildebrando e terminò nel XIII. Nell’annesso convento prima si stabilirono i monaci Benedettini, poi i Cluniacensi ed infine la comunità Olivetana che ancora oggi lo abita.

ESTERNO

Il corpo della chiesa si divide in tre parti principali: inferiore, mediana e superiore. Lungo la facciata principale corrono due trabeazioni in pietra. La facciata, nella parte inferiore, è caratterizzata da archi (cinque in tutto) sorretti da colonne in marmo verde, con basi e capitelli di marmo bianco stile corinzio. I frontoni laterali realizzati con marmo bianco di Carrara e verde di Prato, presentano delle figure romboidali. Nella parte centrale della facciata si trova un pronao tetrastilo e nella parte superiore di questo è possibile ammirare il mosaico risalente al 1260 che rappresenta Cristo in trono benedicente fra la madre Maria e San Miniato. Il frontone presenta nove archi sormontati da motivi ornamentali e da una croce. Sulla sommità spicca un’aquila, simbolo della corporazione che per anni si occupò del mantenimento della chiesa.

INTERNO

L’interno della basilica mostra tre navate, il presbiterio e il coro rialzati, un pavimento ad intarsio marmoreo e, tra il coro e il presbiterio, un pulpito romanico del 1207. La parte superiore dell’abside è decorata da un mosaico, con lo stesso tema di quello proposto nella facciata, e ciò fa supporre che tali opere siano state portate a compimento dallo stesso artista. Al centro della navata maggiore c’è la Cappella del Crocifisso, un’edicola realizzata su disegno di Michelozzo nel XV secolo per custodire un venerato Crocifisso che ora è stato traferito in un altro luogo sacro. Immediatamente sotto il presbiterio si trova la cripta, la parte più antica della chiesa, che ha la stessa lunghezza della struttura sovrastante e ben trentotto colonne che la dividono in sette navate: tre centrali e quattro laterali. Proprio nella cripta si trovano degli affreschi di Taddeo Gaddi risalenti al 1341. Un ciclo di affreschi di Spinello Aretino, sulla Vita di San Benedetto, si può ammirare nella sacrestia. Nella navata sinistra, costruita nel XV secolo, compare l’unica cappella funeraria della basilica, la Cappella del Cardinale del Portogallo, morto a Firenze mentre svolgeva il ruolo di ambasciatore. La pala d’altare e alcuni affreschi presenti sono da attribuirsi ad Antonio e Piero del Pollaiolo, la progettazione della cappella ad Antonio Rossellino, la tavola dell’Annunciazione ad Alessio Baldovinetti mentre il soffitto, con cinque medaglioni, a Luca della Robbia. Il campanile crollato nel 1499 fu ricostruito a partire dal 1523, grazie all’opera di Baccio d’Agnolo e i lavori terminarono nel 1535, sebbene interrotti durante l’assedio di Firenze del 1530. Il monastero annesso alla chiesa venne ricostruito nel 1426 con i proventi forniti dall’Arte di Calimala, la corporazione dei mercanti dell’Arte della Lana, e fu chiamato a contribuire a tale realizzazione, per la parte pittorica, Paolo Uccello, che si occupò anche degli affreschi del chiostro, portando a termine le Storie della vita dei Santi Padri.

Serena




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