Aerografia: impianto aerografico

Aerografia: L’aerografo è uno strumento che serve a stendere il colore su qualsiasi genere di supporto senza l’ausilio del pennello. Esso, per poter funzionare, necessita di un “compressore”. Per compressore si intende un impianto composto da due elementi ben distinti: motore elettrico trainante e compressore vero e proprio, configurato a pistone o a membrana, a lubrificazione tipo “bagno d’olio”, o a “sbattimento”, con o senza bombola/serbatoio, che aspira aria dall’atmosfera, la comprime (5-30 kg/cmq. a seconda della grandezza e potenza dell’impianto con bombola) e, tramite tubazione a pressione con valvola riduttrice detta di “taratura” (consigliati 1 – 2 ed anche in casi rari 3 atmosfere a seconda della densità del colore) arriva all’ugello eiettore risucchiandosi la pittura.

L’aerografo vero e proprio o la celeberrima aeropenna, che in alcuni casi assomiglia ad una pistola a spruzzo ma di grandezza quasi pari ad una comune penna, è corredata di serbatoio per il colore che può essere del tipo  “a caduta” o “a pescaggio”. La penna ha un piccolo tasto aria/colore che pigiato dal dito lascia correre l’afflusso dell’aria, facendola miscelare con il colore il quale, per effetto di una legge fisica, viene aspirato e trascinato in quantità variabile a seconda di quanto viene spinto indietro l’ago. L’aria e il colore vengono così a combinarsi in una mistura nebulizzata che esce dall’ugello situato sulla punta della penna. Nel piccolo serbatoio dell’aerografo si possono immettere colori di diversa natura, acrilici a base di acqua, chine, acquerelli e, altri tipi di vernici a solvente, nel caso che la guarnizione interna fosse in teflon. Il suo utilizzo è molto vasto, dal campo delle illustrazioni, alla pittura, alla decorazione dei più svariati oggetti compresi motocicli e autovetture, muri, o qualsiasi altro supporto preventivamente preparato. 

Le tecniche arti visive




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