Pittore Andrea da Firenze o Andrea di Bonaiuto

Andrea di Bonaiuto (Firenze, 1343 – Firenze, 1377)

dettaglio della decorazione nel Cappellone degli Spagnoli
un’opera dell’artista: dettaglio della decorazione nel Cappellone degli Spagnoli, Esaltazione dell’ordine domenicano

Biografia

Andrea di Bonaiuto (anche Bonaiuti), o Andrea da Firenze nacque nel capoluogo toscano nel 1343 e morì nella stessa città nel 1377.

Intorno al 1365 Andrea realizzò quello che oggi viene considerato il suo capolavoro: la decorazione della sala capitolare (Cappellone degli spagnoli) in Santa Maria Novella, commissionata dai domenicani come opera di propaganda ideologica di quell’ordine.

Il livello artistico degli affreschi non viene considerato di alto pregio ma le varie raffigurazioni, per la loro vivacità cromatica e per la cura del particolare, hanno da sempre destato un grande interesse pubblico.

 Giorgio Vasari nelle sue “Vite” non attribuì quel lavoro ad Andrea ma a Simone Martini (Siena, 1284 circa – Avignone, 1344) e a Taddeo Gaddi (1300 circa – 1366).

John Ruskin invece, pur non assegnandoli ad alcuno, li celebrò rendendoli noti, mentre il Cavalcaselle li riconsegnò al Bonaiuto.

La pittura dell’artista, che operò in contemporanea con l’Orcagna (notizie dal 1343 al 1368), difetta di originalità sia nella stesura cromatica che nei temi, anche se considerata di grande vivacità nella rappresentazione, assai vicina alla scuola senese: si pensi a Ambrogio Lorenzetti (Siena, ca. 1290 – Siena, 1348) e, in modo particolare, a Bartolo di Fredi (Siena, 1330 circa – Siena, 26 gennaio 1410) [Grande dizionario enciclopedico Utet, Torino 1989].

Le scene più interessanti si trovano sulle due pareti (sinistra e destra), dove vengono raffigurati il “Trionfo di San Tommaso” e la “Esaltazione dell’ordine domenicano”.

Andrea affrescò anche  le (tre) “Storie della vita di san Ranieri” nel Camposanto di Pisa (databili 1377).

All’artista viene anche assegnato un trittico nella chiesa del Carmine, come pure un dipinto (oggi all’Historical Society di New York).

Secondo il Berenson alcune sue opere si trovano presso la Galleria dell’Accademia ed altri musei internazionali.

Per gli studiosi, Andrea fu quello che fra tutti gli artisti fiorentini subì il maggior influsso della pittura senese.




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