Angiolo (1858-1923), Ludovico (1866-1841) e Adolfo Tommasi

 I TOMMASI: ANGIOLO (1858-1923), LUDOVICO (1866-1841) E ADOLFO (1851-1933)

Silvestro Lega, a causa delle sue sfortunate risorse finanziarie,  viene ospitato a lungo nelle ricche residenze dei livornesi Tommasi. Nella villa di Bellariva, Silvestro Lega tra il 1880 e il 1885, insegna la sua maniera di dipingere ai due fratelli Angiolo (1858-1923) e Ludovico (1866-1941) e, al cugino Adolfo (1851-1933). Ludovico, avendo una personalità più decisa,  rimarrà legato a quegli insegnamenti, portandoli avanti per tutta la sua carriera artistica come puro macchiaiolo, Angiolo svilupperà la sua tecnica macchiaiola avvicinandosi alla pittura di Fattori, mentre Adolfo sarà influenzato dalla pittura verista.

 Ottengono i loro primi successi contemporaneamente all’Esposizione livornese del 1886, partecipando in seguito a tutte le altre manifestazioni e creando entusiasmo tra il pubblico. Hanno un grande successo anche all’esposizione fiorentina del 1896. Fra i tre, Ludovico è il più conosciuto ed apprezzato pittore macchiaiolo ed è anche un buon musicista, suonatore di violino. Frequenta le “Giubbe rosse”, che sono per lui un punto di collegamento con i nuovi movimenti artistico-letterari.

Un’opera di Angiolo Tommasi:

Angiolo Tommasi - Lega che dipinge
Angiolo Tommasi – Lega che dipinge, cm. 30,8 x 19, Collezione privata, Livorno.

Bibliografia:

  • “Antologia dei Macchiaioli, la trasformazione sociale e artistica nella Toscana di metà 800”, PT. Panconi, Pisa, 1999.

  • “I Macchiaioli, dipinti inediti o poco conosciuti”, T. Panconi, Pisa, 1999.

  • “Il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo toscano”, T. Panconi, Pisa, 2009.

  • “Caffè Michelangiolo”, Piero Bargellini, Vallecchi editore, Firenze, 1944.




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