Pittore Antonio Maria da Carpena, detto il Carpenino

Il Carpenino (Carpena, … – 1564 circa)

San Girolamo penitente
Sopra, un’opera dell’artista: San Girolamo penitente, Museo diocesano, La Spezia

Biografia

Artista rinascimentale, Antonio da Carpena, viene annoverato dagli studiosi come un attivo membro della corrente di Perin del Vaga.

Del pittore il esame non si conosce l’esatta data di nascita ma si ha la certezza che nacque a Carpena (firmava le sue opere affermando la propria origine spezzina), nei pressi di La Spezia.

Suo padre si chiamava Giovanni Maria, noto anche con il solo appellativo di “Carpena”.

Per quanto riguarda la prima formazione artistica non si hanno notizie certe, ma si pensa che abbia svolto il suo apprendistato presso la scuola d’arte pittorica di La Spezia della prima metà del Cinquecento.

 Le sue prime opere, ufficialmente commissionate dall’amministrazione spezzina risalgono al 1530, come viene testimoniato dalla ricevuta di pagamento per la realizzazione di uno stendardo.

Nel 1533 Antonio doveva essere un pittore già affermato poiché la rappresentanza cittadina lo incaricava di eseguire alcuni dipinti per onorare papa Clemente VII (Firenze, 26 maggio 1478 – Roma, 25 settembre 1534) in occasione del suo ritorno da Marsiglia ove aveva celebrato, il 28 ottobre dello stesso anno, il matrimonio di Caterina de Medici (sua nipote) con Enrico Delfino di Francia (figlio di Francesco I).

Alla Spezia viene custodia la pala della Gloria di San Nicolò da Tolentino, l’opera più significativa di Antonio da Carpena, realizzata nel 1539 e attualmente godibile Museo Diocesano della stessa città, mentre un piccolo dipinto con la raffigurazione di un San Gerolamo penitente si può ammirare nella biblioteca civica “U. Mazzini” entro il Palazzo Crozza. Una sua Madonna in trono e santi si trova nella chiesa di S. Francesco a Sarzana. Sempre nella stessa città, appartenente alla Collezione Podestà, si trova un’altro San Girolamo. Una Madonna con i santi Francesco e Agostino, realizzata nel 1540 (assai danneggiata nel corso della seconda guerra mondiale), è custodita presso la Soprintendenza di Genova.

L’attività artistica di Antonio nella parte orientale ligure è documentata fino al 1552. Non si conosce la data della sua scomparsa, che tuttavia si dovrebbe aggirare intorno agli anni Cinquanta, o Sessanta, comunque entro il 1563: esiste infatti un atto notarile [il 23 marzo 1564, Apelle, suo figlio, si definisce “quondam Antonii pitoris de Spedia” ], datato 1564, ove l’artista viene dichiarato deceduto.




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