Pittore Pietro Aquila

Pietro Aquila (Marsala, 1630 circa – Alcamo, 1692)

Ritratto di Livio Odescalchi da Jacob Ferdinand Voet
Sopra, un’incisione dell’artista: Ritratto di Livio Odescalchi da Jacob Ferdinand Voet, 1677, Walters Art Museum, Baltimora.

Biografia: Pietro Aquila, o dell’Aquila, nacque in Sicilia (per alcune fonti a Marsala, altre invece indicano Palermo) intorno al 1630 (anche sull’anno non c’è sicurezza).

Ciò che è sicuro è che la sua formazione artistica si forgiò nella bottega del pittore-incisore palermitano Pietro del Pò (Palermo, 1610 – Napoli, 22 luglio 1692).

In quell’ambiente l’allievo poté quindi apprendere sia l’arte pittorica che quella che lo fece diventare famoso: l’incisione.

Il del Pò, la cui celebrità oltrepassava i confini regionali, portava con sé il giovane allievo anche fuori della Sicilia, prima a Napoli e poi anche a Roma.

A Palermo Pietro aquila lasciò diversi lavori, tra cui ricordiamo “La parabola del figluiol prodigo” e “Abramo e Melchisedec” (entrambi custoditi nella Chiesa della Pietà), alcuni affreschi nella chiesa di Santa Cita e diverse tele nella chiesa di Santa Maria delle Vergini.

Fattosi prete si recò nella capitale, ove conobbe la notorietà, grazie soprattutto all’attività da incisore che egli sviluppò impiegandola sulle opere dei grandi esponenti del Rinascimento (soprattutto Raffaello) e del Barocco (principalmente Annibale Carracci, tra le cui opere incise anche gli affreschi di Palazzo Farnese). Realizzò anche incisioni di dipinti di Pietro da Cortona, Ciro Ferri e Lazzaro Baldi.

Morì ad Alcamo nel 1692.




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