Pittore Antonio Aquili, o meglio, Antonio di Benedetto degli Aquili

Aquili Antonio (Antoniazzo Romano) (1430/35 – 1508/12)

L'Annunciazione
Sopra, un’opera dell’artista: L’Annunciazione, Santa Maria sopra Minerva, Roma.

Biografia

Antonio Aquili, o meglio, Antonio di Benedetto degli Aquili, conosciuto come Antoniazzo Romano, nacque probabilmente a Roma tra il 1430 e il 1435 e morì tra il 1508 e il 1512.

Esso è considerato come uno fra gli artisti più importanti della scuola romana rinascimentale.

La sua formazione artistica risente gli influssi di Benozzo Gozzoli, di Beato Angelico e, soprattutto, di Melozzo da Forlì (suo coetaneo), nonché di Piero della Francesca.

Si pensa che tra il 1464 e il 1465 avesse collaborato con lo stesso Melozzo agli affreschi della cappella Bessarione in Santi Apostoli a Roma.

 Attualmente la sua prima opera pervenutaci è la “Madonna col Bambino” (1464, custodita a Rieti), a cui segue il trittico (1467) nella Chiesa di San Francesco a Subiaco.

Tra il 1480 ed il 1482 lavorò con il Perugino nella Cappella Sistina. Il pittore raggiunse il massimo della sua popolarità proprio a Roma nel periodo compreso tra il 1475 e il 1490 (risale al 1475 circa la “Madonna di papa Leone I”, attualmente alla National Gallery di Dublino).

Nei primi anni dello stesso periodo Antoniazzo affrescava in Vaticano insieme a Domenico Ghirlandaio e, più tardi, con Melozzo.

Recentemente è stato attribuito ad Antoniazzo il ciclo delle “Storie dell’invenzione della vera croce”, realizzate intorno alla fine del Quattrocento nella calotta absidale nella chiesa romana di Santa Croce in Gerusalemme, opera precedentemente assegnata al Pinturicchio.

Altro capolavoro dell’artista  è il “Trionfo di Gentile Orsini”, un affresco godibile nel Castello di Bracciano.

Riferiti al 1483 (circa) sono gli affreschi realizzati nel presbiterio della chiesa di San Giovanni Evangelista a Tivoli, che descrivono “uno dei capisaldi fondamentali per la storia della pittura del Rinascimento nel Lazio” [Paolucci].

Antoniazzo ebbe contatti con pittori viterbesi (probabilmente con il Pastura e con Lorenzo da Viterbo) e dell’Alto Lazio. La penultima opera, infatti, è la pala di Santa Maria del Prato a Campagnano di Roma realizzata nel 1497, di cui ci è pervenuto soltanto un frammento (attualmente al Museo civico di Viterbo).

L’ultimo lavoro del pittore è datato 1500 e rappresenta l’”Annunciazione e il cardinale Torquemada” (oggi nella basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma).

Bibliografia:

  • Antonio Paolucci, Antoniazzo Romano. Catalogo completo dei dipinti, anno 1992, Firenze.

  • Dizionario della pittura e dei pittori, anno 1994 ed.  Einaudi.

  • Giulio Carlo Argan, Da Giotto a Leonardo, Vol. n° 2, ed. Sansoni.




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