Pittore Pietro Avogadro

Pietro Avogadro (Brescia, 1667 – Brescia, 22 marzo 1737)

, Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Antonio da Padova, chiesa di San Carlo, Brescia.
Sopra, un’opera dell’artista: Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Antonio da Padova, chiesa di San Carlo, Brescia.

Biografia

Pietro Avogadro secondo la Calabi – in riferimento alla restaurazione ed al completamento degli affreschi nella chiesa di S. Agata a Brescia, a cui seguì, nel 1683, la ricostruzione del coro – nacque intorno al 1660. L’artista, assistente di Pompeo Ghitti (1631-1703 o 1704) all’epoca di quei lavori, avrebbe avuto circa ventitre  anni.

Per Camillo Boselli, invece, la data di nascita corrisponderebbe al 1965 [Boselli, p. 149], che la ricavò dall’archivio parrocchiale della chiesa di San Giovanni Evangelista (Libro undicesimo dei morti 1706-1747). In quel volume, sotto la voce “marzo 1737”, appare la scritta: “Adì 22 d.o S. Pietro Avogadro ricevuti li SS.mi Sag.mti morì in età d’anni 70 e fu sepolto in q.a Ch.a” [Begni Redona 1981, p. 45].

Facendo riferimento alla data di nascita corrispondente all’anno 1667, trova giusta collocazione cronologica l’apprendistato (a sedici anni) presso il Ghitti all’epoca dei restauri in Sant’Agata.

Il linguaggio pittorico dell’Avogadro si allineò globalmente alla tradizione post manieristica veneto-bresciana, che integrò con la sua briosa ed efficace capacità assimilativa, spesso eclettica, come già fecero prima di lui altri manieristi, tra i quali ricordiamo Pietro Marone (Brescia, 1548 – Riva di Solto, 1625) [Begni Redona 1981, p. 46].

Nelle opere della maturità (Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Antonio da Padova, chiesa di San Carlo; Martirio dei santi Crispino e Crispiniano, la chiesa di San Giuseppe) si evidenzia un allineamento del pittore alla coloristica veneta [Begni Redona 1981, p. 46]

Federico Nicoli Cristiani nel 1807, riguardo le doti d’acutezza dell’artista, scrisse: “Riuscì bizzarro nelle invenzioni, eccellente nel disegno, specialmente ne’ nudi, e felice nel colorito” [Nicoli Cristiani, p. 129].

Bibliografia:

  • Federico Nicoli Cristiani, Della vita e delle pitture di Lattanzio Gambara: memorie storiche, anno 1807, Brescia.

  • Morassi, Catalogo delle cose d’arte e d’antichità d’Italia: Brescia, anno 1939, Roma, riferimenti alle pagine 49, 84, 243, 352, 353, 359; U. Thieme-F. Becker, Künstler-Lexikon, II, p. 281.

  • Camillo Boselli (in Memorie storiche della Diocesi di Brescia), Gli artisti bresciani nei primi sei volumi del Dizionario biografico degli Italiani, volume primo, fascicolo IV, anno 1965.

  • Pier Virgilio Begni Redona, Francesco Savanni, Brescia pittorica 1700-1760 (in AA. VV.): l’immagine del sacro, Grafo, anno 1981, Brescia.

  • Pier Virgilio Begni Redona (in A.A.V.V.), Pitture e sculture in San Faustino, La chiesa e il monastero benedettino di San Faustino Maggiore in Brescia, Editrice La Scuola, anno 1999, Brescia.




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