Il colore Azzurro

Pagine correlate:  Colori – Bruno – Bianco – Giallo – Nero – Rosso – Verde – Violetto – Teoria del colore – Trementina – Olio

Colore azzurro

Per la tavolozza del pittore, l’azzurro è un colore di fondamentale importanza. Ha una gradazione fredda, ed il suo impiego è soprattutto indicato per ottenere tonalità leggere e delicate. Con il suo contrasto riesce a ravvivare tutte le tinte che gli vengono accostate.

L’azzurro è un colore che se viene mescolato col giallo forma il verde, mentre col magenta genera gamme violette. L’azzurro ha come colore complementare l’arancione. Ad eccezione di alcuni pigmenti, tra i quali l’oltremare naturale (lapislazzuli) e l’indaco naturale, gli altri colori di tono azzurro sono tutti dei derivati minerali, ottenuti con procedimenti artificiali.

I più importanti tipi di azzurro:

Colore Azzurro celeste (Stannato di cobalto).

Azzurro ceruleo (Zincato di cobalto).

Azzurro di cobalto (Ossido di cobalto).

Il cobalto

è un colore bellissimo e solidissimo. È uno dei più preziosi nella pittura in genere e nella tecnica della paesaggistica. Si può mescolare tranquillamente  con tutti i bianchi e con tutti gli altri colori fissi, senza subire o far subire alterazioni nel tempo; quando viene mescolato ai bianchi, genera gradazioni azzurrine, che conferiscono valenze di luminosità insuperabili. Combinandolo con i vari gialli di cadmio, si possono ottenere solidissimi tipi di verde. Questo colore è indispensabile per l’artista, soprattutto nella tematica paesaggistica. Spesso, nelle botteghe delle belle arti, se ne trovano di due tipi: il chiaro e lo scuro. Tende leggermente a scurirsi ed a dominare sui colori con cui viene mescolato, ed è quindi consigliabile aggiungere un pizzico di blu di Prussia, per ovviare a questi inconvenienti. Talvolta,  possiamo correggere il blu di cobalto e l’azzurro oltremare anche con terre verdi chiare. Nella tecnica dell’affresco, questo blu si può usare con tutta sicurezza, sostituendolo all’oltremare di tipo artificiale, che non dà garanzie. È  sempre conveniente intervenire con aggiunte di terra verde per dargli consistenza e solidità.

Colore Azzurro di lapislazzuli (Oltremare naturale)

L’azzurro di lapislazzuli, meglio conosciuto con il termine “oltremare” naturale, si ricava dalla pietra di lapislazzuli. Di azzurro oltremare, vi sono di vari tipi  comprendenti un’ampia gamma di gradazioni, che va dal celeste cobalto all’oltremare e al grigio tendente all’azzurro..

Colore Azzurro oltremare (Allumina carbonato di soda e zolfo)

In commercio vi sono tre tipi di azzurro oltremare: oltremare chiaro, oltremare medio e oltremare scuro. Oggi il caratteristico pigmento “oltremare”, ricavato dal lapislazzuli, viene tranquillamente sostituito dall’oltremare sintetico che ha le stesse caratteristiche, meno quella del costo e della difficile reperibilità. È un colore ricco e molto solido, resistentissimo al tempo, alla luce ed agli agenti atmosferici. Lo possiamo mescolare con tutti i colori fissi, ad esclusione di quelli che contengono piombo (bianco d’argento, bianco di piombo, giallo di cromo ecc.).

Colore Azzurro di Prussia (Cianuro di ferro).

Questo è un colore velenoso. È caratterizzato da un numero indefinito di difetti. Tinge potentemente ed occorre quindi adoperarlo con molta prudenza. Si altera facilmente anche allo stato puro, ed altera le tinte con le quali viene mescolato. Diventa pericoloso quando viene combinato con la biacca (bianco d’argento), col bianco di zinco, con tutti i gialli di cadmio (chiaro, medio e scuro), con le terre naturali, con il rosso di Venezia ed anche con il verde smeraldo. Nelle realizzazioni di  paesaggi, talvolta è indispensabile per ottenere luminosi e corposi verdi, ma va trattato solamente con i gialli di cromo. Il blu di Prussia può essere mescolato tranquillamente con ottimi risultati insieme alla terra di Siena bruciata. Può essere utile quando si ha bisogno di ottenere forti contrasti, mescolandolo con la lacca di garanza scura. Non è molto stabile all’azione della luce ed è per questo motivo che trae in inganno: in un primo momento tende a dominare sugli altri colori, mentre con il trascorrere degli anni perde la sua forza. È bene mescolarci sempre un pizzico di cobalto. È molto utile nella pittura ad acquerello.

Colore Blu egiziano

Questo pigmento di origine inorganica e sintetica è stato considerato, nel corso della storia, come uno dei blu più pregiati. Era conosciuto dagli antichi Egizi, dai popoli Etruschi, dagli ellenici e  dai Romani. Trattasi di un doppio silicato di rame e calcio, ottenuto con un trattamento a caldo della silice, della malachite, del carbonato di calcio e del carbonato di sodio. Ha un buon potere coprente e può essere adoperato anche nella tecnica dell’affresco. Sconsigliato nella tecnica a tempera, a olio e nell’encausto.

Colore Azzurro dì smalto o smaltino

Lo smaltino è da preferirsi nella pittura murale. Ha una caratteristica trasparente vitrea, e proprio per questo motivo non possiede il grande potere colorante degli altri blu.

Vivianite

Questo pigmento non è altro che un fosfato di ferro octoidrato che si ottiene dalla scrupolosa macinazione del materiale di base. Ha un potere coprente abbastanza buono e può essere utilizzato in tutte le principali tecniche della pittura. Ha una buona resistenza alla luce.

Colore Indaco (Azzurro)

Questo colore ha una tonalità blu-turchina con forti pregi pittorici nella tecnica dell’acquerello. L’indaco, quando viene impastato con olio, perde le sue pregiate qualità coloristiche e non dura abbastanza a lungo nel tempo. Per coloro che intraprendono per la prima volta il cammino dell’arte, è consigliabile eliminare l’indaco dalla loro tavolozza nella pittura a olio, perché può essere facilmente confuso, per la grande varietà dell’indaco, naturale e sintetico, e per i diversi pregi e difetti.

Colore Blu di Manganese

Questo è un pigmento inorganico e sintetico. La sua prima realizzazione risale alla fine dell’ottocento. Ha un potere coprente abbastanza buono e può essere impiegato nella tecnica a tempera e a olio. Sconsigliato per l’affresco e l’encausto.

ritorna alla lista




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *