Pittore Giovanni Battista Caracciolo meglio conosciuto come il Battistello

(Napoli, 1578 – ivi, 1635)

Battistello - Salomè
Sopra, un’opera dell’artista: Salomè, Galleria degli Uffizi, Firenze

Biografia

Il Battistello – attivo a Napoli, Roma, Genova e Firenze – fu un importante seguace della pittura caravaggesca.

Il suo linguaggio pittorico ebbe un grosso sussulto nell’apprendistato presso il pittore Fabrizio Santafede (Napoli, 1560 – 1634), uno dei forti sostenitori dell’arte del Caravaggio quando questi, intorno alla fine del seicento, soggiornò per circa otto mesi  nella città partenopea per sottrarsi all’arresto in seguito all’omicidio compiuto a Roma.

L’impatto sull’arte del Battistello in quel periodo di apprendistato fu rapido e profondo.

Appena sei anni più giovane del Caravaggio, e discepolo di Belisario Corenzio (Acaia, 1558 – Napoli, 1646?) e Francesco Imparato, fu uno dei più grandi interpreti del rivoluzionario stile introdotto dal grande maestro, incentrato sulla drammaticità e sul profondo tenebrismo in una pittura di scarsa dilatazione spaziale – e quasi piana – con solide figure i cui contrasti di luce-ombra rendevano quasi superflua la la prospettiva geometrica.

Uno fra i primi dipinti di netto stampo caravaggesco fu “La liberazione di San Pietro”, realizzata tra il 1608 ed il 1610 per la chiesa del Pio Monte della Misericordia, la stessa struttura che attualmente conserva le “Sette opere di Misericordia” del Caravaggio).

La sua arte incominciò a farsi più raffinata già dal 1614, durante il soggiorno romano, dopo essere diventato il più importante esponente della scuola napoletana.

Le tematiche  che più amava erano quelle a sfondo sacro, con decorazioni ad affresco e pale d’altare, talvolta impiegando in modo troppo integrale il linguaggio caravaggesco, che le rendeva insolite.

Il periodo romano del Battistello in effetti, oltre che sviluppare il suo stile, lo aiutò ad apprezzare le varie correnti che in quel periodo dominavano nella capitale, acquisendo quindi nuovi elementi che progressivamente lo allontanarono dall’integralismo caravaggesco.

Nel 1618 si recò a Genova, poi a Firenze e quindi fece ritorno nella capitale, dove fu influenzato dalla pittura classicheggiante di Annibale Carracci e della scuola emiliana, integrando quindi il suo personale – e già raffinato – caravaggismo con le nuove tendenze barocche.

Quando ritornò nella città partenopea, mise in pratica la nuova sintesi stilistica sulle ultime e maestose decorazioni, tra le quali ricordiamo quella de “La lavanda dei piedi” realizzata nel 1622, il suo grande capolavoro realizzato per la Certosa di San Martino.

Il Battistello morì nel 1635 a Napoli [Storia e civiltà della Campania, Il Rinascimento e l’Età Barocca” – Pugliese Carratelli Giovanni – Electa Napoli, 1993].

Opere del Battistello:

  • San Giovanni Battista nel deserto, intorno agli anni 1610-1620, tecnica a olio su tela, 50 x 37 cm, Art Museum, Berkeley.

  • Cristo davanti a Caifa, intorno agli anni 1611-1620, tecnica a olio su tela, 73 x 103 cm, Ermitage, San Pietroburgo.

  • Cristo e l’angelo nell’orto, anni 1615-17, tecnica a olio su tela, 148 x 124 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

  • Liberazione di san Pietro, anno 1615, tecnica a olio su tela, Chiesa del Pio Monte della Misericordia, Napoli.

  • Madonna delle anime purganti tra i santi Francesco e Chiara, tecnica a olio su tela, già in S. Chiara di Nola, attualmente nel Museo di Capodimonte, Napoli.

  • Salomè con la testa di Giovanni Battista, anni 1615-20, tecnica a olio su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Riposo durante la fuga in Egitto, intorno all’anno 1618, tecnica a olio su tela, 205 x 186 cm, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Firenze.

  • Cupido dormiente, anno 1618, tecnica a olio su tela, 92 x 127 cm, Royal Collection, Hampton Court.

  • Madonna con Bambino, intorno all’anno 1620, tecnica a olio su tela, 107 x 81 cm, County Museum of Art, Los Angeles.

  • Sant’Onofrio, intorno al 1625, tecnica a olio su tela, 180 x 116 cm, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Roma.

  • Cristo alla colonna, intorno al 1625, tecnica a olio su tela, 183 x 129 cm, Museo di Capodimonte, Napoli.

  • Madonna col Bambino e sant’Anna, intorno agli anni 1620-25, tecnica a olio su tela, 119 x 152 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

  • La presentazione di Gesù al Tempio, tecnica a olio su tela, Marcianise (CE).

  • Martirio di San Lorenzo, primo decennio Seicento, Casa-Museo Signorini Corsi, L’Aquila.

  • Madonna col Bambino in gloria e Santi anno XV secolo, tecnica a olio su tela, Stilo (provincia di Reggio Calabria).




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