Pittore Giuliano Bugiardini

(Firenze, 1476 – 1555)

Martirio di Santa Caterina d'Alessandria
Sopra, un’opera dell’artista: Martirio di Santa Caterina d’Alessandria, Santa Maria Novella (1530-1540), Firenze.

Biografia

Dalle Vite del Vasari (edizione 1568) si ricava che il Bugiardini frequentò la nota Accademia dei Giardini Medicei di San Marco a Firenze, dove conobbe Michelangelo Buonarroti, del quale divenne amico e seguace.

Lavorò come apprendista nelle botteghe del Ghirlandaio e di Piero di Cosimo e, più tardi, collaborò per un lungo periodo con l’Albertinelli e Fra’ Bartolomeo in un ambito classicheggiante derivato dalla scuola di Raffaello.

In lavori successivi il Bugiardini fu influenzato dalla pittura di Michelangelo, soprattutto dall’energica e solida plasticità appresa nel periodo in cui aiutò il celebre maestro nella decorazione della volta della Cappella Sistina. Più tardi, lo stesso Buonarroti gli fornì diversi disegni.

 Le opere più significative del Bugiardini:

  • Madonna con Bambino e san Giovannino,  Galleria Sabauda, Torino.

  • Madonna della Palma, anno 1520, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Il Martirio di Santa Caterina, Santa Maria Novella, Firenze.

  • Numerosi ritratti e Madonne, all’Ermitage di San Pietroburgo e proprietà della Collezione Liechtenstein di Vienna.

  • La monaca o Ritratto femminile (già attribuito a Leonardo ma ancora non del tutto assegnato all’artista: altri nomi sono Mariotto Albertinelli e Ridolfo del Ghirlandaio), Galleria degli Uffizi, Firenze.

  •  Ritratto femminile o Ritratto di giovane donna, 1520, olio su tavola (alcuni studiosilo attribuiscono a Giulio Romano) Museo Calouste Gulbenkian, Lisbona.

Bibliografia:

  • Tancred Borenius, A Portait by Bugiardini (Un Ritratto del Bugiardini), “The Burlington Magazine for Connoisseurs”, volume n° 29, n° 157, anno 1916, riferimenti alle pagine 11-13.

  • Laura Pagnotta, Giuliano Bugiardini, Umberto Allemandi & C., anno 1987, Torino.

  • Luisa Sampaio, Peinture au Musée Calouste Gulbenkian, anno 2009, ed. Skira, 2009, Milano.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *