Pittore Lorenzo Costa, detto anche il Vecchio

(Ferrara, 1460 – Mantova, 5 marzo 1535)

L'altare della Madonna in trono
Sopra, un’opera dell’artista: L’altare della Madonna in trono (anno 1492, Basilica di San Petronio, Bologna).

Biografia

 Lorenzo Costa, padre di Ippolito (anch’esso pittore) e nonno di Lorenzo (sempre pittore) fu uno dei più maggiori esponenti delle scuole, ferrarese e mantovana, del XVI secolo.

La prima formazione artistica la svolse in ambienti legati al Tura e al de’ Roberti, quindi si recò a Firenze, per conoscere le novità dei pittori toscani, dove iniziò a lavorare presso la bottega di Benozzo Gozzoli.

Non ancora soddisfatto dei risultati ottenuti, nel 1483, si trasferì a Bologna, testimoniando con ciò il contemporaneo sviluppo artistico di quella città che era ormai diventata un importantissimo centro culturale.

Qui integrò gran parte del suo stile con quello di Ercole de’ Roberti e Francesco del Cossa, che poco prima vi avevano soggiornato per la realizzazione dei perduti affreschi (rimangono solo piccoli frammenti) della Cappella Garganelli nella cattedrale di San Pietro e per la predella del polittico Griffoni (attualmente nella Pinacoteca Vaticana).

L’esperienza emiliana del Costa, tanto era forte, riuscì a ripercuotersi anche sul forlivese-ravennate Baldassarre Carrari il Giovane (Forlì, 1460 circa – Ravenna?, 1516).

Nel capoluogo emiliano il Costa ebbe importanti committenze, tra cui i Bentivoglio, signori della città, per i quali realizzò la Pala Bentivoglio e i Trionfi,  per la Basilica di San Giacomo Maggiore e per il palazzo.

La sua pittura, fatta di soffici gamme cromatiche e morbidamente accostate tra loro, ricordano il linguaggio di Filippo Lippi, del Perugino di Francesco Francia (1450 – 1517) e di Piero di Cosimo. Lo sviluppo raggiunto dal pittore in esame, sotto influenze eclettiche, tuttavia accettate gradevolmente dalla critica coeva, per molti artisti non potevano non evolvere in cadenze manierate: questo non successe per il linguaggio del Costa, che rimase legato ai canoni tradizionali fino al termine della sua carriera artistica.

Intorno alla fine del Cinquecento il pittore ritornò in Toscana e nel territorio natio, quindi si recò a Roma in occasione dell’elezione di Giulio II. [“Le Muse”, De Agostini, Novara, anno 1965, Vol. 3, riferimento a pag. 464].

Nel 1506, chiamato da Isabella d’Este come pittore di corte, si recò a Mantova, dove, tra l’altro, conobbe la pittura del Mantegna. Le prime realizzate per la marchesa furono il “Ritratto di Isabella d’Este” (di dubbia autografia per molti studiosi), “Ritratto Giovanni II Bentivoglio e la sua famiglia”, il “Regno del dio Como” (su un disegno non portato a termine del Mantegna) e “Isabella d’Este nel regno di Armonia”, destinati ad ornare lo studiolo della stessa marchesa.

Le opere più significative di Lorenzo Costa il Vecchio:

  • La spedizione degli argonauti periodo 1484 – 1490, Museo degli Eremitani, Padova.

  • Concerto, decennio 1485-95, National Gallery, Londra.

  • Pala Bentivoglio, anno 1488, Basilica di San Giacomo Maggiore, Bologna.

  • San Petronio, anno 1490, San Giacomo Maggiore, Bologna.

  • San Sebastiano, biennio 1490-91, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Ritratto di Giovanni II Bentivoglio, anni 1490-92, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Madonna e santi, anno 1492, Basilica di San Petronio, Bologna.

  • L’altare della Madonna in trono, anno 1492, Basilica di San Petronio, Bologna.

  • Adorazione dei Magi, anno 1499, Pinacoteca di Brera, Milano.

  • Madonna col Bambino e san Francesco, Pinacoteca Civica, Forlì.

  • Incoronazione della Vergine, anno 1501, chiesa di San Giovanni in Monte, Bologna.

  • Sposalizio della Vergine, anno 1505, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

  • Isabella d’Este nel regno di Armonia, anno 1506, Museo del Louvre, Parigi.

  • Regno di Como, anno 1511, Museo del Louvre, Parigi.

  • Ritratto di gentildonna, Hampton Court, Londra.

  • Madonna in trono e santi, anno 1525, Basilica di Sant’Andrea, Mantova.

  • San Sebastiano, Gemäldegalerie, Dresda.

  • Regno delle Muse, Museo del Louvre, Parigi.

  • Ritratto di Federico Gonzaga, Collezione von Clary-Aldringen, Teplice.




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