Pittore Battista Dossi

Battista Dossi (prima del 1517 – Ferrara, 1548)

Caccia al cinghiale calidonio
Sopra, un’opera dell’artista: Caccia al cinghiale calidonio (realizzato dopo il 1520), El Paso Museum of Art

Biografia

Battista Dossi, fratello minore e meno noto di Dosso, lavorò nella corte estense ferrarese, sia nel periodo di Alfonso I che in quello di Ercole II.

L’artista in esame aiutò il celebre fratello ad evadere importanti incarichi in diversi cantieri, tra i quali si ricordano le decorazioni di ville e palazzi, molte committenze di pittura su tela, spesso a carattere mitologico e poetico, nonché la preparazione di cartoni per arazzi, per coreografie teatrali, per feste pubbliche e private, monete, bandiere e vasellame.

Battista era anche un buon ritrattista ed esecutore di dipinti a carattere devozionale.

 Da documentazioni certe (registri ducali) il pittore è ricordato per le dorature, ornamenti di carrozze, mobili e barche: tutte opere non pervenute ai nostri giorni.

Nel 1517 partì per Roma, ove conobbe Raffaello che lo assunse come allievo nella sua bottega. Dopo la morte del grande urbinate (1520) Battista rientrò a Ferrara, ritornando al servizio della corte.

Tra i suoi dipinti a sfondo religioso si ricorda la Natività con santi e i donatori, un’opera realizzata nel 1529 e attualmente custodita nella Galleria Estense a Modena.

Nel 1544, insieme ad altri pittori, fu incaricato da Ercole II d’Este per la decorazione delle “stancie nove de corte“ (sale adiacenti alla via Coperta che portava dal Palazzo ducale al Castello Estense) ove dovevano essere sistemati nove dipinti su tavola. Le due opere a lui assegnate, entrambe godibili nella Gemäldegalerie di Dresda [Jadranka Bentini, Bastianino e la pittura a Ferrara nel secondo Cinquecento, nel Catalogo della Mostra di Ferrara tenutasi a Palazzo dei Diamanti nell’autunno 1985, Nuova Alfa editoriale, Bologna, 1985, pp. 5-6], raffigurano le allegorie della Giustizia e della Pace.

Nell’ultimo periodo della sua carriera artistica Battista realizzò, sempre per Ercole II d’Este, la Notte, l’Aurora ed il Giorno. I primi due si trovano alla Gemäldegalerie di Dresda mentre l’altro è andato perduto.




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