Pittore Dosso Dossi

Pittore Giovanni di Niccolò Luteri Dossi (intorno al 1486 – 1542)
Giove pittore di farfalle
Sopra, un’opera dell’artista: Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù (periodo 1515-18).

Biografia del Luteri, meglio conosciuto come Dosso Dossi

Dosso Dossi, attivo nei primi anni del Cinquecento, fu un importantissimo artista presso la corte ferrarese degli Este. Fu anche un suggestivo rappresentante delle fantastiche evocazioni dell’Ariosto.

Alcuni dei suoi temi mitologici ispirarono i pittori emiliani del primo Seicento, tra i quali spicca il nome di Annibale Carracci [De Vecchi-Cerchiari,. cit., pag. 234].

Elementi biografici sull’artista, di cui non si conoscono con certezza neanche le date e i luoghi di nascita/morte (si parla di: Tramuschio, 1486 – Ferrara, 1542), ci giungono scarsi e frammentati.

Si sa che suo padre, un economo al servizio degli estensi ferraresi, era originario del Trentino che e suo fratello minore Battista svolgeva, come lui, l’attività di pittore. La famiglia visse agiatamente nella già denominata “Villa Dossi”, dalla quale i celebri componenti – Dosso e Battista – ne acquisirono il nome d’arte.

La prima formazione artistica di Dosso comprende studi sulla pittura veneta contemporanea, in particolare quella del Giorgione, integrata da scrupolose ricerche sul classico e su Raffaello, nonché uno sviluppo della sua già vigorosa attitudine alla narrazione [fonte: Zuffi, citazione a pag. 287]. Più tardi fu influenzato dai pittori ferraresi.

Nel 1510 il Dossi soggiornava a Mantova al servizio dei Gonzaga e poi, nel 1514, presso la corte di Ferrara con il titolo ufficiale di “Pittore di corte”. In tale veste venne incaricato nei più significativi lavori decorativi di Alfonso d’Este, come quelli relativi ai Camerini d’alabastro. All’artista viene infatti assegnata la globale struttura coreografica dell’impianto, alla quale parteciparono anche i celebri pittori veneziani Tiziano e Giambellino, nonché alcune raffigurazioni, tra le cui citiamo il Trionfo di Bacco in India. A proposito di quest’ultimo dipinto, si sa che avrebbe dovuto dipingerlo Raffaello, il quale riuscì a portare a termine soltanto il disegno a causa della sua prematura scomparsa. All’artista in esame sono assegnate anche le tele che decoravano i soffitti ed altri vari dipinti di minore importanza. Il ciclo dei Camerini venne smantellato subito dopo il passaggio di Ferrara allo Stato Pontificio (1598) e molti pezzi si dispersero. Alcune delle opere di Dossi furono infine trasferite alla Galleria Estense di Modena [Zuffi, cit., pag. 287].

Sempre per la città di Ferrara, nel periodo tra il 1518 e il 1521, su commissione della Confraternita della Mensa Comune dei Preti eseguì la pala per l’altare di San Sebastiano nel duomo.

Dosso soggiornò ripetutamente a Roma, Firenze e Venezia, riuscendo ad integrare la sua pittura con continue novità, soprattutto quelle provenienti dagli artisti veneziani, stabilendo proficui contatti con Tiziano, che gli giovarono all’arricchimento delle sue armonie cromatiche, nonché una migliore resa nei temi paesistici. Nonostante tutto nei suoi modi di dipingere non si evidenziano forti variazioni stilistiche tra i vari periodi della sua vita ma piuttosto l’impiego del fattore emozionale a seconda del soggetto da rappresentare: monumentalità nelle pale d’altare, fluidità e ricchezza creativa nelle tematiche con soggetti letterari e mitologici. Queste ultime sono attualmente considerate come la parte dei lavori più apprezzati dagli studiosi di Storia dell’arte [De Vecchi-Cerchiari,. cit., pag. 234].

L’artista ebbe anche diretti contatti con Michelangelo Buonarroti.

Intorno al 1530, su commissione dei Della Rovere, decorò la Villa Imperiale di Pesaro.

Più tardi collaborò con il Romanino (Brescia, 1484 circa – 1566 circa) ai lavori nel Castello del Buonconsiglio a Trento [Zuffi, cit., pag. 287].

Nelle ultime sue produzioni si riscontrano accentuati contrasti di luce-ombra e diversi fattori simbolici [Zuffi, cit., pag. 287].

Le opere di Dosso Dossi

  • Gige e Candaule, anni 1508-1510, tecnica ad olio su tela, 41×54 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • Ninfa e satiro, anni 1510 – 1516 circa, tecnica ad olio su tela, 58×83 cm, Galleria Palatina, Firenze.

  • Madonna col Bambino e santi, anno 1510 circa, olio su tavola, 49,5×73,5 cm, Museo di Capodimonte, Napoli.

  • San Giorgio, anni 1513 – 1515 circa, olio su tavola, 27×24 cm, Getty Museum, Los Angeles.

  • In collaborazione con Benvenuto Tisi da Garofalo Polittico Costabili, anni 1513 – 1514, olio su tavola, 960×577 cm, Pinacoteca Nazionale Palazzo dei Diamanti, Ferrara.

  • Baccanale, anni 1514 – 1515, 109×162 cm, tecnica ad olio su tela, Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma.

  • Tre età dell’uomo, anno 1515 circa, tecnica ad olio su tela, 77,5×111,8 cm, Metropolitan Museum, New York.

  • Riposo durante la fuga in Egitto, anni 1515 – 1516 circa, tempera su tavola, 52×42,5 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Litigio,annianni 1515 – 1516, olio su tavola a forma di rombo, 107×95 cm, Fondazione Giorgio Cini, Venezia.

  • Compianto sul Cristo morto, anno 1517 circa, olio su tavola, 36,5×30,5 cm, National Gallery, Londra.

  • Sibilla,anni 1516 – 1520, tecnica ad olio su tela, 68,5×64 cm, Ermitage, San Pietroburgo.

  • Adorazione del Bambino, anni 1519 circa, olio su tavola, 50×32 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • Ritratto d’uomo,anni 1518 – 1520, tecnica ad olio su tela, 95×77 cm, Musée du Louvre, Parigi.

  • Pala di San Sebastiano, anni 1518  –  1521, olio su tavola, Duomo di Modena, Modena.

  • Discesa di Enea nei campi elisi, anno 1520 circa, tecnica ad olio su tela, 58,4×167,8 cm, National Gallery of Canada, Ottawa.

  • Enea e Acate sulla costa libica, anni 1520 circa, tecnica ad olio su tela, 58,7×87,6 cm, National Gallery of Art, Washington.

  • Santa Lucrezia, anno 1520 circa, olio su tavola, 53×41 cm, National Gallery of Art, Washington.

  • Melissa (o Circe), anno 1520 circa, tecnica ad olio su tela, 176×174 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • Ritratto di Nicolò Leoniceno, anno 1521, tecnica ad olio su tela, 85×72 cm, Pinacoteca di Palazzo Volpi, Como.

  • Viaggiatori in una foresta, anno 1520 circa, tecnica ad olio su tela, 46,2×45,4 cm, Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie, Besançon.

  • Trionfo di Bacco in India, anni 1520 – 1524 circa, tecnica ad olio su tela, collezione privata, Bombay.

  • Pan e la ninfa, anno 1524 circa, tecnica ad olio su tela, 64×57 cm, Getty Museum, Los Angeles.

  • Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù, anni 1523 – 1524 circa, tecnica ad olio su tela, 111,3×150 cm, Castello di Wawel, Cracovia.

  • Bacco, anno 1524 circa, tecnica ad olio su tela, 93×75 cm, collezione privata.

  • Due amanti, anno 1524 circa, olio su tavola, 55×75,5 cm, National Gallery, Londra.

  • Circe e i suoi amanti in un paesaggio, anno 1525 circa, 100,8×136 cm, tecnica ad olio su tela, National Gallery of Art, Washington.

  • Apollo e Dafne, anno 1525 circa, tecnica ad olio su tela, 191×116 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • Martirio di santo Stefano, anno 1525 circa, tecnica ad olio su tela, 80×90 cm, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid.
  • Madonna col Bambino, anno 1525 circa, tecnica ad olio su tela, 35×28 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • Visitazione, anno 1525 circa, Lendinara (Rovigo), chiesa di San Biagio.

  • Santi Giovanni e Bartolomeo con donatori, anno 1527, olio su tavola, 248×162 cm, Galleria nazionale di arte antica, Roma.

  • Sacra Famiglia con sant’Anna, anni 1527 – 1528 circa, tecnica ad olio su tela, 169,7×172,7 cm, Royal Collection, Hampton Court.

  • Sacra Famiglia, anni 1527 – 1528 circa, tecnica ad olio su tela, 236×171 cm, Pinacoteca Capitolina, Roma.

  • Diana e Callisto, anno 1528 circa, tecnica ad olio su tela, 49×61 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • Allegoria della Musica, anno 1530 circa, tecnica ad olio su tela, Museo Horne, Firenze.

  • Ritratto di guerriero, anno 1530 circa, tecnica ad olio su tela, 86×72 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • San Giuliano, 1530 – 1535 circa, tecnica ad olio su tela, 84,5×73,2 cm, Royal Collection, Hampton Court.

  • Apparizione della Madonna col Bambino ai santi Giovanni Battista ed Evangelista, 1530 – 1540 circa, olio su tavola trasferito su tela, 153×114 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Adorazione dei Magi, anni 1530 – 1542 circa, olio su tavola, 85,6×108,4 cm, National Gallery, Londra.

  • Santi Cosma e Damiano con devoti, anni 1534 – 1542, tecnica ad olio su tela, 225×157 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • Ercole e i pigmei, anno 1535 circa, tecnica ad olio su tela, 114×146,5 cm, Landesmuseum Joanneum, Graz.

  • Allegoria di Ercole, anno 1535 circa, tecnica ad olio su tela, 143×144 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Allegoria della Fortuna, anni 1535 – 1538 circa, tecnica ad olio su tela, 179×217 cm, Getty Museum, Los Angeles.

  • San Giovanni Battista, tecnica ad olio su tela, 73×56 cm, Galleria Palatina, Firenze.

  • Madonna col Bambino adorata dai santi Sebastiano e Rocco, tecnica ad olio su tela, 113×75,7, Pinacoteca civica, Budrio (BO).

  • Deposizione dalla croce, olio su tavola, 214×142, Pinacoteca Civica, Forlì.

  • San Girolamo in un paesaggio, olio su tavola, 106×153 cm, Musée du Louvre, Parigi.

  • Ritratto di donna, tecnica ad olio su tela, 82×67 cm, Museo Condé, Chantilly.

Bibliografia

  • Amalia Mezzetti, Il Dosso e Battista Ferraresi, Ferrara, Cassa di Risparmio, anno 1965.

  • Alessandro Ballarin, Dosso Dossi. La pittura a Ferrara negli anni del ducato di Alfonso I, Cittadella, Bertoncello Artigrafiche, anno 1994.

  • Dosso Dossi. Pittore di corte a Ferrara nel Rinascimento, cat. della mostra a cura di Andrea Bayer, Ferrara, Ferrara Arte, anno 1998.

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell’arte, volume 2, Bompiani, anno 1999, Milano.

  • Stefano Zuffi, Il Cinquecento, Electa 2005, Milano.

  • Marco Jellinek, Giovio, Leoniceno, Dosso: un ritratto dimenticato, in Il camerino delle pitture di Alfonso I, curato da A. Ballarin, t. VI, Cittadella, Bertoncello Artigrafiche, anno 2007 (invece è del 2008), pp. 129–158.

  • Vincenzo Farinella, Dipingere Farfalle. Giove, Mercurio e la Virtù di Dosso Dossi: un elogio dell’otium e della pittura per Alfonso I d’Este, Polistampa, anno 2007, Firenze.

  • Il camerino delle pitture di Alfonso I, a cura di Alessandro Ballarin, tomi I-VI, Bertoncello Artigrafiche, 2002-2007, Cittadella.




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