Fluxus

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Fluxus è un movimento che nacque, si sviluppò e svolse la maggior parte della sua attività in Germania.

Il gruppo, che si costituì nel 1961 grazie al lituano-americano George Maciunas (1931-1978), può essere tranquillamente associato al New Dada. Ad esso aderirono anche molti artisti americani. I suoi componenti si identificavano non solo con le arti visive ma soprattutto con la poesia e la musica.

Fluxus si rese interprete della peculiare artisticità dei gesti più generici ed elementari, sorpassando l’atto creativo nel flusso della normale vita quotidiana per rivendicare un’arte totale che, come sopra accennato, prediligeva soprattutto musica, poesia, danza, teatro e performance.

Si intende, quindi, con il termine “Fluxus” un network di artisti – designer e compositori – a livello mondiale, diventati famosi per aver integrato, negli anni Sessanta dello scorso secolo, alcuni media e discipline artistiche nel campo della Performance, del Rumorismo, Neo-Dada, Arti visive, Architettura, letteratura, design e nella pianificazione urbanistica in genere.

Nel movimento ben presto nacque una corrente interna ostile alla stessa arte ed al commercio.

Quando si parla di questo movimento emerge spesso il termine “Intermedia”, usato per la prima volta da Dick Higgins per descrivere le svariate attività artistiche interdisciplinari. Fluxus si consolidò in breve tempo ma, poco più tardi, subì notevoli influenze dalle teorie sperimentali di John Cage, che prevedevano l’inizio del lavoro ed il suo svolgimento, trascurandone il risultato finale. Tali idee mettevano così in risalto il processo creativo sminuendo l’importanza del prodotto finale [Fluxus Movement, Artists and Major Works, theartstory.org. URL consultato il 6 ottobre 2015.]. Altro noto esponente che contribuì allo sviluppo del Fluxus fu Marcel Duchamp, l’ideatore del “ready-made”, un concetto originariamente attivo nel Dada. Fu lo stesso fondatore del gruppo, George Maciunas, che nel 1961 coniò il termine Fluxus come nome della rivista del movimento [Elizabeth Armstrong, In the Spirit of Fluxus, Minneapolis, The Occasion of the Exhibition, 1993, pp. 24, ISBN 978-0-935640-40-3.].

Artisti che aderirono al Fluxus:

Adolfas Mekas, Al Hansen, Alison Knowles, Arman, Ay-O, Barry McCallion, Bazon Brock, Ben Patterson, Ben Vautier, Cairn Hedland, Carolee Schneemann, César Baldaccini (César), Daniel Spoerri, Dick Higgins, Dieter Roth, Emmett Williams, Genesis P-Orridge, Geoffrey Hendricks, George Brecht, George Landow, George Maciunas, Gianni Emilio Simonetti, Gianni Sassi, Giuseppe Chiari, Gustav Metzger, Henry Flynt, Jackson Mac Low, Joe Jones, John Cage, Joseph Beuys, Ken Friedman, La Monte Young, Larry Miller, Litsa Spathi, Mario Zanoni,m Matteo Fioretti, Nam June Paik, Philip Corner, Ray Johnson, Ric Royer, Robert Filliou, Robert Watts, Rosanna Grisorio, Ruud Janssen, Shigeko Kubota, Sylvano Bussotti, Takehisa Kosugi, Walter Cianciusi, Wim T. Schippers, Wolf Vostell, Yasunao Tone, Yoko Ono, Yoshi Wada.

Bibliografia:

  • A cura di Caterina Gualco, Fluxus in Italia, Il Canneto Editore, Genova, anno 2012.

  • Boris Brollo, Verona, Fluxus e altri ricordi, Verso l’Arte Commenti, Cerrina, anno 2012.

  • A cura di Elena Zanichelli, “Women in Fluxus & other experimental tales, Skira editore , Milano, anno 2012.

  • Boris Brollo , L’ultima avanguardia marxista?, Verso l’Arte Commenti, Cerrina, anno 2013.




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