Pittore Lattanzio Gambara

Lattanzio Gambara (Brescia, intorno 1530 – Brescia, 18 marzo 1574)

Santa barbara e un devoto
Sopra, un’opera dell’artista: Santa barbara e un devoto, olio su tela (in precedenza a forma rettangolare), 275 × 173, Chiesa di Santa Maria in Silva, Brescia

Biografia

La formazione artistica di Lattanzio si svolse presso la bottega di Giulio Campi (Cremona, 1502 – ivi, 5 marzo 1572) a Cremona.

Esiste documentazione dove già dal 1549 l’artista collaborava con Romano Girolamo detto il Romanino.

Intorno alla metà degli anni Cinquanta realizzò diverse decorazioni in dimore situate in territorio bresciano, tutte a sfondo profano (tra cui il ciclo in villa Contarini ad Asolo), ed altre opere per istituzioni religiose come la pala d’altare “Santa Barbara e un devoto” (foto sopra), datata 1558, eseguita per la chiesa di Santa Maria in Silva a Brescia.

Intorno agli anni Sessanta, quando aveva già acquisito una certa popolarità, il Gambara fu influenzato dai manieristi Giulio Pippi (meglio conosciuto come Giulio Romano) e Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il  Pordenone. Uno fra i lavori più prestigiosi di questo periodo è la decorazione ad affresco della Loggia Malatestiana in Broletto (andata distrutta dalle bombe alleate nel 1944) ove venivano raffigurate le Storie dell’Apocalisse.

In questo periodo il pittore rientrò in contatto col Romanino e, in collaborazione con lui, evase una serie di commissioni locali, molte delle quali andate perdute (San Lorenzo, Sant’Eufemia), tra cui spiccano le tre pale d’altare realizzate per l’abbazia di San Benedetto Polirone (due perse e una attualmente custodita in una collezione privata i [Tanzi 1991]).

 Tra i lavori di quegli anni, spesso cicli di affresco realizzati per committenze private, ricordiamo la decorazione di Palazzo Maggi a Cadignano (frazione di Verolanuova), eseguita assieme al suo maestro cremonese Giulio Campi e il fratello Antonio (1524 – 1587).

Nel 1565 il Gambara si recò a Venezia, dove realizzò diversi dipinti, mai pervenuti ai nostri giorni ma documentati dalle antiche fonti.

Nel 1566 eseguì la decorazione della della parrocchiale di S. Stefano a Vimercate con un ciclo di affreschi raffiguranti le storie della vita dell’omonimo santo. I riquadri si trovano nella parte inferiore dell’abside mentre le immagini di Dio Padre, Cristo, la Madonna e angeli sono ubicati nel semicatino.

Di significativa importanza nel corso di tutta l’attività artistica del pittore è il ciclo di affreschi di Vimercate, dal quale si evidenzia il suo completo e consolidato sviluppo attraverso l’assimilazione del manierismo settentrionale, frutto delle ricerche sui testi di Giulio Romano e del Pordenone.

Nel 1567 il pittore in esame, con l’aiuto di   Bernardino Gatti (Pavia, 1495/1496 – Cremona, 22 febbraio 1576), iniziò la decorazione della navata centrale della cattedrale di Santa Maria Assunta a Parma, considerato da alcuni studiosi suo capolavoro. Il collaboratore abbandonò presto il lavoro, che fu portato a compimento soltanto nel 1573. Con quest’opera, di monumentale grandezza, Gambara si dovette misurare con un alto esponente della pittura cinquecentesca che in quel periodo lavorava a Parma: il Correggio.

Nell’ultimo periodo della sua attività artistica il pittore decorò il tamburo della cupola di Santa Maria della Steccata a Parma ed alcuni palazzi parmensi e bresciani. Nel 1568 realizzò la Deposizione per la chiesa di S. Pietro al Po a Cremona.

Lattanzio Gambara morì il 18 marzo 1574, nel periodo in cui stava affrescando la cupola di S. Lorenzo a Brescia, lasciandola imcompiuta.

Le opere più significative dell’artista

  • Natività di Gesù, anni 1561-1566, Brescia, chiesa dei Santi Faustino e Giovita.

  • Santa Barbara e un devoto, anno 1558, Brescia, chiesa di Santa Maria in Silva.

  • Case Avogadro, decorazioni a affresco, anno 1555 circa,Brescia.

  • Case del Gambero, affreschi a temi biblici e  mitologici, anni 1549-1557, Brescia.

  • Vlla Contarini, decorazione ad affresco, anno 1558 circa, Asolo.

  • Loggia civica a Brescia, decorazione ad affresco con il ciclo delle Storie dell’Apocalisse, (perduti) anno 1561.

  • Palazzo Maggi a Verolanuova (fraz. Cadignano), affreschi a sfondo mitologico, anno 1565 circa.

  • Cattedrale di Parma, decorazione della della navata e della controfacciata, anni 1568-157.

  • Parrocchiale di Santo Stefano a Vimercate, decorazione ad affrescho del presbiterio, anni 1566-1570 circa.

  • Abbazia di San Nicola a Rodengo, decorazione ad affresco.

  • Cattedrale di Sant’Andrea ad asola, Madonna col Bambino e san Giovanni Battista fanciullo.

  • Pala Avogadro, realizzata in collaborazione con Girolamo Romanino, tecnica ad olio su tela, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia.

Bibliografia:

  • P. V. Begni Redona, Lattanzio Gambara pittore, anno 1978, Brescia.

  • M. Tanzi, Lattanzio Gambara nel duomo di Parma, anno 1991, Torino.

  • G. Bora, Nota sui fondamenti del disegno cremonese e la sua eredità: a cura di M. Boskovits: Bernardino Campi e Lattanzio Gambara, in Studi di storia dell’arte in onore di Mina Gregori, anno 1994, Cinisello Balsamo.

  • M. C. Chiusa, L’officina cinquecentesca: Lattanzio Gambara e l’impresa pittorica della navata centrale, in Basilica cattedrale di Parma: novecento anni di arte, storia, fede, riferimenti alle pagine 110-129, Parma anno 2005.

  • F. Frangi, L’ultimo Romanino (e il primo Gambara) in L’ultimo Romanino: ricerche sulle opere tarde del pittore bresciano, catalogo della mostra [quella di Brescia del 2006] a cura di F. Frangi; R. Stradiotti, anno 2006, Cinisello Balsamo.

  • F. Frangi, Alla maniera dei cremonesi: appunti sulla stagione giovanile di Lattanzio Gambara, in Brescia nell’età della Maniera: grandi cicli pittorici della Pinacoteca Tosio Martinengo, catalogo della mostra [quella di Brescia 2007-2008] a cura di E. Lucchesi Ragni, R. Stradiotti, riferimenti alle pagine 37-49, Milano, anno 2007.

  • M. Pavesi, La decorazione cinquecentesca della loggia e il primo manierismo a Brescia, in Duemila anni di pittura a Brescia, a cura di C. Bertelli, volume primo, riferimenti alle pagine 301-305, Brescia, anno  2007.

  • M. Scovoli, Indefesso labore – vita di Lattanzio Gambara pittore, anno, Brescia.




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