Pittrice Artemisia Lomi Gentileschi

(Roma, 1597 – Napoli, intorno al 1652)

Susanna e i vecchioni
Sopra, un’opera dell’artista: Susanna e i vecchioni, 1610, collezione Schönborn, Pommersfelden.

Biografia

Di origini pisane, Artemisia si formò sotto la guida del padre Orazio e svolse la sua attività artistica in tre dei principali centri culturali della nostra penisola: Firenze, Roma e Venezia.

Più tardi – poco dopo il 1630, ritornando da un breve soggiorno londinese – lavorò anche a Napoli.

La sua pittura si orientò soprattutto sulla ritrattistica, ma realizzò anche molte opere a sfondo biblico (tra cui la Giuditta con la sua ancella di Palazzo Pitti a Firenze), di penetrante e, talvolta, violenta espressività, nonché quadri religiosi.

Pur nella sua pregiata e costante qualità pittorica, legata al barocco caravaggesco, il cromatismo di Artemisia è assai più movimentato ed intenso di quello presente nelle opere del padre, soprattutto nei contrasti di luminosità (Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli), che talvolta raggiungono un elevato grado di pesantezza.

Tra capolavori dell’ultima fase di attività artistica della pittrice si ricorda la Nascita di San Giovanni Battista (attualmente custodito nel museo del Prado a Madrid).

Di grandissimo rilievo fu il contributo della Gentileschi nella scuola napoletana ed i suoi influssi sugli artisti in quei territori, fra i quali ricordiamo i pittori Bernardo Cavallino (Napoli, 1616 – Napoli, 1656) e Massimo Stanzione (Orta di Atella o Frattamaggiore, intorno al 1585 – Napoli, intorno al 1656).

Le opere della Gentileschi:

L’attribuzione autografica dell’artista su numerose opere diventa assai problematico, soprattutto in rapporto ai lavori del padre Orazio, nonché a questioni connesse alla cronologia. L’elenco sotto riportato si riferisce principalmente all’apparato critico redatto da Judith W. Mann e K. Christiansen [Judith W. Mann e Keith Christiansen, (a cura di), Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira, anno, Milano].

  • Susanna e i vecchioni, anno 1610, Collezione Graf von Schönborn, Pommersfelden.

  • Madonna col Bambino, anni 1610-11, Galleria Spada, Roma.

  • Danae, intorno al 1612, Saint Louis Art Museum, St. Louis, (Missouri).

  • Giuditta che decapita Oloferne, anni 1612-13, Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte, Napoli.

  • Autoritratto come martire, intorno al 1615, Collezione privata.

  • Minerva, intorno al 1615, Sopraintendenza alle Gallerie, Firenze.

  • Maddalena penitente, intorno al 1615-16, Collezione privata (già Marc A. Seidner Collection, Los Angeles).

  • Allegoria dell’Inclinazione, anni 1615-16, Casa Buonarroti, Firenze.

  • Conversione della Maddalena, anni 1615-16, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze.

  • Autoritratto come suonatrice di liuto, intorno al 1615-17, Curtis Galleries, Minneapolis.

  • Santa Caterina di Alessandria, intorno al 1618-19, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Giuditta con la sua ancella, anni 1618-19, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze.

  • Cleopatra, intorno al 1620, Collezione della Fondazione Cavallini-Sgarbi, Ferrara.

  • Giaele e Sisara, 1620, Szépművészeti Múzeum, Budapest.

  • Giuditta che decapita Oloferne, intorno al 1620, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Santa Cecilia, intorno al 1620, Galleria Spada, Roma.

  • Allegoria della Pittura Musée de Tessé, anni 1620-30, Le Mans.

  • Ritratto di gonfaloniere, anno 1622, Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio, Bologna.

  • Susanna e i vecchioni, anno 1622, The Burghley House Collection, Stamford, Lincolnshire.

  • Cleopatra, anni 1621-22, Collezione Amedeo Morandorri, Milano (altri studiosi ritengono sia opera del padre).

  • Lucrezia, intorno al 1623-25, Gerolamo Etro, Milano.

  • Maria Maddalena come Melanconia, intorno al 1625, Cathedral, Sala del Tesoro, Siviglia.

  • Giuditta con la sua ancella, intorno al 1625-27, The Detroit Institute of Arts.

  • Maddalena penitente, anni 1927-29, Museo Correale di Terranova, Sorrento.

  • Venere dormiente, anni 1625-30, The Barbara Piasecka Johnson Foundation, Princeton, New Jersey.

  • Annunciazione, anno 1630, Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte, Napoli.

  • Ester e Assuero, intorno al 1628-35, Metropolitan Museum of Art, New York.

  • Clio, la Musa della Storia, anno 1632, Palazzo Giuli, Pisa.

  • Corisca e il satiro, anni 1630-35, Collezione privata.

  • Nascita di San Giovanni Battista, intorno al 1633-35, Museo del Prado, Madrid.

  • Aurora, Collezione privata, Roma.

  • Cleopatra, intorno al 1633-35, Collezione Privata, Roma.

  • Davide e Betsabea, intorno al 1635 , Neues Palais, Potsdam.

  • Lot e le sue figlie, intorno al 1635-38, The Toledo Museum of Art, Toledo, Ohio.

  • Davide e Betsabea, intorno al 1635 , Palazzo Pitti, Depositi, Firenze.

  • Ratto di Lucrezia, Neues Palais, Potsdam.

  • Santi Procolo e Nicea, anni 1636-37, Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte, Napoli.

  • San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli, anni 1636-37, Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte, Napoli.

  • Davide e Betsabea, intorno al 1636-38, The Columbus, Museum of Art, Columbus, Ohio.

  • Adorazione dei Magi, anni 1636-37, Museo di San Martino, Napoli.

  • Autoritratto in veste di Pittura, anni 1638-39, Kensington Palace, Londra.

  • Un’allegoria della Pace e delle Arti sotto la Corona inglese, anni 1638-39, Malborough House, Londra (in collaborazione con Orazio Gentileschi).

  • Susanna e i vecchioni, anni 1649, Moravska Galerie, Brno.

  • Venere che abbraccia Cupido, anni 1640-50, Collezione privata.

  • Madonna e Bambino con rosario, anno 1651, Palazzo El Escorial, Casita del Principe.

Bibliografia:

  • A cura di Silvia Cassani, Civiltà del Seicento a Napoli, 1984-85, Electa, Milano.

  • Mary Garrard, Artemisia Gentileschi. The Image of the Female Hero in Italian Baroque Arts, Princeton, 1989.

  • A cura di Roberto Contini e Gianni Papi Artemisia, Leonardo De Luca Editori, 1991, Roma.

  • Raymond Ward Bissell, Artemisia Gentileschi and the authority of art (Artemisia Gentileschi e l’autorità dell’arte). Critical reading and catalogue raisonné, 1999, Pennsylvania State University Press.

  • Maria Lucrezia Vicini, Orazio e Artemisia Gentileschi alla Galleria Spada. Padre e figlia a confronto, Arti Grafiche Tilligraf, 2000, Roma.

  • Judith W. Mann e Keith Christiansen, (a cura di), Orazio e Artemisia Gentileschi, anno 2001, Skira, Milano.

  • Mary D. Garrard, Artemisia Gentileschi around 1622: the shaping and reshaping of an artistic identity, Berkeley, anno 2001, University of California Press.

  • Tiziana Agnati, Artemisia Gentileschi – Art dossier n. 172, anno 2001, Giunti, Firenze.

  • Eva Menzio (a cura di), Artemisia Gentileschi, Lettere precedute da Atti di un processo di stupro, anno 2004, Abscondita, Milano.

  • Judith W. Mann (a cura di) Artemisia Gentileschi: taking stock Turnhout, anno 2005, Brepols.

  • Vincenzo Accame e Francesco Saba Sardi, Artemisia Gentileschi, anno 2007, Milano, Spirali/Vel.

  • Francesca Torres e Tiziana Agnati, Artemisia Gentileschi. La pittura della passione, anno 2008, Selene Edizioni, Milano.




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