Pittore Giovanni Lanfranco

(Parma, 26 gennaio 1582 – Roma, 30 novembre 1647)

"Vergine col Bambino in gloria tra i santi"
Sopra, un’opera dell’artista: “Vergine col Bambino in gloria tra i santi”, tela, 1630, chiesa di San Pietro di Leonessa (Rieti).

Cenni biografici

    Allievo dei fratelli Agostino e Annibale Carracci, pittore di geniale creatività, amante della paesaggistica – soprattutto scorci rappresentati con forte audacia – e grande creatore di spettacolari effetti di chiaroscuro, spesso in contrasto con i canoni accademici e con lo stile del Domenichino, l’artista in esame è da considerare tra le figure più più importanti del Barocco romano. Nonostante il periodo passato in stretto contatto con i due Carracci la sua pittura non risentì in modo evidente della loro influenza.

Tra le sue opere ricordiamo: la “Vergine col Bambino in gloria tra i Santi Agostino, Borromeo e Caterina d’Alessandria, a Leonessa” a Rieti, la decorazione della cupola di S. Andrea della Valle (1621-27), il “Miracolo di San Verano” nella Cattedrale di San Michele Arcangelo ad Albenga, e la decorazione della cappella del Crocifisso in S. Pietro (1629) a Roma.

Lanfranco fu attivo a Parma insieme a Sisto Rosa Badalocchio (1585 – 1647 circa) con cui lavorò sotto la direzione di Agostino Carracci, ispirandosi alla pittura del Correggio.

Più tardi, alla morte del suo supervisore, attratto anche dalla pittura del fratello Annibale Carracci, l’artista si recò a Roma (1602-09) con lo stesso Badalocchio per cercare offrirgli la propria collaborazione, che ottenne contribuendo alla decorazione della Galleria Farnese, di cui rimangono tre scene “staccate” dal ciclo della Camera degli Eremiti, attualmente custodite nella chiesa di S. Maria dell’Orazione e Morte (1605).

Il Lanfranco ritornò, poi a Parma dove incontrò Bartolomeo Schedoni (Modena, 1578 – Parma, 1615), il cui rinnovato stile, insieme alla nuova visione del Correggio, lo portarono ad una pittura ancor più dinamica e monumentale, di stampo prettamente barocco.

Ritornò Roma, ove soggiornò fino al 1631 e quindi si recò a Napoli. Dal 1646 era di nuovo presente nella capitale.

[Fonte delle ricerche: Enciclopedia Treccani].

Le opere di Lanfranco nei vari musei e luoghi d’arte:

  • Albenga, “Miracolo di San Verano”, Cattedrale di San Michele Arcangelo.

  • Amsterdam, Rijkmuseum; “Il profeta Elia e l’angelo”.

  • Andalusia (Pennsylvania), Coll. Nelson Shanks: “Madonna del Passeggio”.

  • Bitonto, Galleria Nazionale della Puglia: “Congedo di Cristo dalla Madre”.

  • Bologna, Pinacoteca Nazionale: “Sansone sbrana il leone”.

  • Caprarola, Chiesa Santi Giuseppe e Teresa: “San Silvestro e il drago”

  • Cesena, “Pietà”, Coll. cassa di risparmio di Cesena”.

  • Cesena, “La pioggia delle coturnici”, Coll. cassa di risparmio di Cesena”.

  • Crocker, California, Art Museum: “Sacrificio di Isacco”, tecnica a olio su rame.

  • Dublino, National Gallery of Ireland: “Moltiplicazione dei pani e dei pesci”, tecnica a olio su rame.

  • Fermo, Pinacoteca civica: “La Pentecoste”, tecnica a olio.

  • Leonessa, chiesa di San Pietro: “Vergine col Bambino in gloria tra i Santi Agostino, Borromeo e Caterina d’Alessandria”, tecnica a olio.

  • Firenze, Uffizi, Palazzo Pitti: “Cristo appare a santa Margherita da Cortona”.

  • Greenville (Carolina del Sud), Bob Jones University: “Santa Cecilia”.

  • Londra:

    • Michael Simpson Collection: “Riposo in Egitto”, tecnica a olio su rame.

    • Coll. Matthiesen: “San Sebastiano in gloria”, tecnica a olio su rame.

    • Walpole Gallery. “Madonna col Bambino”; “Giovane col gatto, anno 1621”.

  • Los Angeles, J. Paul Getty Museum. “Elia riceve il pane dalla vedova di Zarepta”; “Mosè e i messaggeri da Canaan”; “Madonna col Bambino e Giovanni Battista”.

  • Madrid, Museo del Prado: “Scena di trionfo”, tecnica a olio su rame; “Scena della storia di Roma”; “Gladiatori in un banchetto”.

  • Napoli, Museo di Capodimonte: “Assunzione della Maddalena”; “Salvazione di un’anima”; “Gesù servito dagli angeli”; “Madonna con san Carlo e san Bartolomeo”.

  • Spoleto, Chiesa di San Domenico: “Madonna col Bambino e Sant’Anna con Santa Caterina da Siena, S. Caterina d’Alessandria e Elena”, tecnica a olio su tela, anno 1630 circa.

  • Oxford, Ashmolean Museum: “Cristo e la donna di Samaria”, tecnica a olio su rame.

  • Parigi, Louvre: “Agar nel deserto; Incoronazione della Vergine coi santi Agostino e Giuliano d’Aquitania”.

  • Parma:

    • Museo Fondazione Cariparma: “Vocazione di san Matteo”, anno 1626.

    • Galleria Nazionale: “Sant’Agata in carcere”, tecnica a olio su rame.

  • Porcigatone, Chiesa di san Pietro, “Crocifissione”.

  • Rieti: “Vergine col Bambino in gloria tra i santi”, tela, 1630, chiesa di San Pietro di Leonessa.

  • Roma:

    • Casino Borghese: “Decorazione della loggia tergale”.

    •  Basilica di San Pietro: “Trionfo della Croce nella volta della Cappella della Pietà”.

    • Chiesa di San Carlo ai Catinari. “Gloria di san Carlo” nel catino absidale, affresco” e Annunciazione”, navata destra nella prima cappella.

    • Chiesa di Gesù e Maria: “Dipinti sulla volta sull’altare e sulla volta della sagrestia”.

    • Chiesa di Sant’Agostino, Cappella Bongiovanni. Apostoli al sepolcro nella lunetta”, “Assunzione” nella cupola, storie dei santi Agostino e Guglielmo sulle pareti, anno 1616.

    • Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, Cappella Sacchetti. “Orazione nell’orto”, anno 1622-1624 e “Salita al Calvario”.

    • Chiesa di Santa Lucia in Selci. “Martirio di santa Lucia”, tecnica a olio.

    • Basilica di Sant’Andrea della Valle: Affresco nella cupola con “Assunzione della Vergine”, anno 1622-1627; “Morte di sant’Andrea Avellino”; “Gloria del Paradiso”.

    • Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte. “Affreschi di Sant’Antonio Abate e San Paolo di Tebe”, anno 1605.

    • Chiesa di Santa Maria della Concezione: “Natività”.

    • Galleria Borghese: “Giuseppe e la moglie di Putifarre”.

    • Chiesa Nuova: “Dipinti nella volta” della prima cappella a destra.

    • Galleria Corsini: “Tamar e Giuda”.

    • Galleria Colonna: “Maddalena in gloria: “San Carlo Borromeo”; San Pietro liberato da un angelo”.

    • Galleria Nazionale d’Arte Antica: “Trasfigurazione”.

    • Galleria Doria Pamphilj: “Galatea e Polifemo”.

    • Palazzo Borghese: “Concilio degli dei”, affresco nella volta della XIV° sala della Galleria.

    • Oratorio di S.Andrea a S.Gregorio al Celio: “Affreschi sulla controfacciata”, “S.Silvia e S.Gregorio”, .

    • Palazzo Farnese, Galleria. Parte dell’affresco con il “Trionfo dell’Amore sull’Universo”, anno 1604-1605.

    • Palazzo del Quirinale, Sala Regia: “affreschi con fregi”,

    • Palazzo Mattei di Giove, Loggia dell’edificio e affreschi”: Dipinti con storie di Giuseppe e la moglie di Putifarre”, anno 1615.

  • San Pietroburgo, Ermitage: “Annunciazione”.

  • Varese: “Apparizione della Vergine e San Giuseppe a San Carlo Borromeo”, anno 1620.

  • Vienna, Kunsthistorisches Museum: “Madonna col Bambino fra san Giacomo e sant’Antonio Abate”.

  • Washington, National Gallery: “Santa Cecilia e un angelo”.

Bibliografia:

  • D. Gallavotti Cavallero, in “Studi romani”, 50, anno 2002: Giovanni Lanfranco, un pittore barocco tra Parma, Roma e Napoli,

  • Lanfranco: la macchina del tempo, catalogo della mostra di Mantova, Mantova, 2004

  • C. Steinhardt-Hirsch, in “Kunstchronik”, 56, anno 2003: Giovanni Lanfranco : un pittore barocco tra Parma, Roma e Napoli

  • A. Brogi, in “Arti a confronto: studi in onore di Anna Maria Matteucci”: Lanfranco: ‘ritratto di santo’, a cura di D. Lenzi, Bologna, anno 2004

  • E. Schleier, in “Dizionario Biografico degli Italiani”: Lanfranco, Giovanni, 63, anno 2004.




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