L’arlesiana di Van Gogh (di Roma e S. Paulo)

Vincent Van Gogh

L'arlesiana
L’arlesiana, 92 x 73 cm. S. Paolo, Museu de Arte.

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Sull’opera: “L’arlesiana o Ritratto della signora Ginoux (con vestito scuro, seduta, verso destra, parete di fondo rosa)” è un dipinto  di Van Gogh realizzato con tecnica ad olio su tela nel gennaio febbraio 1890 (periodo di Saint-Rémy), misura 92 x 73 cm. (altre fonti indicano 65 x 54 cm.) ed è custodito a S. Paolo nel Museu de Arte. L’opera non è firmata né datata dall’artista ma viene citata nelle lettere n° 629, 638, 642, 643 e w 22.

La composizione in esame – realizzata durante il ricovero ospedaliero di Saint-Rémy – è una delle versioni che Van Gogh eseguì in moltissime varianti e raffigura la proprietaria di un bar ad Arles (la signora Ginoux), dove il pittore era solito trascorre le proprie serate. Qui l’artista pare riprendere, interpretandolo in maniera del tutto personale, un disegno realizzato pochi mesi prima da Paul Gauguin (probabilmente nel novembre 1888).

Nelle intenzioni di van Gogh il dipinto costituisce una sintesi del dialogo pittorico comune dei due amici svolto durante il loro soggiorno invernale.

Si mette in evidenza un impiego cromatico — assai lontano dai molteplici precedenti ritratti — alquanto pacato, dove spicca la prevalenza di colori biancastri, rosè, grigi e verdi.

L'arlesiana di van Gogh
L’arlesiana, Vincent van Gogh, 1890, olio su tela, 60×50 cm. Galleria nazionale d’arte moderna, Roma. (foto tratta da Wikipedia)

Presentiamo in questa pagina anche la versione di Roma (L’Arlesiana, olio su tela, 60 x 50 cm., 1890, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma).

Qui, a differenza della versione in alto raffigurata, Van Gogh realizza la coloristica senza la presenza dell’effigiata, modificando colori e concedendosi la piena libertà del tratto, cambiando i disegni da cui la traeva dal vivo.

In questa composizione Madame Ginoux ha un volto più allungato e un’espressione quasi malinconica, apparendo un po’ più vecchia rispetto al ritratto  custodito a S. Paulo, nonostante siano stati entrambi realizzati nello stesso anno (forse a distanza di qualche mese).

Nel maggio 1998 la tela di Roma venne trafugata dalla stessa Galleria Nazionale d’Arte Moderna, assieme ad altre due opere: Il giardiniere, dello stesso artista, e Il Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne. Tutti e tre i quadri vennero recuperati a distanza di due mesi.




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