Pittore Renè Magritte

(Lessines, 21 novembre 1898 – Bruxelles, 15 agosto 1967)

Questa non è una pipa, anno 1948
Sopra, un’opera dell’artista: Questa non è una pipa, anno 1948.

La foto sopra raffigurata, a bassa risoluzione, è stata inserita al solo scopo didattico.

Cenni biografici

  René Magritte, noto anche per la sua sorprendente originalità, è considerato uno dei principali esponenti del movimento surrealista.

I suoi dipinti, semplici a prima vista, sono il risultato di un’articolata riflessione sulla realtà di ogni giorno e sul mondo dei sogni

Studiò presso l’Accademia di Bruxelles ed i suoi esordi ruotarono intorno alle avanguardie del Novecento, orientandosi verso linguaggi cubisti e futuristi.

Più tardi – come egli stesso scrisse – volse al surrealismo dopo aver ammirato il dipinto di De chirico “Canto d’amore”, ove vengono raffigurati – accostati accanto ad un edificio – un immenso guanto in lattice ed la grossa testa di una statua greca.

 Nel 1926 entrò in contatto con Andrè Breton (Tinchebray, 19 febbraio 1896 – Parigi, 28 settembre 1966), il teorico del surrealismo che sistematicamente promuoveva incontri e mostre attraverso riviste e stesure di manifesti.

Nel 1927 si trasferì a Parigi, ove rimase per circa tre anni. Dopo il soggiorno parigino la sua vita artistica si svolse prevalentemente in Belgio.

Nelle prime opere surrealiste di Magritte si evidenzia la ricerca di sconcertanti effetti con giochi di comparazione, opposizioni, scambi e svariati accostamenti di oggetti comuni, il tutto riprodotto con grande cura nel fedele rispetto naturalistico-rappresentativo: “La bagnante” (1925, Musée des beaux-arts, Charleroi) e “L’impero delle luci” (1954, Musées royaux des beaux-arts, Bruxelles).

Dal 1936 la sua pittura si fa più articolata e densa di messaggi, ove la realtà ottica diventa pura espressione del pensiero.

Dopo un periodo, che possiamo definire neoimpressionista, l’artista ritornò all’antica maniera, raffigurando scene visionarie.

Nell’ultima fase della sua attività artistica Magritte sperimentò nuovi linguaggi espressivi e nuove tecniche, tra cui la pittura murale, la fotografia e le incisioni alla plastica. Ciò che invece è rimasto immutato nel corso della sua intera carriera artistica è l’automatismo psichico – assai forte nel surrealismo – che mai interferisce con l’inconscio dell’osservatore ma svela i misteri della natura, avvicinando di più, in un certo senso, la sua poetica al pensiero metafisico.

Magritte è stato anche scrittore, poco sistematico ma fecondo. I suoi testi sono raccolti in un unico volume: Tutti gli scritti (1979).

 



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