La pittura metafisica

La Pittura Metafisica nasce con Giorgio De Chirico (nato in Grecia e vissuto in Italia e Francia) intorno al 1919, che ha sempre rifiutato tutti i linguaggi dei movimenti delle avanguardie e dei loro derivati, disprezzandoli apertamente e considerando nullo il loro valore artistico.

Mentre i movimenti delle avanguardie rifiutano i linguaggi classici, De Chirico continua a portare avanti temi che recuperano la tradizione antica dei primitivi toscani.

Egli carica le sue opere con altri nuovi significati complicati e misteriosi, usando iconografie architettoniche nelle quali abbondano le piazze ed i manichini. Benché già molto conosciuto dal 1914, rimane solo con il suo linguaggio fino al 1918, appoggiato solamente dal fratello Alberto Savino (Andrea De Chirico), letterato e critico musicale.

L’artista, in uno scritto pubblicato sulla rivista Valori Plastici, lancia nel 1919 la “Pittura Metafisica”. Già due anni prima, insieme al fratello, si era incontrato ripetutamente con il pittore Carlo Carrà (pentito futurista), con lo scrittore Giovanni Papini e con il critico Soffici dove cercavano di far convergere la ricerca metafisica, per il comune interesse,  al rapporto tra modernità e tradizione.

Bibliografia:

  • “Il Novecento: dalle avanguardie storiche ai giorni nostri” di  Piero Adorno in “L’arte italiana”, vol. III – Tomo secondo – G. D’Anna Casa editrice S.p.A., Firenze, 2009.

  • “De Chirico (1888-1919). La metafisica”, Paolo Baldacci, Ed. Leonardo Arte, 1997.

  • “La metafisica schiarita. Da De Chirico a Carrà, da Morandi a Savinio”, Maurizio Calvesi, Milano, Feltrinelli, 1982.

  • “Dizionario dei termini artistici”, Luigi Grassi, Mario Pepe, I ed., TEA Licenza UTET (I Dizionari n° 14), Milano, 1994.

  • “La Metafisica Museo documentario”, Autori Vari, Ed. Comune di Ferrara, Grafis, 1981.




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